Mi presento, sono Ornella: scrittrice, lettrice e blogger. In questo spazio troverai le mie pubblicazioni, le mie letture e qualche "chiacchiera" sulla scrittura.
Leggere e scrivere sono i miei più grandi vizi.
Se vuoi conoscermi meglio, ti aspetto qui e sui miei social.
Una lettura per “stare nel chill”, sicuramente è questa: Apprendista cercasi. Apprentice to the villain di Hannah Nicole Maehrer.
Assistente cercasi mi aveva colpito per il tono scherzoso, per essere una parodia dei fantasy classici con una fazione buona e una cattiva, ma nel secondo questa caratterizzazione si perde un po’ e si va verso una rom-com fantasy.
La trama si basa sulla ricerca e sul romance. La parte della ricerca l’ho trovata poco interessante, a volte mi ha annoiata. Per quanto riguarda la componente romance: Evie e Trystan, i due protagonisti, sono goffi, carini, c’è tensione, attrazione, mai tira e molla sono simili tra loro e lo slow born risulta piatto.
All the Devils. L’inferno è qui di Catelyn Wilson è un mystery soprannaturale che parte piano, ma che intriga molto quando si entra nel profondo della storia.
La protagonista, Andy, è un’adolescente che si ritrova ad affrontare la perdita della sorella Violet in un incidente. Solo che, sorpresa, quella nella bara non è sua sorella. Andy così parte alla ricerca della verità seguendo gli indizi lasciati da Violet. Tutto la conduce alla Ravenswood Academy, la scuola privata frequentata dalla sorella e che si regge su magia, demoni, e altre attività poco consone.
Il lato soprannaturale mi è piaciuto, ma l’ho trovato anche caotico, con informazioni elargite in modo un po’ confuso. Insomma, non è semplice avere un quadro chiaro della parte ultraterrena, a un certo punto mi è sembrato un fritto misto di elementi.
Country Zombie Apocalypse 4 ci porta a conoscere Ivo, lo strano “amico” di Al e nonno Iginio. Ivo ha una storia triste alle spalle che deve purtroppo riaffrontare anche durante l’apocalisse zombie. In questi racconti la sopravvivenza si unisce sempre a storie e segreti di famiglia.
L’episodio ha due linee narrative quella di Ivo e quella di Lando, qui però si dà più spazio alla prima, anche Al e Iginio sono messi in ombra. Ho trovato i contenuti un po’ sbilanciati, ma il problema reale è che il testo è stato davvero troppo breve, la lettura si conclude in pochissimo lasciando tanto in sospeso e un pizzico di insoddisfazione. Dopo questo quarto volume vorrei leggere qualcosa in più...
Powerless è un libro con delle idee ma trattate superficialmente, casca in sciocchezze e dimenticanze, però mi ha lasciato curiosità, quindi sono andata avanti con Powerful e Reckless.
In Reckless la prima cosa che mi è balzata gli occhi è la presenza degli stessi chiamiamoli errori trovati in Powerless.
La protagonista, Paedyn, che già nel primo romanzo sopravvive a ogni lesione possibilmente letale, in Reckless non è da meno perché, ferita e acciaccata, sopravvive una settimana nel deserto senza cibo e acqua, e riesce persino a difendersi e a uccidere. Di questi esempi ce ne sono altri, però quando Kai la colpisce di striscio allora zoppica e si lamenta. Ricordo che nel primo libro, durante il torneo, con una gamba maciullata è arrivata a fine prova. Okay, basta, non aggiungo altro. Vi lascio il piacere della scoperta.
Ex Tenerbris di Lorenzo Basilico è un urban fantasy che in teoria avrebbe dovuto essere nelle mie corde ma in pratica lo è stato meno di quanto immaginassi. Ma quindi mi è andata male? No. Il protagonista, Annibale Salinas, è un mezzo mago che si trova a fuggire da chiunque, il regno sovrannaturale pare impazzito alle sue calcagna, la vera domanda è perché? Fino a metà libro non è dato saperlo. Lì mi è iniziato a salire il nervoso, ma io sono impaziente. Ci sono molte creature ma tutte di passaggio, alcune poco usuali e questo è sicuramente un pro.
Annibale non è solo ma in qualche modo si ritrova in un gruppo singolare in questo viaggio (è un viaggio davvero) verso la scoperta della sua identità.
Una creatura misteriosa disturba il sonno di povere anime fino alla morte.
La notte della strige secondo me è un racconto dove colpiscono più gli eventi che i protagonisti di cui si conosce il minimo indispensabile.
La storia inizia con un personaggio maschile e la sua narrazione è in prima persona al passato, si affianca un personaggio femminile, Sara, la cui narrazione è in terza persona. La conclusione è anch’essa in terza persona.
Il pregio della scrittura dell’autore è quello di riuscire a trasmettere il malessere provato dai personaggi, uno stato di angoscia e terrore, non mi è piaciuto però lo stratagemma di usare un personaggio come fonte di informazioni, o meglio di spiegone sulla figura della strige e affini.
Dopo Powerless, una lettura tutt’altro priva di difetti ma che mi ha lasciato curiosità, ho voluto proseguire con la novella e quindi eccoci qui.
Powerful narra le vicende di Adena, miglior amica di Pae, in contemporanea agli eventi di Powerless. Adena è un personaggio buono, forzatamente buono, fino all’inverosimile. Il coprotagonista, Mak, la prende persino in giro per questo. Lui al contrario è molto freddo e distaccato, almeno all’inizio, ed è più interessante di quanto si possa immaginare.
La storia ha più romance che Fantasy, più quotidianità che azione. Troverete due trope: slow burn e grumpy for sunshine. La storia d’amore è molto carina, l’ho preferita a quella della coppia principale, Pae e Kai non li ho sopportati.
Il Famiglio è un fantasy su base storica ambientato durante l’inquisizione spagnola a Madrid.
La protagonista, Luzia, è una domestica che inizia a usare le sue capacità per intrattenere, ma qualcuno la nota e da lì inizia la sua avventura… o disavventura.
Luzia viene selezionata per partecipare a una sfida tra persone dotate di capacità speciali considerate “benedette” e legate al signore, il vincitore dovrà servire a corte, il rischio è passare dalla santità alla stregoneria e finire giustiziati. La coerenza… Luzia è presa in custodia da un nobile con un famiglio, il quale dovrà insegnare alla giovane a usare i suoi poteri. Luzia all’inizio è quasi una bambina indisponente ma la durezza della vita la porta a cambiare. La storia della sua famiglia è profonda e tormentata, e le conferisce tridimensionalità.
Shadolove è un urban fantasy un pizzico violento, che intrattiene, con una protagonista, Lily, una vampira, tormentata dalla sua condizione, sboccata quanto basta, assolutamente cazz*** con un senso di giustizia molto personale, e che conduce una battaglia contro i mostri, i veri mostri, una battaglia che a mio parere avrebbe meritato più scene.
Il romanzo è diviso in tre tempi, tre momenti diversi dell’esistenza di Lily, scelta giusta per aiutarci a comprendere la sua mente e il suo modo di agire ma ho trovato questi segmenti temporali sbilanciati.
Wolf Lineage è un urban fantasy romance, usiamo anche il termine romantasy che pare più in voga, a base di adolescenti e lupi.
L’ambientazione è contemporanea e ci muoviamo nelle fredde terre del Canada.
La protagonista, Sophie, ha 16 anni ed è alle prese con le prime esperienze sia da umana che da lupa, e come se non bastassero le preoccupazioni si aggiunge la componente extra: lei è diversa e non sa come gestire questa diversità che si impossessa di lei facendole perdere il controllo. Accanto a lei Cédric e Jean, il primo membro del suo branco, i Neri, l’altro invece membro dei Rossi.
Foxglove è un romanzo che parte lentamente e in modo ripetitivo: un altro omicidio che tocca risolvere a Signa con l’aiuto della cugina, guarita, Blythe.
Entra in gioco Fato, fratello di morte, sviluppando un finto triangolo che allude anche a un quadrato, ma niente è come sembra. Signa e Morte in questo romanzo sono più uniti e bramosi che mai.
Parte della trama è simil Bridgerton e qui vien “la noia”, anche se c’è un risvolto scandaloso che mi è piaciuto. La parte interessante, soprannaturale, si sviluppa solo alla fine.
Blythe dopo la guarigione diventa forte, interessante, indisponente, a volte anche fastidiosa, riesce a mettere anche Signa in ombra… ah no quello è Morte. Piccolo appunto personale: le interazioni tra Signa e Morte sono forse tra le meno appassionanti mai lette tra due amanti.
I due protagonisti maschili che hanno il fascino di un sasso ricoperto di muschio, per me sono irritanti e il loro rapporto non è particolarmente approfondito, si odiano per un evento passato e questo basta per mandare avanti la storia.
In generale questa storia ha momenti molto piatti e vi devo dire che se si fosse calcata maggiormente la mano su Blythe e Fato, qualcosa di più accattivante sarebbe potuto saltar fuori, perché tra i due c’è quella scintilla di tensione che avrebbe potuto dar soddisfazione. Magari nel prossimo romanzo ci sarà la vampa, chissà.
La storia di Signa ha ancora dei lati inesplorati, alcuni rimasti nel primo volume. Verranno ripresi? Boh.
E poi chicca finale: due personaggi non rivelano una scoperta importante agli altri due, perché? Per dispetto… e serve questo stratagemma per un terzo volume.
Narrazione in terza persona POV alternato, stile poco avvincente, ritmo lento, come ho detto a volte mi sono annoiata.
Onestamente non so se sono soddisfatta di questo romanzo.
POSSIBILE SPOILER
Nota, se stonata valutate voi: nella famiglia di Signa oltre lei c’è
qualcun altro di “speciale”, che sia il caso o che abbia una genesi non è
dato saperlo, al momento, ai miei occhi, appare come un eccesso, una
forzatura per mettere altra carne al fuoco. Possibile che nella stessa
famiglia ci siano due persone legate al soprannaturale?
Signa Farrow non riusciva a non pensare a quel fiore così affascinante e così tossico, e alla residenza della sua famiglia che ne condivideva il nome comune, Foxglove, digitalis purpurea, mentre fissava il cadavere dell'ex duca di Berness." Un uomo è stato assassinato. Il signore di Thorn Grove è stato incastrato. E Fato, l'inafferrabile fratello di Morte, ha preso residenza in un sontuoso palazzo lì vicino. Fato è determinato a vendicarsi, dopo che Morte ha preso la vita della donna che amava molti anni vuole Signa per sé, a qualunque costo. Signa e sua cugina Blythe sono certe che Fato possa aiutarle a salvare Elijah Hawthorne dall'ingiusta prigionia, ma più tempo trascorrono con lui, più spaventosa diventa la loro realtà. Signa inizia a mostrare nuovi poteri che la collegano al passato di Fato. Misteri e pericoli si annidano dietro ogni angolo e le due cugine devono imparare a capire di chi fidarsi, mentre i loro destini rimangono in bilico tra gli omicidi mai svelati che perseguitano la loro famiglia e gli inaspettati giochi di Fato... Audace, pieno di suspense e seducente, il seguito della storia tra Morte e Signa è tanto romantico quanto pericolosamente mortale.
Arrivati a questo 3 volume della serie troviamo una novità, sì nonno, nipote maiali infetti, ma anche uno spaccato della genesi del virus che ricorda un po’ una certa pandemia… i filoni narrativi diventano 2, il presente con nonno e nipote e il passato con un nuovo personaggio: Lando. Su questo devo fare un appunto, avrei segnalato meglio il cambio di visione.
Lando è un personaggio che ricorda la condizione di molti giovani d’oggi, lontano da casa e dagli affetti per lavorare, che sente il peso della distanza. Questo fa tristezza e quasi più paura degli zombie perché è un qualcosa di reale. Se succedesse qualcosa ai nostri cari e ci trovassimo lontani, chiusi in casa per cause di forze maggiore… sarebbe orribile. Ops…
Insomma, Lando ci avvicina molto a questa storia di fantasia.
“Quando non ci sarà più posto all’Inferno i morti cammineranno sulla terra…” della campagna umbra.
Ci ritroviamo con nonno e nipote a risolvere problematiche situazioni con gli zombie (ritornanti) in un paesino dove un tempo si conoscevano tutti.
Questa volta a tornare è uno zombie “enorme” del quale vien raccontata la storia passata che si ricollega poi al presente dove si muovono i nostri protagonisti.
Punto focale in questo secondo volume è il passato del giovane protagonista Al, una storia fatta di drammi e sensi di colpa conditi da rancore. Qui più che gli zombie mi hanno toccato le vicende canine. I cani non si toccano FILIPPO!!!
Questa non è una recensione su Powerless… è un mezzo sclero!
Il romanzo è partito anche bene presentando un mondo dove esistono Eletti (persone con poteri) e Ordinari (senza poteri) perseguitati dai primi perché inferiori e causa di indebolimento. Ci sta.
Cosa ha portato la mutazione? Una malattia: la peste. Ora io non so perché piazzare una malattia esistente in uno spazio-tempo inventato, mi sembra un’ingenuità, l’autrice avrebbe potuto personalizzare questo elemento e staccarsi dal reale.
Stelle d'Inchiostro 2 è un fantasy particolarmente adatto a un pubblico adolescenziale poiché una lettura veloce, breve, dallo stile semplice, con protagonisti adolescenti, appunto.
Essendo questo un secondo volume, per comprendere meglio la parte fantasy che lo caratterizza, ovvero la parte di Eithel, secondo me è necessario leggere il primo, perché personalmente ho avvertito la mancanza di qualcosa, il non sapere mi ha fatto penare un po’. In Stelle d’Inchiostro 2 c’è una sfumatura horror che richiama prodotti classici del genere ed è questa la peculiarità che mi ha attirata, anche se ovviamente la nota horror è edulcorata e si lega al fantasy per ragazzi. Direi che in questo il testo è originale.
Assistente cercasi è un fantasy che prende in giro i fantasy e le favole estremizzandone alcune caratteristiche.
La protagonista, Evie Sage, è ingenua oltre i limiti del possibile e il cattivo della storia è chiamato proprio così “il cattivo”, ma poi lo è davvero?A me sembra grigio, forse grigio scuro, ma quella è la tonalità, non ci arriva al nero. Il romanzo è un po’ una commedia, ha toni scherzosi, e c’è un romance così innocente, così lento, che quando inizia a scaldarsi appare quasi strano; penso sia un perfetto esempio di slow burn.
Mi sono fatta attirare dalla presenza di un vampiro
affascinante e dedito al flirt, da una strega con poteri di guarigione con la
passione per piante e animali, e dalla misteriosa scomparsa di ragazze… un mix
di ingredienti che non poteva che stuzzicare, no?
La trama mi aveva fatto pensare a un romanzo articolato, un
po’ commedia un po’ thriller, ma in realtà questo è un romantasy in piena
regola, ciò che c’è intorno al romance e allo spicy è solo cornice, tanti elementi
non approfonditi, ed è un peccato perché sviluppati avrebbero arricchito il
romanzo.
La prima nota dolente, personalissima, sono i protagonisti: non
mi sono piaciuti.
Bride di Ali Hazelwood è un fantasy romance ambientato in un mondo dove convivono, più o meno pacificamente, umani, vampiri e lupi.
Tutto inizia con un matrimonio di convenienza che simboleggia una tregua tra vampiri e lupi. Le differenze tra le due razze stanno soprattutto nella gestione comunitaria e dei sentimenti; i vampiri sono anaffettivi e pensano più al potere e bene comune che ai propri cari, e la protagonista, Misery, lo sa bene; i lupi, al contrario, sono uniti come una buona famiglia allargata. Lowe il protagonista e alfa del branco farebbe di tutto per proteggere il suo branco, soprattutto la sorellina minore.
Vampiri; cacciatori; demoni di ogni tipo; alchimia; un’accademia; una Londra cupa; un’epoca che richiama il 700 e l’800... Questo è racchiuso in Cour des Revenants primo libro di una trilogia fantasy che presenta una trama articolata con un filone principale che vede contro cacciatore e vampiro fino all’ultimo sangue e più di un mistero da scoprire.
Lo stile del romanzo è estremamente espositivo, descrizioni a volontà, fatti e misfatti, questo consente di muoversi nell’ambiente e di leggere di personaggi ben delineati, ma se questo stile ha dei lati positivi, ne ha anche di negativi, prima di tutto una dilatazione del tempo degli eventi che fa rallentare il ritmo della storia, in particolar modo nei momenti d’azione, ad esempio: un faccia a faccia, un combattimento.
I vampiri di Marchwood Hunted è il capitolo conclusivo della serie, mi è piaciuto il finale? Sì, ci sta. Ma il romanzo mi ha convinto? Non proprio, e cercherò di spiegare il perché senza fare spoiler.
Come per i romanzi precedenti, abbiamo due linee narrative, quella al presente dei protagonisti e quella al passato di una creatura che, ovviamente, comparirà nella linea del presente. (Come successo in Taken ma peggio.) Se nel precedente libro la trama nella parte storica era un punto di forza: con una bella protagonista e fatti interessanti, questa volta l’ho trovata molto noiosa e tocca davvero alla lontana la creatura che interessa alla storia e purtroppo anche nel presente è introdotta e caratterizzata abbastanza male; siccome diventa fondamentale, secondo me, doveva essere approfondita e gestita meglio, perché molte azioni risultano ingiustificate, inutili e puerili in contrasto con quello che rappresenta.