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Mi presento, sono Ornella: scrittrice, lettrice e blogger. In questo spazio troverai le mie pubblicazioni, le mie letture e qualche "chiacchiera" sulla scrittura.

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31 dicembre 2013

RECENSIONE - I segreti di Coldtown di Holly Black

Titolo: I segreti di Coldtown
Autore: Holly Black
Editore: Mondadori


Questo romanzo l'ho letto in un pomeriggio, mi ha preso tantissimo ho visto uno scenario nuovo associato ai vampiri e non potevo esserne più contenta. Un urban fantasy che si avvicina al distopico e che non mi ha mai annoiato. Una rivelazione!

Ho immaginato scene alla The waking dead e alla Hunger Games, qualcosa mi richiama Intervista col vampiro e poi, non so, ho intravisto qualcosa di fiabesco e horror... insomma questo libro per me è stato" tanta roba"!

La protagonista, Tana, cresce con l'evolversi delle situazioni e devo dire che è una delle poche "prime donne" che mi piace. Non è la classica eroina, o la sfigata di turno, è una liceale veramente comune, con pregi e difetti. Tutti i personaggi sono particolari e affascinanti, l'autrice ha creato un bouquet molto vario e non mancano i colpi di scena. Non c'è il perfetto, non c'è la pecora nera, ma ci sono tante sfaccettature. Per quanto riguarda i vampiri sono misteriosi, entità non ben definite che sembrano essere generate da un virus. Tra l'umano e il predatore, tra sanità e follia, questo mito all'interno di I segreti di coldtown è trattato alla perfezione.  Nel dettaglio, Gavriel il "super vampiro relativamente buono" ha un fascino oscuro, incute timore ma allo stesso tempo attira a sè come una calamita. Un ottimo vampiro secondo i miei gusti.

La trama non è semplice da commentare, ci sono tante fasi, tanti elementi e tante aspettative che tengono il lettore attaccato al romanzo. Si parte da una strage, si prosegue per la sopravvivenza e poi si giunge alla vendetta e a un amore che non invade mai troppo lo scenario, è presente quel tanto che basta per far sognare e sospirare. Tutto è dosato con oculatezza.

L'idea di città-prigione dove tenere vampiri e seguaci. Differenze tra vampiri antichi e moderni. Epidemie di vampirismo che hanno dato vita alle Coldtown. Elementi classici che vengono riutilizzati e adattati. E poi c'è quel pizzico di rude romanticismo, quella stuzzicante associazione tra erotico e sangue che completa il tutto. Che volere di più?

Il narrato è in terza persona eppure ci si sente vicino a tutti i personaggi. Il tempo salta dal presente al passato e ci dà una visione più vasta di alcuni personaggi. Lo stile è scorrevole le descrizioni incisive e efficaci.

Il finale è aperto e ogni lettore può tirare le proprie conclusione.

Da lettrice non ho trovato un difetto a questo romanzo, sono rimasta davvero soddisfatta.
Il voto per me è massimo e anche con lode.


❤❤❤❤❤ 

TRAMA
Ti svegli la mattina dopo una festa: sei stesa in una vasca da bagno, la tenda tirata, intorno un profondo silenzio. Gli altri staranno ancora dormendo? Quando ti alzi e giri di stanza in stanza, scopri che durante la notte è successo qualcosa di tremendo. Legato a una sedia, trovi un misterioso ragazzo dagli occhi rossi. Vicino a lui, vivo e ammanettato, c'è Aidan, il tuo ex: appena provi a liberarlo, ti assale in preda a una fame atavica. Tutto questo non è normale, neppure se ti chiami Tana e sei nata in un mondo molto simile al nostro, un mondo in cui le persone si trasformano in mostri assetati di sangue e vivono confinati nelle Coldtown. Li chiami vampiri, ma potrebbero avere anche altri nomi. Molti di loro sono celebrità, li trovi ogni sera in televisione: tutti i canali trasmettono in diretta le loro feste più trasgressive. Ora non puoi più evitarli, e hai solo ottantotto giorni per salvarti: ma a quanto sei disposta a rinunciare per tenere in vita ciò che non vuoi perdere?
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30 dicembre 2013

RECENSIONE - Emmanuel di Francesco Bianco

Titolo: Emmanuel
Autore: Francesco Bianco
Editore: Self-Publishing


Questo per me è stato un libro surreale, non dico mi abbia sconvolto, ma sembra totalmente fantascientifico e poi ti finisce in un fantasy biblico futuristico. Si lo so, che detto così suona strano, ma dovrebbe incuriosirvi no?
Per aiutare nella comprensione, vi dico a cosa ho associato questa lettura: film The The Day After Tomorrow, telefilm Terranova e per quanto riguarda il protagonista mi sembrava una sorta di Nicholas Cage nel Il mistero dei templari, con tanto di lady al suo fianco e giovane assistente.

La trama parte bene, ricerca, avventura, indizi e segnali misteriosi. L’ambientazione italiana è stata ben costruita, mi è piaciuto ritrovare la città di Torino protagonista. Tutto ha una sua logica, fino all’ultima parte del libro, diciamo che, 10% del romanzo, il finale ha ribaltato la situazione in modo assurdo, passando dal fantascientifico al fantasy e al religioso. Non mi è piaciuta la concretizzazione di Dio e la possibilità di incontrarlo, per me non è immaginabile, la ritengo una cosa troppo “oltre” per i miei gusti. Non sono religiosa ma ho provato questo senso d’incredulità che mi ha fatto cadere la coerenza del restante 90% del romanzo che fin lì filava e affascinava, insomma il filone religioso l’avrei evitato o trattato diversamente. Inoltre, il finale doveva essere più esplicativo, più ragionato, meno semplicistico.
Esempi:


Come possono “delle persone” creare “qualcosa” dal nulla senza avere niente con loro? (Sono vaga, ma non posso spoilerare troppo.)

Perché proprio quelle persone?
Come può un amore nascere in un mese ed essere così dirompente da pensare alla vita insieme in un contesto completamente sconosciuto?
Ma questa è solo opinione personale ovviamente, in generale la trama mi è piaciuta, anche se ho il presentimento che delle piccolezze, escludendo le osservazioni sul finale, debbano essere riviste. Sciocchezze come: si può fumare in uno scavo archeologico sotterraneo?

Passiamo ai personaggi, il nostro Nicholas Cage cioè Jeff è il personaggio principale, ma sbuca dal nulla non si sa che abbia fatto prima di uscire su carta: vagabondo, professore, vedovo, divorziato, scienziato pazzo? Un piccolo accenno biografico forse avrebbe aiutato a conoscerlo meglio. Destiny, anche se meno centrale come personaggio mi sembra ben chiara, mentre Set è quasi uno sconosciuto che sembra pensar solo ai sigari. Personaggio marginale, Leone D’Arcadia è stato invece descritto molto bene, l’ho immaginato subito e con gran facilità. Vivi ha un suo fascino e anche una sua fisicità nella mente del lettore, ma assumendo un ruolo rilevante alla fine, magari era meglio approfondirla nell’ultima parte.

Parlando della scrittura, Francesco Bianco usa un linguaggio molto diretto, non si perde troppo nelle descrizioni con giri di parole o allegorie inutili, e poiché è un testo per lo più fantascientifico, direi che lo stile scelto è molto appropriato.

I temi trattati in questo romanzo sono vari, si passa dall’ufologia alla storia, dall’apocalittico al religioso, è nell’insieme tutto si lega. Un buon lavoro di armonizzazione tematica, e a me pare anche originale per tutte queste combinazioni. Qualcosa va chiarito e approfondito ma, per essere una prima opera, parte bene.

Chi è Emmanuel? Perché non l’ho nominato? Dovrete leggere il romanzo per saperlo.


❤❤❤ 

TRAMA
E se la realtà della vita, crollasse improvvisamente davanti ai nostri occhi? Pensi di essere al sicuro? Pensi di sopravvivere? Nulla è ormai certo...
Una ragazza albina, un Dio capace di distruggere un pianeta con i suoi abitanti, un vagabondo che insegue un simbolo misterioso. Questi sono alcuni degli elementi, che rendono Emmanuel un romanzo avvincente e pieno di sorprese.
È una calda e afosa mattina di agosto, e un evento straordinario sconvolge la cittadina di Salisbury. "Flottillas," è così che vengono chiamate le strane sfere di luce che, apparse improvvisamente nel cielo, formano un singolare emblema.
Il sorprendente fenomeno cattura l'attenzione di Jeffrey White, quarantenne senzatetto con un passato da scienziato. In lui, scatta un'irrefrenabile voglia di sapere e di scoprire la verità su quel misterioso simbolo.
Un amore, un'amicizia, un'avvincente storia che si snoda fra le città che compongono il triangolo della magia e le maestose metropoli di un mondo a noi sconosciuto, al limite della fantasia.
Tutto è scritto, tutto è pronto: il viaggio è appena iniziato...
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28 dicembre 2013

RECENSIONE - Shades of Life di Glinda Izabel

Titolo: Shades of Life 
Autore: Glinda Izabel 
Editore: Fazi

Avevo questa recensione già da tempo, ma tra una cosa e l'altra mi è sfuggita la sua pubblicazione, ma adesso è giunta la sua ora.

Shades of Life è un paranormal romance che narra la storia di uno spirito senza memoria, quello di una giovane ragazza: Juniper Lee. 

Durante la lettura ho attraversato diversi stati umorali: interesse, apatia, coinvolgimento. 

La prima parte è d’interesse perché mi interessava scoprire come potesse essere la vita di uno spirito e più continuavo nella lettura più questa curiosità veniva soddisfatta. 

Nella seconda parte, appena Juniper incontra un altro spirito, quello di Logan, il testo rallenta, si dilunga, troppe chiacchiere e riflessioni a due, troppa tenerezza, dove ciò che emerge è il profondo legame tra Juniper e Logan, inspiegabile e soprannaturale che si sviluppa in un giorno e una notte. Si potrebbe benissimo pensare che sia un tempo ristretto, ma andando avanti con le vicende, si può capire il perché di questa scelta temporale, “un po’” obbligata. 

La scossa arriva finalmente all’atto finale, risolutivo ed esplicativo di tutta la trama, anche se forse era prevedibile, ha avuto comunque un forte impatto. Juniper inizia a ricordare qualcosa, Logan scopre il perché del suo esser fantasma, entrambi capiscono il perché della loro misteriosa unione in quel limbo tra terra e cielo e si scatenano mille sentimenti e sensazioni: amore, rabbia, commozione, tristezza, ed è il momento più bello di tutto il romanzo. 

Il testo l’ho trovato fluido, semplice ma corposo e intenso. Il modo di narrare e carico, trasmette molte emozioni e l’autrice ha la mia ammirazione, perché piacerebbe anche a me scrivere in questo modo. Anche le descrizioni del contesto sono efficaci; abbastanza accurate da rendere una valida idea nella mente del lettore ma senza sforare nel prolisso. La storia ha una base romantica, ci sono scene tenere, chi non è particolarmente incline a un eccesso di dolcezza come me, probabilmente non sarà rapito dalla parte centrale del romanzo (quella che io definisco seconda fase), ma ai veri fan del paranormal romance e delle storie romantiche, Shadow of life piacerà.  

❤❤❤ 

TRAMA
Pensava che la morte fosse la fine — poi l’amore la riportò alla vita.

Juniper Lee potrebbe concedersi ogni lusso. Potrebbe viaggiare senza preoccuparsi di avere una destinazione, abbandonarsi a ogni sorta di eccesso senza temere ripercussioni.
Ma non c’è nessun bene materiale che possa distrarla dalla solitudine che la divora, perché Juniper è un spettro intrappolato in una dimensione dai contorni indefiniti. .
Il suo cuore non batte realmente, e tutto di lei - i suoi respiri, i suoi sorrisi, le lacrime che spesso le solcano le guance, sono solo l’eco di una vita ormai lontana.
Juniper è sola e non possiede alcun ricordo. L’unica memoria che sollecita la sua mente, sin da quando si è risvegliata nella sua nuova forma spettrale, è quella di un nome. Il suo. Unica eredità della ragazza che doveva essere stata un tempo. Eppure, nonostante sembri non esserci nulla a legarla al mondo dei vivi, Juniper non riesce a seguire il raggio di luce che potrebbe aprirle le porte dell’aldilà.

Quando alla sua porta si presenta Logan, attraente ragazzo dallo sguardo scintillante, tutto per lei si tinge di nuovi e abbaglianti colori. Logan è diverso dagli altri spettri, è come se in sé nascondesse qualcosa di unico, che l’attrae in modo irresistibile.
Qualcosa di inspiegabile avviene quando i due si toccano, come l’esplosione di una forza celestiale. E un ingranaggio si smuove nei recessi della mente di lei, facendole provare sensazioni mai conosciute prima. Sensazioni che profumano di ricordi sopiti e verità dimenticate. Sensazioni che potrebbero rispondere alla domanda che l’ha assillata sin dal giorno del suo risveglio: chi è davvero Juniper Lee?
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23 dicembre 2013

RECENSIONE - A very Undead Xmas di Violet Nightfall

Titolo: A very Undead Xmas
Autore: Violet Nightfall
Editore: Self- Publishing


Un racconto horror, ambientato a natale, un natale dove fioccano zombie e non regali. 

La trama presenta diversi elementi che richiamano film e telefilm,  forse la novità che ho riscontrato riguarda gli zombie che sono leggermente diversi dai soliti, hanno un tocco più dark. Il racconto in sé non è particolarmente originale, ma si legge molto volentieri.

I protagonisti sono Breanna e Ivan. 
Breanna è un personaggio molto forte e forzato che viaggia sul sensato e sull’insensato. In pratica, Breanna è una fan dei film horror ed è un’esperta di zombie, e reagisce alla drammatica situazione con freddezza, richiamando tutto il suo sapere sulla “zombielogia” è diventando un rambo in gonnella. Questo è sia comico che spiazzante, perché io proprio non riesco a concepire tanta sicurezza di fronte “all’apocalisse zombie”, come anche l’horror condito di battute in situazioni estreme. Di certo questo racconto mette difronte ad alti e bassi che il lettore, (o almeno io) non sa come prendere. Ivan è un ragazzo molto più veritiero nelle sue reazioni, va nel panico, ha il terrore, ma alla fine si riscatta con un gran atto di coraggio. Preferisco decisamente il suo personaggio dal ruolo più classico, anche se Brianna è divertente.

Il testo, be’ a volte è come uno schiaffo a volte come una carezza. L’autrice scrive in modo semplice e discorsivo ma ogni tanto fa capolino un termine inusuale o qualche descrizione bizzarra che non sono sempre piacevoli… ma sicuramente conferiscono un tratto particolare allo stile dell’autrice.
Ad esempio;:
“ Sputando dagli altoparlanti delicati gorgheggi”


“Le porte degli ambulatori si spalancarono, vomitando decine di infermieri”

Il termine abbaiare invece di urlare (o simili) dopo una frase tra virgolette «Il lettino…», abbaiò.

Ci sono anche altri termini del genere che per me stonano, almeno messi a confronto con i miei gusti di lettura. Sono sì originali ma troppo forti, troppo un azzardo. 

Il merito che ha quest’autrice è di conoscere bene l’horror tema zombie, sa trattarlo bene, il racconto ha una sua forza e dimensione, io lo vedrei bene per un cortometraggio horror.


Vi lascio con uno degli scambi di battute che ho preferito e mi hanno fatto sorridere.

Breanna tentò di ribattere, arrossendo appena, «Ok, l’ho
letto in Warm Bodies, il libro di Isaac Marion».
«Quella cagata alla Twilight che mi hai costretto ad andare
a vedere al cinema?»
«No! Il libro è totalmente diverso dal film!» Strillò Breanna...



❤❤❤ 

TRAMA
C’è un luogo, in America, dove tutto è possibile… Benvenuti a Hellsgate, dove l’ospitalità della gente, la prelibatezza culinaria e la tranquillità che ivi si respira, vi faranno desiderare di restare in eterno. Breanna e Ivan hanno attraversato ben due stati per arrivare in tempo alla più folle festa di Natale mai vista. Nonostante gli umori non siano dei più gioiosi rimanere a casa per Natale è fuori discussione. La parola d’ordine è: divertimento! Almeno questo dice il loro vademecum su come godersi le vacanze invernali, una serie di indicazioni scritte senza tener conto degli imprevisti… Varcato il confine di Hellsgate, un piccolo paese che non compare nemmeno sulle cartine stradali, un uomo a piedi taglia loro la strada e l’incidente è assicurato. Da qui l’avventura avrà inizio, chiusi in un ospedale di un paese sperduto, assediati da creature urlanti e affamate. Risate, colpi di scena, tensione e sangue… a galloni!
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