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8 settembre 2015

BLOGTOUR - I caduti di pietra; Pensieri e citazioni (Tappa n2)

Benvenuti alla tappa n°2 . Continua il nostro viaggio alla scoperta di “I caduti di pietra”, il libro di Giuseppe Russo che sarà presentato a Roma il 10 ottobre 2015 presso il caffè letterario Mangiaparole.

Per festeggiare questo viaggio fatto di parole e incontri, l’autore, come già fatto con numerose biblioteche e associazioni italiane, mette a disposizione gratuitamente alcune copie del libro per diffondere la cultura storica e la lettura in genere. Per questo blogtour l'autore intende donare:
  • 2 copie cartacee del libro;
  • 2 copie cartacee del libro ad Associazioni culturali con biblioteca o gruppo di lettura;
  • 2 segnalibri personalizzati.
Considerando le normative vigenti, che escludono la possibilità di operare con estrazioni a sorte, e la natura culturale e divulgativa di questo tour virtuale (non è un’operazione a premi o promozionale), i testi ed i segnalibri saranno donati direttamente dall'autore senza alcun criterio di merito, estrazione casuale, dimostrazione di abilità, risposte a quiz o assimilabili. L'autore opererà una semplice scelta tra coloro che avranno preso parte alla discussione, come accade normalmente in sede di presentazione, quando si dona qualche copia per consentire lo sviluppo dei temi culturali.
Inoltre, per gli utenti dei blog che si presenteranno a Roma al caffè letterario Mangiaparole il 10 ottobre 2015, ci sarà una sorpresa pensata appositamente dall’autore, sempre per diffondere la cultura storica e la lettura.

Per partecipare al contest culturale (dal quale l'autore attingerà i dati per la donazione):
  • lasciare un commento sotto ogni tappa del blogtour oppure avviare una discussione sui temi proposti indicando la propria e-mail per riferimento (per essere eventualmente contattati);
  •  visitare la pagina dedicata al libro su Facebook e lasciare un “mi piace” o un commento, oppure passare per il sito ufficiale utilizzando il form di contatto per lasciare un commento o avviare una discussione sui temi proposti dal blogtour;
  • è gradita la condivisione dell'evento sui social network.
Per la sorpresa in sede di presentazione:
  • stampare il minibanner del blogtour; 
  • portarlo con sé alla presentazione.


Per le Associazioni: per l'invio della copia del libro sarà necessario dare all'autore tutti i dati per consentire la spedizione con regolare atto di donazione.
Si fa presente che tutte le azioni indicate sono facoltative, ma ovviamente consigliate per gli utenti che aspirano ad avere la possibilità di ricevere una copia donata dall'autore. Qualora non vi siano
commenti o like rilasciati dagli utenti, l'autore si riserva il diritto di donare le copie del libro ai rispettivi amministratori dei blog che hanno ospitato le tappe del tour.
In qualsiasi caso, se chi partecipa ha un blog, è caldamente invitato a "rubare" il banner dell'evento e metterlo sul proprio sito.

PASSIAMO ORA AL TEMA DI QUESTA TAPPA: PENSIERI E CITAZIONI, l'autore accompagna alcuni passi del suo romanzo...
«...Napoli iniziò ben presto a cambiare volto. I palazzi da preservare, le statue e altri monumenti, venivano avvolti da ‘barbacani’, ‘incastellature’, o più semplicemente da alte mura composte da sacchetti di sabbia, come trincee al fronte, a dar il senso di soldati accovacciati per restare al sicuro dagli spari nemici...»
Questa è una delle frasi che più mi piacciono. Dalle foto storiche si nota chiaramente la mutazione di una città di mare, con un tessuto urbano ricco di arte e monumenti, e la preparazione ad una tragedia annunciata. Il titolo del libro, e della collana, è proprio nato da questo aspetto fortemente visibile in tutte le testimonianze dell'epoca. Gruppi di statue, chiese, archi trionfali, e tutte le strutture "sensibili" furono avvolte da vere e proprie trincee restituendo una pietosa fotografia di "vite di pietra nascoste dietro sacchi di sabbia per sopravvivere, o semplicemente per sperare in un miracoloso colpo di fortuna. Le bombe portarono via non solo tantissimi civili innocenti, ma anche e soprattutto parti importanti dell'arte, della cultura e delle tradizioni che appartenevano alla Campania, all'Italia e al Mondo.
«...Oggi come allora non è da illudersi circa il rispetto che una nazione nemica possa avere delle opere dell’Arte e della coltura; ma v’è anzi da attendersi, per partito preso di intimidazione o di danneggiamento o per rappresaglia momentanea, una teppistica volontà di distruzione, una ricerca di recar sfregio alle nostre cose più care...»
Questa citazione, tratta da uno dei tanti testi di Gustavo Giovannoni, brillante architetto e ingegnere,
membro del Consiglio superiore di antichità e belle arti nel 1916, nonché esperto in protezione dei nostri tesori proprio ad inizio secolo scorso, mostra con estrema freddezza e crudeltà la vera natura di una guerra. Non vi è rispetto per niente e nessuno, e oggi stiamo rivivendo una situazione del genere con la guerra del cosidetto IS (o Isis) e la distruzione di monumenti e testimonianze di una delle più grandi civiltà del passato. Durante il corso di laurea ho studiato proprio quei tesori assiri che oggi vedo abbattuti con vile ed inutile crudeltà. Permettetemi, cari amici, un pensiero per un eroe che sarà, purtroppo, dimenticato molto presto: Khaled Asaad, 82 anni, direttore generale delle antichità e dei musei di Palmira. Ha avuto il coraggio, da vero eroe, di nascondere molti tesori e non rivelarne la posizione nonostante settimane di tortura. Ecco, con tutto il rispetto per i calciatori, i divi del cinema, e tutte le altre presunte stelle dello STAR SYSTEM, io rivorrei questo grande uomo indietro, e magari conoscerlo per chiedergli qualcosa in più della sua terra e di quei tesori mondiali che almeno parzialmente è riuscito a proteggere.
«...Come conseguenza dell'improvviso cambiamento di fronte delle istituzioni italiane, cioè l'armistizio dell'8 settembre '43 con gli angloamericani, i tedeschi operarono assurde e odiose ritorsioni sulla popolazione e sui nostri beni culturali, nonché pesantissime azioni di sabotaggio[...] Ma a questo orrore [...] si aggiunse il comportamento degli Alleati nel corso dell'occupazione. [...] Gli eserciti angloamericani occuparono, saccheggiarono e deturparono senza ritegno residenze reali, musei, biblioteche e perfino strutture religiose. [...] a Napoli furono ‘violentati’, per citarne solo alcuni, il monumentale Teatro San Carlo, il Palazzo Reale, il Museo Duca di Martina, il Museo Nazionale di San Martino o il Museo Archeologico Nazionale, [...] ma anche altri luoghi ‘sacri’ della storia e dell'arte campana furono deturpati e parzialmente saccheggiati, come la Reggia di Caserta, il Duomo di Benevento o l'Abbazia di Loreto a Mercogliano. Numerose strutture storico-monumentali furono forzatamente requisite dalle truppe alleate sbarcate in Campania, [...] per acquartierare un'enorme quantità di uomini bloccati dal ristagnare del fronte sulla Linea Gustav. Sicuramente, non furono meno gravi i danni inferti dai vendicativi nazisti ai cittadini napoletani e alla cultura partenopea, a causa [...] della terribile direttiva ‘fango e cenere’ ordinata da Adolf Hitler in persona. I tedeschi vollero punire pesantemente la città di Napoli [...] ‘spezzando la linea della continuità storica’ del territorio, incendiando i fondi antichi dell'Archivio di Stato, precauzionalmente conservati a villa Montesano a San Paolo Belsito, e i locali dell'Università degli Studi di Napoli con l'inestimabile biblioteca della Società Reale...»
Nel 1943 arrivò la resa dei conti per una grossa fetta dell'Italia fascista. Fu una resa dei conti terribile, con tanto sangue versato da innocenti civili, ma anche con la caduta di pezzi importantissimi della tradizione italiana, con il chiaro intento di "sfregiare" secondo l'azzeccata ipotesi del già citato Giovannoni. Forse un'altra citazione, presa da un importantissimo testo di uno storico ricercatore partenopeo, potrà chiarire meglio l'orrore e la volontà di distruggere e di seppellire tutto, dagli esseri umani alla cultura rappresentata da luoghi, monumenti e archivi. 
«...i capannoni delle principali fabbriche [di Napoli] erano stati abbattuti [...] dai guastatori tedeschi...dopo [...] erano stati impegnati nella meticolosa demolizione degli impianti del Porto. I celebri alberghi del lungomare [...] fatti saltare in aria o dati alle fiamme, l'Università e la sua biblioteca [...] devastate.... L'Acquedotto del Serino spezzato in almeno sette punti [...] in modo da rendere impossibile inviare l'acqua [...] con il preciso intento di punire Napoli condannandola alla sete.... I tedeschi avevano anche distrutto [...] la rete fognaria cittadina, così come [...] gli autoparchi dei servizi di Nettezza urbana, rendendo estremamente acuto il rischio di infezioni [...], il saccheggio dei magazzini e dei depositi da parte dei tedeschi aveva provocato l'esaurimento delle scorte alimentari della città......Dal pomeriggio del 26 settembre mancava l'energia elettrica...»

Parole piuttosto chiare, no? La volontà di distruggere la cultura per annientare un'identità cittadina, regionale, e quindi anche nazionale. Come accade oggi con la guerra in Siria, l'arte e le tradizioni, ciò che definiamo beni culturali, rappresentano il vero unicum e la vera essenza di un popolo. Ma è facile capire il concetto anche solo pensando alla Shoa, e al tentativo di sterminio dell'intera "razza ebraica" (il concetto di razza è sostanzialmente errato nella comune accezione usata) per cancellare l'esistenza di un popolo nel tempo e nello spazio. La cultura rende liberi e, all'opposto, la distruzione di tutte le sue espressioni rende schiavi ed inesistenti. Ma i nazisti non riuscirono a piegare la cultura italiana, e gli angloamericani riuscirono a limitarsi in tempo e avviare anche il recupero di molti importanti monumenti deturpati dalle proprie bombe e dalla presenza di ingombranti eserciti di liberazione (?). Così iniziò la rinascita del nostro Paese, i monumenti ripresero la loro naturale funzione di aggregatore, di riferimento, di vita "esterna all'interno delle nostre famiglie". Ecco una bella immagine della mia famiglia, vissuta sempre all'ombra della Reggia di Caserta, un monumento che rappresenta l'essenza stessa dei nostri ricordi, della nostra crescita e del nostro arricchimento umano e morale. Chi cresce nell'arte e nella bellezza, cresce nella consapevolezza che il mondo può e deve essere migliorato e preservato.
«...l'attacco interessò tragicamente soprattutto la Chiesa dei S. Francesco e Matteo. Gli inglesi, infatti, avevano deturpato un'importante chiesa barocca del XVI secolo che si ergeva nel centro storico, in vico lungo San Matteo, dedicata al culto di San Francesco e successivamente trasformata prima in sede di reggimento per gli spagnoli e poi in prigione [...] ma non era stato colpito solo il ‘passato remoto’ della città, infatti i gravi danni inferti allo Stadio Partenopeo, e alla Piscina XXVIII ottobre, avevano colpito le significative testimonianze artistiche dell'architettura razionalista del primo dopoguerra...»
Avendo deciso di analizzare i tragici eventi della Seconda guerra mondiale dalla differente prospettiva dell'arte, della cultura e delle tradizioni campane e italiane danneggiate o distrutte dagli eventi bellici, nel cammino di studio e ricerca ho incontrato numerosi episodi di vita normale e di "cultura verace", o potremmo semplicemente dire popolare. Proprio il folklore calcistico, già vivo all'inizio del secolo scorso, è indicativo di ciò che la guerra riuscì a portare via. Episodi ampiamente connessi all'attualità, e riportati nel libro, che vengono dimenticati o risultano sconosciuti perché la storia è sempre presentata per macroeventi, parlando di politica, strategia mondiale, di grandi correnti di pensiero e di epiche battaglie vinte o perse. Ma la storia è cosa diversa. La storia è fatta di stadi distrutti, di chiese abbandonate dopo le enormi ferite inferte dai bombardamenti, di madonne miracolosamente scampate alla distruzione, o di furti all'interno di monumentali regge che avevano permesso lo sviluppo di intere città quasi dal nulla.

Non voglio lasciarvi solo con la curiosità di capire cosa realmente accadde durante la guerra in Campania, essenza della volontà di distruggere per terrorizzare e piegare la popolazione italiana, ma anche con una foto di famiglia che a molti potrà apparire il simbolo di un sogno, di una speranza, o forse il saluto ai compagni che partono per la guerra. Ditemi voi i sentimenti che tale foto può far riaffiorare nelle coscienze dell'era dei social, dei selfie, e del consumismo sfrenato per tutto tranne che per la cultura.
I libri rendono liberi. Vi aspetto a Roma per abbracciarvi e soddisfare le vostre curiosità. Buona lettura a tutti!


Calendario delle tappe:
"AVVISO! Causa allerta meteo per sabato 10 ottobre, LA PRESENTAZIONE VIENE SPOSTATA A DOMENICA 22 NOVEMBRE ore 18:30, sempre presso Mangiaparole - Libreria Caffè letterario - ROMA. Scusandomi per l'inconveniente, non dipendente dalla mia volontà, auguro a tutti i lettori una felice giornata."

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