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3 marzo 2021

INTERVISTA - Graziano Ferracioli e La delicata crudeltà di un dettaglio


Graziano Ferracioli è nato nel 1976 in provincia di Rovigo, dove attualmente vive. Si è avvicinato alla scrittura dopo anni di amore per la musica, avvertendo il bisogno di esprimersi in modo diverso. Ha frequentato corsi di scrittura creativa ed è giunto alla pubblicazione del racconto Cara Incoerenza, incluso nell’antologia Oltre Itaca (Faust Edizioni, 2015). Nello stesso periodo ha iniziato la stesura del suo primo romanzo, L’immobilità intrisa di vita (Panda Edizioni), uscito nel 2017.
 
Benvenuto su Peccati di Penna Graziano Ferracioli! Quando hai scoperto la passione per la scrittura? 
Buongiorno, e grazie per l’intervista. Ho iniziato a scrivere da adolescente, nella più classica delle forme: il diario. Questa attività è durata parecchi anni durante i quali ho riempito tonnellate di quaderni. Si trattava di una necessità, all’epoca, ma senza rendermene conto diventava a poco a poco l’occasione per esercitarmi senza il giudizio di qualcuno. Uno scrivere libero, tanto nei contenuti quanto nella forma e che nel tempo si sarebbe evoluto e modellato molte volte. Ancora oggi capita di rileggermi e trovare sorprese. Come notare in quali momenti del mio passato scandito dal diario ci siano stati i cambiamenti più significativi o su cosa ritenessi importante spostare l’attenzione. Successivamente ho cominciato a considerare la scrittura un’espressione della quale non potevo fare a meno, quindi ho frequentato vari corsi di scrittura creativa passando dalla penna sui quaderni alle dita sulla tastiera del PC.


Qual è stato il tuo primo testo? 
Questa domanda mi fa riflettere non tanto sulla mia prima pubblicazione (che ricordo con grande emozione) ma in merito a quando, e di conseguenza con quale testo, ho iniziato a scrivere con l’intenzione di rivolgermi a un pubblico. Cioè quando, seppur trincerato nei miei quaderni, ho involontariamente cominciato a nutrire quel desiderio. Per completare la prima risposta, è probabile che siano state le ultime pagine del diario!


Quale genere letterario ti è più affine? Quale invece non riesci a leggere e/o a scrivere? 
Spazio abbastanza nelle letture, credo che tutti i generi possano arricchire e contribuire al miglioramento di chi ama scrivere. Finora, ma non escludo di cambiare idea in futuro, non mi sono ancora appassionato al romanzo storico e ad oggi non ho mai pensato di cimentarmi nella stesura di una trama di quel tipo.


Come è stato il tuo percorso verso la pubblicazione? 
Ho fatto un’approfondita ricerca sulle case editrici interessate alla narrativa cercando di orientarmi verso quelle con una linea editoriale affine al mio romanzo. Perciò ho proposto l’opera a diversi editori, e ho aspettato pazientemente iniziando a scrivere dell’altro. Una lunga attesa, molto silenzio, qualche rifiuto e alcune proposte tra cui quella di Augh! Edizioni.


Come è nata l’idea di La delicata crudeltà di un dettaglio? Cosa ti ha ispirato? 
In parecchi momenti della mia vita sono stato costretto a riflettere sull’importanza dei dettagli. Cercando di capire fino a che punto potessero essere proprio quelli a far crollare definitivamente le mie convinzioni o la semplice comprensione di un fatto. Oppure, al contrario, a permettermi di giungere a una conclusione netta e inequivocabile. Ho trovato questo tema davvero affascinante, tanto da immergermi a tale profondità da pensare di costruirci attorno un romanzo. La tentazione è stata forte per cui sono partito con una prima stesura già ricca di idee utili, gettando così le basi per definire i punti chiave della storia.



Un incidente stradale si appropria dei genitori di Daniele e, con la loro morte, anche della verità a esso collegata. Il ragazzo, appena ventenne, si trova a dover fare i conti con una realtà dura da accettare, che lo diventa ancor di più per le diverse versioni dell’accaduto che si affacciano a distanza di due anni. La casuale conoscenza di una misteriosa bionda, complice un libro difettoso, si rivela l’apripista ad alcune varianti sulla dinamica dei fatti e a tutto ciò che sosteneva la regia e i segreti di una famiglia insospettabile.
I personaggi camminano in bilico tra personalità e atteggiamenti incoerenti che esasperano la mente fragile di Daniele che, già vittima delle proprie ossessioni, tenta a tutti i costi di comprendere le motivazioni che hanno spinto chi a raccontare cosa, riferendo particolari discordanti.
Il ragazzo dovrà riconoscere da sé i dettagli capaci di tenere in piedi il fragile castello delle sue certezze, i frammenti di verità da ricomporre per provare a chiudere per sempre un capitolo drammatico del suo passato.

Quanto c’è di te in questo testo? 
La capacità di osservare e cogliere i particolari importanti di quello che ci succede intorno. Una delle caratteristiche più marcate di Daniele, il personaggio principale, ma presente anche nella voce narrante. Questo, di conseguenza, credo mi abbia aiutato ad aggiungere al testo descrizioni minuziose non solo degli elementi visibili ma anche degli stati d’animo provati dai personaggi.


Hai mai affrontato il “blocco dello scrittore”? Come lo hai superato? 
Sinceramente no, mai. Certo, a volte mi capita di scrivere accusando una stanchezza che inevitabilmente si mette di traverso… e in quel caso smetto. Interrompo perché, conoscendomi, so che il giorno seguente andrei a rifare il pezzo. Di tanto in tanto ho sentito la necessità di staccarmi dal romanzo per brevi periodi perché, almeno per la mia esperienza, penso aiuti parecchio a far sedimentare le idee per mettere a fuoco ciò che non funziona. Ma il “blocco dello scrittore” per come lo si intende comunemente, per ora, non ha ancora bussato alla porta del mio studio!


Cosa vuoi comunicare con il tuo La delicata crudeltà di un dettaglio? 
C’è un messaggio, tra le righe, che aleggia fino agli ultimi capitoli dove proprio lì diventa esplicito. Quindi, in un certo senso, è parte del finale e per questa ragione preferirei non approfondire. La ricerca della verità è uno sforzo ammirevole, una fatica encomiabile. Ma fino a che punto? E quando è il momento di fermarsi?


Cosa pensi del Self-Publishing? 
Non ho esperienza diretta con quel mondo, quindi nemmeno un’idea precisa da poter fare delle considerazioni adeguate. Conosco autori che si sono trovati bene a percorrere tale strada e altri che hanno avuto spiacevoli esperienze con le case editrici. E viceversa. Credo che i pro e i contro vadano valutati anche tenendo presente le necessità dell’autore...


Quali sono i tuoi progetti futuri? 
Non smettere di scrivere. Puntare al miglioramento cercando, in modo graduale, di spostare in avanti i confini delle mie capacità. Coltivare la tenacia e allenare sempre l’immaginazione.


Grazie a Graziano Ferracioli per averci dedicato il suo tempo. In bocca al lupo e buona scrittura!

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