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2 marzo 2021

RECENSIONE - Crave di Tracy Wolff (vol. 1) | Sperling & Kupfer

 

Crave di Tracy Wolff è un paranormal romance che presenta i cliché del genere, ma questo personalmente non mi disturba se non viene calcata la mano.

Grace, la protagonista, perde i genitori e viene presa in custodia dallo zio preside di un istituto in Alaska. Bella novità per quanto riguarda l’ambientazione, ma non è sfruttata, avrebbe potuto essere un qualunque pizzo di montagna e sarebbe cambiato poco per quanto è scarsa la caratterizzazione del luogo, tutto avviene per lo più nel castello (listituto). 

 

Le relazioni si sviluppano velocemente e c’è l’insta-love. Nel giro di poco più di una settimana in cui Grace ne vede di cotte e di crude, lei più che preoccuparsi per la sua sorte pensa al super sexy Jaxon Vega, sottolineando una pagina sì è laltra pure quanto sia, appunto, sexy.

Ecco cosa intendo quando dico che il cliché mi va bene ma non quando si calca la mano e qui si calca. Su Jaxon posso dire che ha una famiglia molto interessante, come personaggio, al di là delle smanie alla Edward Cullen, è intrigante.


Ho avvertito un enorme divario tra tempo della narrazione
che risulta
molto lento (per arrivare alla "ciccia" ci impieghiamo metà libro se non più) e il tempo della storia che è veloce (es. lossessione immediata dei protagonisti luno per laltro)

Elemento che mi ha fatto prima sorridere e poi esclamare Ma dai! è il menzionare opere esistenti per creare un nesso con quanto narrato. Sono citati Twilight e Legacies, un romanzo e una serie TV a cui immagino l’autrice si sia ispirata e che hanno punti in comune con Crave (nel caso specifico il rapporto tra i protagonisti è ispirato a Twilight, lambientazione a Legacies), io solo per questo avrei evitato di tirarli in ballo perché a emergono similitudini e spezzano latmosfera dellopera sfiorando il ridicolo.

 

Lo stile dell’autrice è semplice, fruibile, velocissimo da leggere, ma eccessivamente adolescenziale con abuso di intercalari (es. insomma) e ripetizioni di concetto (sapete a cosa mi riferisco seeeee...xy.) 

 

La narrazione è in prima persona e la protagonista ha diciassette anni quindi capisco il voler avvicinare il lettore alletà di Grace ma forse il calarsi nella diciassettenne ha reso il testo superficiale e per chi ha superato l’adolescenza poco piacevole, questo sicuramente dipende molto dalletà del lettore e dalle sue esperienze di lettura. 

 

Ho apprezzato l’inserimento di creature diverse dal solito ma c’è da dire che la combinazione potrebbe essere azzardata e risultare strana... Non vi svelo a quale creatura mi riferisco per non rovinarvi la sorpresa.

 

Il finale mi ha lasciato con un enorme: Bah. Non mi aspettavo ci fosse anche quella c...osa.

 
Sono invogliata a leggere il seguito di
Crave? Così e così. 

Onestamente, lo reputo un romanzo carino, non mi ha appassionata al 100% a volte sono stata tentata di metterlo via, ma alla fine è quella lettura poco impegnativa che tiene compagnia e che con quel pizzico di curiosità riesce a portarti allepilogo.


Non mi ha ricordato Twilight se non nei cliché che però si trovano ovunque, ma credo che un tono un pelo più maturo e la giusta attenzione dove non è stata posta avrebbero potuto rendere l’opera più ricca.

 

Lo consiglio? Agli adolescenti assolutamente sì, ai giovani-adulti forse, agli adulti non saprei, dipende molto dalladulto.

 

Provo a fare una sorta di riassunto in punti tra dolenti, forti e quelli nel mezzo. Magari potete lasciarmi anche il vostro semaforo in un commento XD


DOLENTI

🔴 Cliché

🔴 Insta-love

🔴 Ripetizioni, concetti e termini

🔴 Ritmo lento

🔴 Gergo adolescenziale che diventa pesante

🔴 Citazione di opere connesse al romanzo


IN BILICO

🟠Ambientazione originale ma poco caratterizzata 

 

FORTI

🟢 Fruibilità testo

🟢 Leggerezza

🟢 Inserimento creature nuove


NB. Siccome quando si parla di certi romanzi a volte si scatena il putiferio, preciso che questa è solo la mia opinione, amo il genere e mi è piaciuto Twilight a suo tempo, quindi non ho nulla contro paranormal romance e lurban fantasy, anzi li adoro! Se avete apprezzato il romanzo io sono contentissima, non miro a offendere nessuno, al massimo a fare un po di ironia.


In seguito alla morte improvvisa dei genitori, Grace è costretta a lasciare la sua amata San Diego e trasferirsi in Alaska, terra di cui non conosce praticamente nulla. Il primo impatto non è dei migliori: un atterraggio da panico su una pista ghiacciata e un viaggio rocambolesco a bordo di un gatto delle nevi, a temperature polari. Tuttavia, quando arriva alla Katmere Academy, la scuola esclusiva di cui suo zio è preside, la ragazza non può che rimanere a bocca aperta alla vista della sua nuova casa: un maestoso castello con le torri che svettano nel cielo nero. Ma l'incanto svanisce in fretta. Tempo un quarto d'ora e Jaxon Vega, il leader indiscusso della scuola, la minaccia e le intima di tornarsene da dove è venuta. Benché indignata e confusa dalle sue parole, Grace è affascinata da quel ragazzo misterioso, con il volto solcato da una cicatrice e gli occhi scuri che celano a stento una grande sofferenza. E decide di scoprirne ogni segreto. Più indaga, però, più si rende conto che Jaxon e i suoi compagni sono tutto fuorché comuni studenti e che alla Katmere Academy niente è come sembra. Quando il soprannaturale fa irruzione con prepotenza nella sua vita, Grace si aggrappa disperatamente all'unica cosa che considera reale: i sentimenti che prova per Jaxon. Saranno sufficienti a permetterle di sopravvivere in un mondo in cui i mostri esistono e non si nascondono sotto il letto?



3 commenti:

  1. Perfettamente d'accordo su tutto. Ho pubblicato la recensione il giorno prima di te ahahah
    Assolutamente per adolescenti, le scene finali poi così alleggerite da rovinare tutto... e quei dialoghi dove si lasciano scappare la parola "perchè lui è un dra..." (ridicolo) e fanno capire tutto, questo si poteva evitare come la peste!

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    Risposte
    1. L'ho letta :D
      Forse non eravamo troppo pronte a questo romanzo XD

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    2. ma no... penso proprio che è stato alleggerito troppo forse per arrivare al target dei ragazzini...

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