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2 febbraio 2021

RECENSIONE - Muori per me di Elisabetta Cametti | Edizioni Piemme

Muori per me di Elisabetta Cametti mi ha lasciato senza parole, con un senso di rabbia e soprattutto di tristezza.

La protagonista, Ginevra, è una blogger famosa, diventata tale grazie all’aiuto di una potente famiglia: i Vinciguerra. Purtroppo, non è tutto oro quello che luccica e l'intraprendente ragazza si ritrova a fare i conti con orribili segreti e convivere con suo marito, Volfango Vinciguerra, l’alfa della triade composta da lui, Vittorio e Vanessa: tre gemelli, uno peggio dell’altro, ognuno caratterizzato da una terribile dipendenza.

Elisabetta Cametti ci mostra il dietro le quinte di un mondo, quello delle influencer, del marketing e degli eventi, apparentemente scintillante; i meccanismi di corruzione e intimidazione che ci possono essere alla base di proposte e contratti. Illustra anche come oggi il mondo dei social possa essere uno specchietto per le allodole e pericoloso per giovani, ingenui, persone in cerca di successo facile.

Mentre dal business dello "spettacolo" ci si può aspettare retroscena poco edificanti, l’autrice mostra che in una tradizionale famiglia si possono nascondere le mele marce, più o meno in vista. Nel caso specifico, la famiglia del romanzo è quella dei Montanari.

Francesca Montanari, l’altra protagonista e sorella di Ginevra, veterinaria, pastore, è quella sensibile, responsabile, dal cuore grande, legata ai valori famigliari e si trova quasi isolata dagli altri fratelli che hanno preferito scappare dalla montagna: Ginevra star dei social, Giacomo chef stellato a Milano, Matteo attratto dalla movida. Lei però non demorde e cerca in ogni modo di ritrovare la sorella che pare latitante.

La trama è piuttosto articolata, non banale, talvolta pregna di violenza e crudeltà che potrebbero far storcere il naso, ma proprio questa crudezza è ciò che colpisce e sconvolge, perché nella realtà non si può edulcorare una violenza e talvolta è giusto che arrivi al lettore con la sua forza. Tra i temi trattati dall’autrice spicca il ruolo delle donne: sopravvissute, eroine, combattenti, nonostante spesso tradite da chi dice di amarle, da chi è vicino o addirittura di famiglia, toccando quindi anche il tema del femminicidio. Non mancano alcuni colpi di scena.

Lo stile della Cametti è chiarissimo, descrittivo quanto basta; il ritmo delle vicende lento in alcuni frangenti,
ci sono capitoli che si dilungano un po’ troppo, per questo prima di arrivare alla parte succosa della storia, quella delle carte scoperte, si attende abbastanza.

La narrazione non è lineare e poiché in terza persona ci permette di spostarci da un personaggio all’altro
, infatti possiamo seguire Francesca e Ginevra, così come Annalisa Spada incaricata delle indagini o addirittura Logan in cerca di risposte per la morte della sorella, c’è dinamismo ma questo forse è anche il motivo per cui il romanzo si dilunga.

Concludendo, Muori per me è un thriller forte e avvincente, con una morale, e sicuramente vi colpirà... in un modo o nell’altro. A me è piaciuto molto.

Notte fonda, una ragazzina chiama la polizia: sua madre è scomparsa. Si tratta dell'assistente personale di Ginevra Puccini, una delle fashion blogger più famose al mondo. Il corpo di Julia viene trovato nelle acque del lago di Como, insieme a quello di altre quattro donne. I cadaveri presentano ulcere evidenti su pelle e mucose, una reazione allergica rara, causata da una sostanza sconosciuta, come accerta l'autopsia. Gli indizi, che puntano tutti a un unico colpevole, diventano una prova con la scoperta dell'arma del delitto.
Quando il caso sembra chiuso, però, sulle pagine social di Ginevra Puccini compaiono dei video sconvolgenti: lei conosce il nome delle vittime non ancora identificate, la loro storia e il gioco perverso che le ha uccise. Ma Ginevra non si trova. Potrebbe essere il carnefice o la prossima vittima. La cerca la polizia. La cerca la sua famiglia. La cerca chi vuole metterla a tacere.
Quelle immagini denunciano un sistema di corruzione e comando, rivelando la linea di sangue che conduce tra i rami di una famiglia potente e dentro una delle più importanti maison della moda internazionale. Dove forze dell'ordine e giustizia non sono mai riuscite ad aprirsi un varco, sono quei post a fare vacillare l'impero.
Perché c'è una voce che i soldi e il potere non possono ridurre al silenzio, quella che rimbalza sui social network e diventa virale. Una voce che neanche la morte può fermare.



Testo fornito dallufficio stampa

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