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29 maggio 2018

RECENSIONE - Iron Flowers di Tracy Banghart | DeA

Si torna a parlare di fantasy,  anche se Iron Flowers ricorda più i distopici, motivo per cui mi è piaciuto tantissimo.

Ci troviamo in un mondo dove le donne non possono leggere e non hanno diritti, o lavorano in fabbrica o sfornano bimbi, unica altra alternativa è tentare di diventare una Grazia, ovvero una delle "mogli" del sovrano che spesso sono utilizzate negli eventi come statue viventi.

Protagoniste due sorelle, Nomi la ribelle e Serina quella docile e remissiva; una vorrebbe rivoltare il sistema e l'altra aspira a essere una Grazia e migliorare la sua condizione di vita e quella della sua famiglia.
Per un crudele gioco del destino Nomi si trova ad essere una delle pretendenti dell'erede al trono e l'altra viene incarcerata, accusata di saper leggere e quindi andare contro la legge.

Nomi si trova in un contesto da The bachelor e Serina in uno da The orange is the new black solo che il carcere è un'intera isola dove si organizzano hunger games tra prigioniere e dove le guardie abusano del loro potere. 

In entrambi i casi, le due ragazze aprono gli occhi e si comprendono meglio a vicenda anche se ormai sono distanti, inoltre, entrambe aprono il loro cuore ai sentimenti e alla voglia di libertà, di giustizia e di diritti. Personalmente io mi sono ritrovata un po' in entrambe le filosofie di pensiero, o meglio le ho comprese entrambe. La mia simpatia però andava, almeno inizialmente, totalmente a Nomi, anche se l'ho trovata incoerente perché seppur smaniosa di ribellarsi alla fine si è anche lei adeguata al ruolo di sguattera in casa e ancella per la sorella, quindi un po' fumo e ancor meno arrosto, la sua trasgressione nei fatti è quella di aver imparato a leggere e di averlo nascosto a tutti.

La storia è narrata in terza persona e i punti di vista si alternano tra le sorelle, quindi seguiamo la vita di Nomi e Serina nelle due diverse ambientazioni, quella lussuosa a palazzo e quella selvaggia sull'isola e per quanto i contesti siano diversi in realtà sono entrambi luoghi di prigione.

Per quanto riguarda la corte,  ci troviamo davanti un primogenito, Malachi, legnoso e impostato, dai modi quasi arroganti; e suo fratello minore Asa che invece appare immediatamente alla mano. Ovviamente entrambi sono bellissimi anche se in modo diverso. Il Supremo rimane in ombra ma per quel che appare emerge per essere un uomo viscido e tirannico, che del popolo poco gli importa, che questi tratti siano ereditari?

La storia mi è piaciuta talmente che ho letto il romanzo in un soffio: ha un buon ritmo ed è molto scorrevole, anche se all'inizio il testo sembra più impostato di quanto in realtà non sia. 
Iron Flowers unisce bene le vicende delle due protagoniste alternandone i capitoli, e io mi sono appassionata a entrambi i filoni narrativi. Il romanzo si conclude lasciando le situazioni in sospeso, non vedo l'ora di poter leggere il seguito. 
Se amate i fantasy e adorate i distopici questo romanzo è da leggere.


TRAMA

Non tutte le prigioni hanno le sbarre. In un mondo governato dagli uomini, in cui le donne non hanno alcun diritto, due sorelle non potrebbero essere più diverse l’una dall’altra. Nomi è testarda e indisciplinata. Serina è gentile e romantica, e sin da piccola è stata istruita per essere un esempio di femminilità, eleganza e sottomissione. Sono queste le doti richieste per diventare una Grazia, una delle mogli dell’erede al trono.
Ma il giorno in cui le ragazze si recano nella capitale del Regno, pronte a conoscere il loro futuro, accade qualcosa di inaspettato che cambierà per sempre le loro vite. Perché, contro ogni previsione, è proprio l’indomabile Nomi a essere scelta come compagna del principe, e non Serina. E mentre per Nomi inizia una vita a palazzo, tra sfarzo e pericolosi intrighi di corte, sua sorella, accusata di tradimento per aver mostrato di saper leggere, viene confinata sull’isola di Monte Rovina, un carcere di donne ribelli in cui, per sopravvivere, bisogna combattere e uccidere. È cosi che entrambe si trovano prigioniere, l’una di una gabbia dorata e l’altra di una trappola infernale. Per le due sorelle la fuga è impossibile: un solo errore potrebbe significare la morte. E allora, quando non c’è soluzione, l’unica soluzione è cambiare le regole.
Un romanzo ribelle, all’insegna del girl power. Una storia che spinge a dire basta e a reagire. Perché nessuno ha il diritto di decidere per te.

1 commento:

  1. Ciao Ornella, vedo che abbiamo avuto quasi la stessa impressione. Bella recensione!!

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