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12 febbraio 2015

RECENSIONE - E le stelle non stanno a guardare di Loredana Limone

TITOLO: E le stelle non stanno a guardare
(Le storie di Borgo Propizio)
AUTORE: Loredana Limone
EDITORE: Salani Editore

E le stelle non stanno a guardare è un romanzo che riesce a circondare il lettore, trasportandolo in un mondo costruito a 360°, quello di Borgo Propizio.
La trama ripercorre le storie di questo antico borgo che sembra sprigionare vita da tutti i pori grazie alle storie dei suoi abitanti. Il lettore sarà tra loro, li conoscerà, farà parte di quelle belle o brutte chiacchiere di paese dove tutti sanno o credono di sapere i fatti altrui. Se dovessi riassumere in poche parole l’essenza di questo romanzo direi: è un romanzo di vita.
Il testo è scritto divinamente, fruibile, dinamico, diretto e spigliato. Le descrizioni sono molto efficaci e il lettore coglierà ogni elemento di E le stelle stanno a guardare, senza però esserne stravolto o appesantito e l’unica pecca reputo sia la dispersione… è un panorama talmente ampio di vissuto che forse il testo è, appunto, un po’ dispersivo e seguire ogni filone e tutti i personaggi talvolta può disorientare.
La parte più interessante è quella che si svolge intorno alla vera protagonista, Ornella, che indaffarata ad organizzare un gran evento per Borgo Propizio, invita in zona un autore emergente, famoso quanto basta e molto carismatico: Rocco Rubino, legato a qualcosa insita nel borgo… qualcosa o qualcuno?

Rocco Rubino. Il nome s’insinuava nella mente, maschio e pregiato. Rimandava a un vino inebriante, robusto, fermo. Di quelli che fanno girare la testa e involare le inibizioni, e le parole perdono il sapore di tannino e sgorgano fluide lasciando un retrogusto... Ornella si bloccò, incantata dalla repentina vena poetica da cui era stata travolta.
***
Rocco Rubino aveva un sito con un centinaio di fotografie, un vero servizio stile matrimonio, ma in solitaria, senza sposa (chissà se ce l’aveva... sembrava un femminiere), e si mostrava in tutte le possibili e immaginabili pose, anche quelle ridicole e sfacciatamente fasulle, ad esempio alla guida di una moto (ferma) o mentre parlava al telefonino (spento). Ma quando fissava l’obiettivo con l’espressione da bel tenebroso era notevole. 

Gli intrecci non mancano, il romanzo di Loredana Limone è ricco, magari troppo ricco, ma è un esplosione di esperienze narrate egregiamente.
Il romanzo è una piacevole compagnia, ma forse non proprio il mio genere quindi la lettura è stata sì interessata ma l’attenzione non rapita, soprattutto all’inizio. Un’opera di un certo spessore e qualità che semplicemente non rientra pienamente nei miei gusti. Per usare un paragone, sono rimasta come un forestiero a osservare il borgo.

❤❤❤1/2


TRAMA

Tanti sono gli avvenimenti che scombussolano le giornate di Borgo Propizio e dei suoi numerosi abitanti, come la sempreverde zia Letizia, indaffarata a gestire la latteria insieme a Belinda, nipote acidina; le due sorelle Mariolina e Marietta, con il loro teatrino di litigi e riappacificazioni; l’amabile Ruggero, rozzo-che-piace; Dora, più pettegola che giornalaia; il maresciallo capo Bartolomeo Saltalamacchia...
Con a capo il sindaco Rondinella, il paese sfoggia una nuova zelante giunta, il cui assessore alla Cultura, il nevrotico professor Tranquillo Conforti, incarica Ornella di organizzare un evento per l’inaugurazione della biblioteca. Sì, perché il paese ora vuole la sua biblioteca civica. E dovrà essere un evento speciale, o meglio spaziale, addirittura un festival letterario, sotto le luccicanti e propizie stelle del borgo. Be’, non sempre propizie. Le chiacchiere ricominciano il giorno in cui giunge Antonia, una forestiera dai boccoli ramati, che porta un misterioso bagaglio interiore. Scappando da se stessa, è alla ricerca di un luogo dove curare l’anima,tanto da decidere che lì organizzerà la propria vendetta d’amore. Una vendetta contro chi? E perché? Quale che sia il motivo, è un piatto che andrà servito freddo. Ma Antonia non sa che Borgo Propizio ha il dono di cambiare la vita di coloro che varcano la sue mura merlate…

1 commento:

  1. Agevole e lucida ed estremamente piacevole perchè sincera, di lettrice vera che si consuma i polpastrelli a voltar pagine, questa sua recensione: e lo dico da "quasi" collega (sul mio blog digitociochepenso.blogspot.com recensisco i libri che leggo e che mi piacciono).
    Aldo Busi, che pensa ai libri come a persone con capacità proprie di simpatia, forse avrebbe detto che lei al libro è piaciuta e le avrebbe anche dato il permesso di entrare, di assaporare la sua polpa, ma, inspiegabilmente per lui libro, lei umana senziente e intelligente e tanto sensibile è rimasta sulle sue, come un forestiero seduto in punta di sedia.
    Io, tuttavia, ho appena iniziato a leggerlo e mi piace questo stile ricco e leggero al tempo stesso....quando lo avrò terminato magari qualcosa scriverò anche io...
    Grazie per l'attenzione e perdoni l'intrusione.
    Claudio Montini, scrivano lomellino

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