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17 luglio 2013

ARTICOLO - I nomi dei personaggi? Grande scelta!


Quando s’inizia a scrivere a volte, si ha ben chiaro il personaggio ma non il suo nome. Come chiamarlo? La selezione può essere ardua. Tutto ha inizio con un Tizio, Caio o Sempronio, oppure da un XXX, YYY, ZZZ, come nel mio caso, che poi vanno sostituiti al momento dell'"illuminazione", ma la domanda è…
Come scegliere?
Be’ credo dipenda molto dallo scrittore e da come vuole che scorra la narrazione nella sua testa. Personalmente, credo che i nomi e i cognomi abbiano una musicalità e nella nostra testa ogni abbinamento suoni in modo diverso. Quando nel testo e nei dialoghi i nomi si collocano nel modo giusto e scorrevole, lo avvertiamo e allora capiamo che quello è il nome che cerchiamo per il nostro personaggio.
Un altro modo per “affibbiare” il nome a un personaggio potrebbe essere quello delle associazioni. Se ci ispiriamo a una persona reale, a un attore, un cantante e via dicendo… Il nome che cerchiamo potrebbe essere simile a quello originale.
In altri casi sono i nomi a cercare noi, ad esempio canzoni che ci piacciono e tendono a ripetere un
nome, titoli di film, romanzi, o che ci seguono nella vita di tutti i giorni.

Guardandomi intorno, soprattutto negli ultimi tempi, noto l’abuso di alcuni nomi, forse perché più belli e diffusi in alcuni paesi o forse proprio per quella musicalità e scorrevolezza che sembrano far fluire meglio la storia. In certi casi il ripetersi è dovuto al loro significato, soprattutto nei fantasy, basta pensare a “Selena, Selenia, Selene”, tutti legati alla luna.
Oppure si usano nomi per processi associativi, ad esempio i cattivi possono chiamarsi spesso: Damon, Daemon, Damian,  Demian, per via dell'associazione con demone...
Le ragazze buone: Angel, Angelique, Angeline, indovinate perchè?

Voi cosa ne pensate? A voi lettori scoccia trovare gli stessi nomi nei libri? E a voi scrittori?
A me a volte sì, soprattutto quando li ho utilizzati io stessa in testo e non ho proprio cuore di cambiarlo perché mi sono abituata e, perché no, affezionata. L’unica cosa da fare è essere tolleranti perché come piacciono a uno scrittore alcuni nomi, possono anche piacere a un altro. 

Il nome è anche indice di coerenza, può sembrare una sciocchezza, ma poniamo caso che si parli di una famiglia ebraica legata alle tradizioni, e il protagonista è il figlio di una coppia molto religiosa e praticante, questo personaggio non può chiamarsi Gennaro… sarebbe strano e illogico, no? Oppure se si contestualizza un romanzo in Italia, non possiamo assegnare nomi stranieri a tutti i personaggi o quasi… o meglio possiamo, ma mancheremmo appunto di coerenza.

Che altro dire?
Cari lettori, perdonateci se usiamo gli stessi nomi, ma al cuor non si comanda e poi a chi piacerebbe trovarsi un nome orribile associato a un personaggio? Chi soporterebbbe un "Goffredoarcibaldenzio" in una storia? Fa venire il mal di testa solo a leggerlo!


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