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15 febbraio 2024

RECENSIONE - Country Zombie Apocalypse 1 di Filippo Santaniello | Delos

Country Zombie Apocalypse Filippo Santaniello è un racconto breve
, il lettore mi conta meno di 100 pagine e, come è intuibile, parla di zombie. La storia è ambientata in Italia, una fusione di orrore e umorismo, dove non fanno paura solo gli zombie ma anche l’indole umana.  
 
I protagonisti sono un nonno e suo nipote, i loro dialoghi sono molto spigliati come non vi fosse l’apocalisse fuori la loro porta. 
 
Lo stile dell’autore è diretto e asciutto, poche descrizioni, ed è scanzonato, non sembra di leggere un horror. 
 
Il ritmo delle vicende è veloce, narrazione in terza persona, necessaria per seguire più di un personaggio. 
 
Vi sono molti riferimenti alla cultura popolare, si nominano ad esempio Albano e Romina e la Mulino Bianco. Il racconto mi ha tenuto buona compagnia, ve lo consiglio se cercate letture brevi e horror leggeri, nonostante via siano elementi un po’ pesanti, uno si può intuire anche dalla trama. L’unica nota che ho apprezzato meno, ma che comunque non mi ha creato problemi, è la relazione tra gli zombie e il “virus cinese” con annessi vaccini perché elemento reale e recente, avrei preferito fosse stato un altro virus, magari inventato, ma è un qualcosa di molto personale, però chi è sensibile all'argomento per un qualsiasi motivo è avvisato: è presente. 
Country Zombie Apocalypse si legge in un baleno prima di andare a letto ed è un ottimo punto di partenza per una saga insolita sugli zombie. Un nonno di ottant'anni che ammazza zombie non si era ancora visto mi pare.


Vaccino. Morte. Resurrezione.
Non si sfugge alle nuove regole della pandemia.
Chiunque tenti di sconfiggere il virus muore dopo il vaccino e resuscita un mese più tardi, semi decomposto e smanioso di affondare i denti negli organi vitali del primo essere umano che capiti a tiro. Alessandro, quindicenne patito di cinema e letteratura dell’orrore, li chiama ritornanti, e visto che su di loro ha imparato tutto da film e serie tv, ha deciso di formare la sua personale squadra anti zombie.
Come braccio destro ha scelto l’unico aiutante a disposizione: suo nonno Igino. Ottantenne col vizio dell’alcol. E al centralino ha piazzato nonna Clotilde. È proprio lei, durante una giornata in cui la canicola grava come un cappotto sui colli umbri, a rispondere alla chiamata d’emergenza che segnerà per sempre il loro destino.
La missione del giorno è salvare il parroco del paese da un attacco di ritornanti. Il prete, però, non sta telefonando dalla parrocchia, ma dalla cascina di Graziano e Concetta Pongelli. Pare sia lì per aiutare Ivo, il gigantesco figlio ritardato dei Pongelli, entrambi morti da qualche giorno.
Ma è davvero così?
Il parroco è da Ivo per generosità o per una ragione più torbida di un gruppo di campagnoli resuscitati dal camposanto?
Equipaggiati da capo a piedi, Alessandro e nonno Igino vanno in avanscoperta senza sapere cosa li aspetta.



Testo fornito dall'editore

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