30 dicembre 2013

RECENSIONE - Emmanuel di Francesco Bianco

Titolo: Emmanuel
Autore: Francesco Bianco
Editore: Self-Publishing


Questo per me è stato un libro surreale, non dico mi abbia sconvolto, ma sembra totalmente fantascientifico e poi ti finisce in un fantasy biblico futuristico. Si lo so, che detto così suona strano, ma dovrebbe incuriosirvi no?
Per aiutare nella comprensione, vi dico a cosa ho associato questa lettura: film The The Day After Tomorrow, telefilm Terranova e per quanto riguarda il protagonista mi sembrava una sorta di Nicholas Cage nel Il mistero dei templari, con tanto di lady al suo fianco e giovane assistente.

La trama parte bene, ricerca, avventura, indizi e segnali misteriosi. L’ambientazione italiana è stata ben costruita, mi è piaciuto ritrovare la città di Torino protagonista. Tutto ha una sua logica, fino all’ultima parte del libro, diciamo che, 10% del romanzo, il finale ha ribaltato la situazione in modo assurdo, passando dal fantascientifico al fantasy e al religioso. Non mi è piaciuta la concretizzazione di Dio e la possibilità di incontrarlo, per me non è immaginabile, la ritengo una cosa troppo “oltre” per i miei gusti. Non sono religiosa ma ho provato questo senso d’incredulità che mi ha fatto cadere la coerenza del restante 90% del romanzo che fin lì filava e affascinava, insomma il filone religioso l’avrei evitato o trattato diversamente. Inoltre, il finale doveva essere più esplicativo, più ragionato, meno semplicistico.
Esempi:


Come possono “delle persone” creare “qualcosa” dal nulla senza avere niente con loro? (Sono vaga, ma non posso spoilerare troppo.)

Perché proprio quelle persone?
Come può un amore nascere in un mese ed essere così dirompente da pensare alla vita insieme in un contesto completamente sconosciuto?
Ma questa è solo opinione personale ovviamente, in generale la trama mi è piaciuta, anche se ho il presentimento che delle piccolezze, escludendo le osservazioni sul finale, debbano essere riviste. Sciocchezze come: si può fumare in uno scavo archeologico sotterraneo?

Passiamo ai personaggi, il nostro Nicholas Cage cioè Jeff è il personaggio principale, ma sbuca dal nulla non si sa che abbia fatto prima di uscire su carta: vagabondo, professore, vedovo, divorziato, scienziato pazzo? Un piccolo accenno biografico forse avrebbe aiutato a conoscerlo meglio. Destiny, anche se meno centrale come personaggio mi sembra ben chiara, mentre Set è quasi uno sconosciuto che sembra pensar solo ai sigari. Personaggio marginale, Leone D’Arcadia è stato invece descritto molto bene, l’ho immaginato subito e con gran facilità. Vivi ha un suo fascino e anche una sua fisicità nella mente del lettore, ma assumendo un ruolo rilevante alla fine, magari era meglio approfondirla nell’ultima parte.

Parlando della scrittura, Francesco Bianco usa un linguaggio molto diretto, non si perde troppo nelle descrizioni con giri di parole o allegorie inutili, e poiché è un testo per lo più fantascientifico, direi che lo stile scelto è molto appropriato.

I temi trattati in questo romanzo sono vari, si passa dall’ufologia alla storia, dall’apocalittico al religioso, è nell’insieme tutto si lega. Un buon lavoro di armonizzazione tematica, e a me pare anche originale per tutte queste combinazioni. Qualcosa va chiarito e approfondito ma, per essere una prima opera, parte bene.

Chi è Emmanuel? Perché non l’ho nominato? Dovrete leggere il romanzo per saperlo.


❤❤❤ 

TRAMA
E se la realtà della vita, crollasse improvvisamente davanti ai nostri occhi? Pensi di essere al sicuro? Pensi di sopravvivere? Nulla è ormai certo...
Una ragazza albina, un Dio capace di distruggere un pianeta con i suoi abitanti, un vagabondo che insegue un simbolo misterioso. Questi sono alcuni degli elementi, che rendono Emmanuel un romanzo avvincente e pieno di sorprese.
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