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5 giugno 2018

RECENSIONE - Sabbie Mobili di Malin Persson Giolito | Salani Editore

Sabbie Mobili di Malin Persson Giolito ricorda molto  13 Reasons Why solo che in questo libro si affronta il tema dell'omicidio più che del suicidio.

Il romanzo è narrato in prima persona e ci troviamo completamente immersi nella mente della protagonista, Maja, superstite di una strage a scuola, ma solo superstite o colpevole?

Il fine di questa storia è capire cosa è accaduto in quell'aula e quanto Maja sia colpevole, direttamente o indirettamente. 

La protagonista è molto particolare, appare acida e debole, distaccata ma allo stesso tempo ferita, ed è un enigma per il lettore; non si riesce a comprendere quanto ci sia di lei nell'assassinio a scuola e questo elemento è quello che stimola la curiosità e la lettura. 

Maja appartiene a una famiglia benestante che vuole il meglio per lei, ma questo spingerla verso il meglio la rende anche cieca. Sebastian è figlio di un uomo ricco e potente e quando si avvicina a Maja sembra renderla popolare e adombrarla in egual misura, i genitori non pensano altro che al "buon partito" non capendo che quel buon partito per la ragazza diventa tossico. La giovane resta incastrata da una cotta, si ritrova a soffrire, ad essere ferita fisicamente e psicologicamente, e in qualche modo cerca di chiedere aiuto, ma chi la circonda dà per scontato che vada tutto bene, soprattutto i suoi genitori. Quando gli amici capiscono che qualcosa non va, dopo aver approfittato degli agi dovuti alla vicinanza di Sebastian, cercano di intervenire, ma ormai è troppo tardi, alcuni meccanismi si sono attivati nella mente di Maja e Sebastian.

Sabbie Mobili mette in evidenza le mancanze dei genitori, la loro inefficienza e superficialità; Maja si ritrova a essere quasi genitore di Sebastian, a dovergli stare accanto per il suo bene anche quando l'amore è sparito e questo la isola dal gruppo e fa sì che gli amici pensino che sia lei a volere l'isolamento, a volere solo Sebastian nella sua vita, e questa visione genera anche malintesi.

Tra i personaggi oltre Maja e Sebastian emergono: Samir, amico di Maja; e Amanda "la best friend" di Maja, con entrambi la protagonista ha un rapporto di amore e odio. Samir è il ragazzo comune: di umili origini, perbene ma talvolta trasportato dagli eventi, geloso e innamorato, insicuro e volubile, è semplicemente un adolescente... Amanda, invece, è il tipico modello dell'adolescente superficiale, non mi è piaciuta.
Sebastian, se ve lo state chiedendo, veri amici non ne ha, i suoi soldi sì.  

Forse ciò che più sconvolge di Sabbie Mobili è come dalla normalità possa nascere conflitto. Come il desiderio di "normalità" e semplicità possa essere straziante. La parte del libro che mi ha toccato di più riguarda il rapporto tra Maja e Samir, loro erano quella normalità e genuinità che Maja desiderava e il vederla infrangersi mi ha spezzato il cuore.

Il romanzo viaggia nel tempo: prima della strage, dopo la strage e il processo in atto.

Leggere Sabbie Mobili di Malin Persson Giolito è stato come stare sulle montagne russe, un sali e scendi per quanto riguarda l’attenzione e i balzi temporali. La narrazione che si destreggia tra diversi tempi a volte pare procedere a singhiozzo, ci sono alcune parti dove si cambia troppo spesso temporalità  e questo a un certo punto mi ha innervosita soprattutto quando da un evento si passava a qualcosa che fondamentalmente non c’entrava con le righe precedenti. Come quando il professore spiega la lezione e a un certo punto inizia a divagare su cose che con la lezione non hanno un legame diretto e non serviranno all'interrogazione.

Il ritmo del romanzo è lento e mi è sembrato che alcune cose fossero un po’ allungate, alcuni personaggi citati inutili comparse, eppure si perde tempo a descrivere chi sono o fanno (o hanno fatto) e in un romanzo già articolato questo elemento appesantisce inutilmente. Un esempio è l'eccessiva attenzione rivolta due ragazzine in biblioteca. Cioè perché dovrebbe interessarmi il cosa fanno e come parlano due sconosciute che durano due scene e poi spariscono? Insomma, qualcosa si poteva ridurre per incrementare il ritmo.

Lo stile dell'autrice non è affatto difficile da leggere, l'unica pecca risiede nella struttura poco lineare e nella poca presenza di dialoghi. Spesso è Maja a raccontare cosa abbia detto un personaggio e non il diretto interessato e questo capita soprattutto quando si è nelle parti del libro dedicate al processo, dove Maja riassume le esposizioni dei legali e non si leggono i discorsi diretti.

Il romanzo è interessante, ha una componente psicologia forte e ci presenta un certo spaccato della vita degli adolescenti, probabilmente uno spaccato poco comune e che porta al dramma, ma alcune elementi sono applicabili alla vita di tutti: problemi famigliari, dipendenze, ruoli a scuola, etc. 
Per quanto riguarda l'ambientazione, non si coglie in modo particolare l'ambientazione in Svezia e, a parte qualche nome, le vicende avrebbero anche potuto essere ambientate in qualsiasi parte degli USA.

Sicuramente da Sabbie Mobili di Malin Persson Giolito potrebbe nascere una bella serie TV e non vedo l'ora che Netflix la produca. 

Concludendo: Sabbie Mobili è una bella lettura anche se non leggerissima e riprende una tematica purtroppo sempre attuale come le armi e il loro utilizzo in ambienti scolastici per fini che probabilmente non saranno mai troppo chiari perché la mente umana, come si dice dalle mie parti, è 'na sfoglia 'e cipolla ovvero La testa è una sfoglia di cipolla; la mente dell'uomo è delicata come la sfoglia di una cipolla, anche un piccolo imprevisto o evento può destabilizzare, far cambiare umore e spingere a certe decisioni. 


TRAMA

Stoccolma, il quartiere più elegante. Nella classe di un liceo cinque persone sono a terra, colpite da una raffica di proiettili. Accanto a loro, Maja Norberg: diciotto anni appena compiuti, brava studentessa, popolare, ragazza di buona famiglia. Tra le vittime ci sono il suo fidanzato, Sebastian Fagerman, il figlio dell’imprenditore più ricco di Svezia e la sua migliore amica, Amanda.
Nove mesi dopo, il processo sta per cominciare. Maja è accusata della strage e ha trascorso un lungo periodo in custodia cautelare. I giornali non le hanno dato tregua, nessuno crede alla sua innocenza, la ragazza della porta accanto si è trasformata nella teenager più odiata di Svezia.

Peder Sander, l’avvocato difensore, ha il difficile compito di mettere in discussione quello che ormai sembra scontato per tutti, la colpevolezza della ragazza, e di fare emergere la verità di Maja. Che cosa ha fatto? O, forse, è quello che non ha fatto ad averla condotta a questo punto?
Attraverso la voce di Maja, irriverente, dura, unica, ripercorriamo i fatti fino ad arrivare a quel terribile giorno. L’incontro con Sebastian, un amore malato e totalizzante, feste, tradimenti. E, mentre il racconto prosegue, si sgretola la facciata rassicurante di una comunità agiata in cui gli adulti si voltano dall'altra parte per non vedere i loro figli che – tra violenza, tensioni razziali e problemi di droga – affondano sempre di più nelle sabbie mobili.
Un crime avvincente e fuori dagli schemi, ma non solo. Sabbie mobili è un romanzo che dipinge con cruda acutezza i risvolti più bui della società occidentale di oggi.
Dopo il grande successo in Svezia, verrà presto pubblicato in 28 Paesi e diventerà una serie televisiva Netflix.

1 commento:

  1. Sono sempre più curiosa di leggerlo *-* mi ispira tantissimo!!

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