4 giugno 2016

RECENSIONE - Ieri avevo paura, oggi ho una valigia di Stefania Pozzi

TITOLO: Ieri avevo paura, oggi ho una valigia
AUTORE: Stefania Pozzi
EDITORE: goWare

Oggi vi parlo di Ieri avevo paura, oggi ho una valigia che appare come un diario, un confronto con chi ha toccato il culmine dell’ansia ed è riuscito a superarlo.

Tutto può accadere, i problemi ci colgono all'improvviso e l’ansia è uno di questi, ovviamente da non trascurare o bollare come sciocchezza. Questa arriva e non avvisa, e quando giunge bisogna curarla prima che ci faccia sbandare...
Al mio risveglio dovrò fare i conti con una nuova consapevolezza che si svelerà man mano cambiandomi per sempre: il panico è entrato di botto nella mia vita, senza bussare né chiedermi il permesso.
... o che ogni passo risulti impossibile, costringendoci a restare fissi, chiusi, soli.

Senza accorgermene iniziai a evadere da contesti in cui avrei potuto trovarmi in luoghi affollati, caldi, al chiuso. Feci finta di non capire che stavo rifiutando situazioni che potevano anche solo minimamente essere paragonate al mio primo incontro con il panico. Pian piano andai eliminando locali affollati, concerti, mercati e qualsiasi attività prevedesse molte teste costrette in pochi metri quadrati di spazio.
Questo testo è vivo, vero, vicino, ti parla e condivide esperienze che possono essere le nostre o di chi ci è acccanto. Mi ha tanto preso che mi sono ritrovata a sottolineare diverse frasi. L'opera di Stefania Pozzi ci insegna che la paura può essere superata e che si può vivere ogni bellezza di questo mondo una volta abbattuto il muro dei timori... o quanto meno scalato un mattoncino alla volta.
Nel mio piccolo avrei potuto spronare qualcuno a vincere le proprie paure coltivando le proprie passioni. Sicuramente avrei liberato me stessa.
Con una semplicità spiazzante Ieri avevo paura, oggi ho una valigia istaura un legame con il lettore ma poi lo assottiglia di pagina in pagina spostando "l'occhio di bue" da un disturbo a un tour turistico, tralasciando il lato più intimo del testo.
Personalmente ho apprezzato molto la prima parte, quella più intensa e che crea empatia, dove si discute a cuore aperto di dubbi e perplessità, di momenti non facili. Nella seconda parte del testo l’attenzione si concentra, come anticipato, sui luoghi visitati, comunque una porzione interessante di questa pubblicazione ma trovo che si perda un po' lo scopo iniziale e ciò a cui allude il titolo, ovvero parlare del panico e di come superare lo stato di ansia. Avrei voluto un procedere di pari passo e a stretto contatto delle due tematiche, abbinare le meraviglie del viaggio e della scoperta a ogni timore che un posto nuovo (con tutto ciò che ne segue) può suscitare nella persona ansiosa, e alla fine il trionfo della sicurezza e del prendere la valigia liberamente senza davvero alcuna inibizione. Mi avrebbe fatto piacere leggere nei dettagli il percorso di rirpresa e superamento delle difficoltà.
In conclusione, un testo duplice che promuovo ma che avrebbe potuto dar ancora di più, almeno secondo il mio punto di vista d'ansiosa.

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TRAMA

Quando il panico viene a farci visita non siamo mai pronti. È normale che sia così. Non bussa, né chiede il permesso, né ti manda una mail. Entra nella vita stravolgendola e cambiandola per sempre.

Quando il panico ha fatto visita a Stefania Pozzi, travel blogger e autrice del nuovo libro Ieri avevo paura, oggi ho una valigia edito da goWare, lei non sapeva che con il tempo sarebbe riuscita a trasformare un disagio in un grido silenzioso di rinascita.
La nostra forza resta celata fino al momento in cui avvertiamo il reale bisogno di sconfiggere quei disagi che, indurendosi, diventano limiti invalicabili. Da allora Stefania ha iniziato a viaggiare senza tregua, a inseguire le sue passioni e a conoscere davvero se stessa.

Nel libro Ieri avevo paura, oggi ho una valigia, che si può leggere nel tempo di un volo a Londra, Stefania racconta il suo percorso di “guarigione” dal panico e la scoperta di una nuova dimensione appagante e stimolante. Oggi, ogni arrivo è in realtà una partenza e, viceversa, ogni partenza un arrivo.

2 commenti:

  1. Grazie per la riflessione, non sei l'unica a sollevare questa "critica" se così si può chiamare e a dire la verità non mi aspettavo che la gente si appassionasse così tanto alla prima parte del libro. Devo dire che non è facile scrivere di episodi del genere, soprattutto quando in un certo senso li si vuole esorcizzare. A dirla tutta, i miei viaggi sono andati realmente così, non ho avuto occasione di scontrarmi con il panico proprio perché ormai avevo raggiunto una fase in cui potevo ritenermi serena. Quindi la crescita c'è stata ma soprattutto come viaggiatrice e non come persona ansiosa. Nella seconda parte ho fatto uscire la parte di me che adora girare il mondo, la travel blogger e come si evince alla fine non posso dire di essere completamente uscita dalla mia situazione. Da strada da fare ce n'è ancora! Grazie per le belle parole!

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    1. Io è l'ansia andiamo a braccetto... quindi per me l'argomento è molto interessante... ma capisco anche che parlarne non sia facile, e penso che anche solo il viaggiare e rapportarsi con altre realtà sia un gran passo in avanti seppur non proprio una guarigione, quindi complimenti a te e al tuo percorso.

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