6 dicembre 2015

FILM - Hunger Games: Il canto della rivolta Parte II

Hunger Games: Il canto della rivolta - Parte II
La resistenza si sta facendo sotto. I distretti ribelli sono ormai tutti riuniti sotto un'unica bandiera, quella dei ribelli, e sta per iniziare la marcia verso Panem, prenderla equivale a destituire il regime. Katniss è l'arma numero uno della resistenza, non per le sue doti di stratega o per la sua abilità sul campo, ma per la sua immagine. Prima sfruttata come volto simbolo dell'intrattenimento e della distrazione di massa, ora è invece diventata il corpo della ribellione, l'unica a cui la massa dia ascolto, l'unica a cui tutti credano anche se la sua immagine è stata continuamente manipolata. Per questo motivo decide di abbandonare i ribelli (che non sono meglio del regime) e di cercare di trovare la sua vendetta e uccidere il presidente Snow da sola. Ora tutti la vogliono morta però: la vuole morta Peeta, che ha subito il lavaggio del cervello; la vuole morta il presidente Snow; la vuole morta la resistenza, perché diventerebbe un martire e unirebbe ancora di più le truppe.

La mia opinone:
Prima di cominciare, ricordo che non ho letto i libri, quindi magari voi lettori della trilogia mi potrete illuminarmi e aiutarmi a capire meglio i personaggi, o sfumature della storia. Di seguito, attenzione SPOILER.

La scorsa volta mi sono lamentata della prima parte di questo ultimo capitolo di Hunger Games, a mio parere inconcludente, meno emozionante dei primi due film.
Di Il canto della rivolta Parte II  posso dire che nella prima parte non succede quasi nulla, molto lenta e non si conoscono meglio neanche i personaggi, che ne so: familiarizzare con Finnick e moglie, dare più spazio a Johanna tanto vista e da me apprezzata Hunger Games - La ragazza di fuoco, dare un tocco in più al rapporto tra sorelle che dà inizio a tutta la saga con il "Mi offro volontaria", scoprire cosa è successo a Capitol City a Peeta, Johanna e Annie. Questo perché? Perché ci sono morti importanti che avrebbero meritato un maggior legame dello spettatore con il personaggio defunto. Ovviamente non so se nei romanzi il rapporto tra Katniss e Finnick sia maggiore (pace all'anima sua mangiato dagli zombie), o se ci siano parti dove Katniss e Prim dialoghino per bene delle loro speranze (un saluto anche alla ragazzina), ma in questo film non c' nulla di tutto questo, un paio di battute e un abbraccio.  

Il triangolo amoroso si percepisce ma lamore in questa saga mi sembra sempre freddo, nel dettaglio è il personaggio di Katniss a essere freddo rispetto all'amore e non capisco se sia così per una interpretazione dell'attrice, se per direttive, o per volontà dell'autrice. La scintilla della ribellione è un ghiacciolo quando si tratta di sentimenti, come fa a restare impassibile, dopo tutto il male vissuto, davanti a un Gale che la venera e la protegge (anche se alla fine toppa) o a un Peeta che gli muore dietro dall'alba dei tempi? Insomma, Katniss è gelida, e il finale versione fiaba disneyana con tanto di prole l'ho trovato stucchevole e fuori tema.
Alla fine Katniss perde Prim, disconosce Gale, la madre resta a lavorare a Capitol (gran esempio di madre e, anche con lei, empatia zero), ed è abbandonata dagli amici e alleati... l'unica perla che gli resta accanto è Haymitch. 
Ma ehi, Katniss si sposa con Peeta e ha due bambini anche se sono soli in un posto raso al suolo. 

Un degno finale, per me, sarebbe stato vedere Katniss tornare al Distretto 12 e rimetterlo in piedi con i compagni di sempre. O quanto meno, avrei voluto vedere Katniss in una posizione di prestigio dopo tutto ciò che ha vissuto. Lei, l'eroina, l'unica ad avere il coraggio di sfidare la dittatura, ha perso la sua verve. L'omino femminista nel mio cervello ci è rimasto molto male.

Onore comunque alle scene d'azione e agli effetti speciali. *^*

Conclusizione: un film che mi ha dato poco, meno di quanto mi aspettassi. Durante la pubblicità fremevo per IL CANTO DELLA RIVOLTA! Una lotta all'ultimo sangue, nodi venuti al pettine, un contrasto tra amanti... Ma no, niente, tutto un po' blando.
Ah, non c'è nessun canto, per essere precisi.

 

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