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21 febbraio 2018

ARTICOLO - Presentazione: Un ragazzo normale di Lorenzo Marone | Napoli

 Il 20 febbraio ho partecipato a una presentazione riservata alla stampa del nuovo libro di Lorenzo Marone: Un ragazzo normale, edito Feltrinelli.

Chi segue il blog sa che i miei generi sono abbastanza precisi: fantasy, thriller, YA, quindi leggere un testo di narrativa è stata una novità e un azzardo, in questo caso una bella novità e un azzardo vincente perché ho letto con molto trasporto Un ragazzo normale che è riuscito a lasciarmi un carico di emozioni e riflessioni, ma di questo ve ne parlerò nella recensione, ora vorrei parlare esclusivamente dell’incontro con l’autore.

Lorenzo Marone è una persona piacevolissima, ascoltarlo è meraviglioso perché riesce a trasmettere la sua passione e a metterti a tuo agio. Si è talmente rapiti che ho faticato a prendere appunti perché volevo concentrarmi e ascoltare.

Un ragazzo normale come da titolo parla di persone normali anche se diverse tra loro. Il romanzo nasce dal voler raccontare gli anni ’80 – definiti dall’autore anni romantici in cui erano ancora vivi i rapporti tra le persone –, dal desiderio di trattare l’adolescenza e quindi dar voce a un personaggio giovane capace di guardare ancora con speranza e ingenuità il mondo, e il voler porre e analizzare il concetto di eroe.

“La leggerezza è un dono grance. Mimì ha uno sguardo diverso dai protagonisti precedenti.”

 L’autore dopo aver visitato una mostra dedicata a Giancarlo Siani, presenza nel libro, ha trovato in lui un simbolo da poter inserire nel romanzo, ma badate bene, Un ragazzo normale non è un libro su Siani ma con Siani perché anche se un simbolo anche lui era a suo tempo Un ragazzo normale. Il suo ruolo colpisce perché non un personaggio famoso, importante, con una carriera alle spalle pericolosa, ma un ragazzo impegnato, stacanovista, amante della scrittura e del diffondere la verità, e che tra le tante passioni inseguiva il sogno di un futuro e un lavoro stabile.

Un ragazzo normale sono anche un po’ io.”

Durante la discussione sono emersi i tanti temi inseriti tra le righe del romanzo: il ruolo della famiglia, il rapporto con i nonni, l’amicizia, l’importanza di quelle persone di contorno che a stento noiamo (definite dall’autore “piccole vite”), il significato delle buone azioni, l’importanza di avere passioni a cui dedicarsi, il ruolo delle storie nella vita di tutti i giorni e quindi dei libri, le varie sfumature di Napoli, il legame tra passato e presente e i valori ormai accantonati.

 “Si sta perdendo l’importanza delle storie... le storie aiutano a crescere.”

Un ragazzo normale racconta, seppur con semplicità, della vita e di temi forti, importanti, non dimenticando i toni ironici, un mix che caratterizza un po’ la commedia napoletana.

“Napoli ha sempre bisogno di facce buone… cerco di raccontare le sfaccettature di questa città.”

Non mi resta che invitarvi a leggere quest’opera e a seguire una delle presentazioni dell’autore per entrare nel cuore di Un ragazzo normale perché raccontare a parole quello che si prova non sempre è facile e ciò che suscita questo libro deve essere provato, nel mio caso ha lasciato una dolce malinconia e un senso di soddisfazione per una lettura coinvolgente e nostalgica.

2 commenti:

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