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16 febbraio 2016

INTERVISTA - Alessia Palumbo e I Due Regni – La Città Intera

Salve peccatori, nuova intervista quest'oggi. ospite del blog: Alessia Palumbo.

Sono nata a Pavia il 24 aprile 1994, e attualmente risiedo in Provincia. Frequento il terzo anno di Lettere Moderne nella città che mi ha dato i natali con indirizzo filologico - letterario. Divido i miei interessi fra la lettura, i videogiochi, i giochi di ruolo, le serie TV e i fumetti/manga. Ma sopra tutti questi hobby non può che esserci la scrittura, che regna sovrana. Ho iniziato circa quando avevo 8 anni. Da allora, sono stati veramente brevi gli intervalli in cui non mi sono dedicata a questa attività. Erano poche righe che tratteggiavano una storiella, ciò che scrivevo allora, ma negli anni, con l'evolversi del mio stile e anche della mia mentalità, quelle poche righe diventavano narrazioni di centinaia di pagine.

Benvenuta su Peccati di Penna Alessia! Quando hai scoperto la passione per la scrittura?
Grazie per la Vostra accoglienza! E’ davvero un piacere per me avere la possibilità di fare questa intervista. Ho scoperto la passione per la scrittura quando avevo circa 8 anni, quando scrivere brevi storielle su diari o agende era un modo per creare un mondo mio in cui potermi rifugiare. Da allora, non ho mai smesso di scrivere.

Qual è stato il tuo primo testo?
Difficile rispondere a questa domanda. Cominciando a scrivere tanto presto, ciò che producevo non erano altro che schizzi o piccole scenette, che non potrebbero essere ritenute un vero e proprio testo. È stato un percorso graduale, passando da storie di qualche pagina, a fan-fiction, fino a veri e propri universi con personaggi ed eventi creati da me.

Quale genere letterario ti è più affine? Quale invece non riesci a leggere e/o a scrivere?
I miei generi preferiti sono il fantasy e il distopico, ma non nego che mi piacerebbe sperimentarne altri in futuro, non appena la saga a cui sto lavorando sarà terminata. Un genere che invece non mi piace e non credo che riuscirò mai a scrivere sarà quello erotico. Rispetto gli scrittori e i libri erotici, ma non fa per me. Un altro genere che non affronterò mai sarà il giallo; sinceramente non me ne ritengo in grado.

Come è stato il tuo percorso verso la pubblicazione?
Quando ho terminato il mio primo romanzo non sapevo nulla dello sfaccettato mondo dell’editoria italiana. Non volendo aspettare, il giorno stesso in cui l’ho ultimato, l’ho auto-pubblicato sul portale LULU. Nella mia mancata conoscenza di questo mondo, pensavo che mi sarebbe bastato vendere qualche copia per farmi notare e avere un contratto con una grossa casa editrice. L’esperienza mi ha insegnato quanto fosse stato ingenuo il mio atteggiamento di allora. Dopo circa un anno di auto-pubblicazione – e ovviamente nessun risultato di quelli sperati – ho ritirato il libro e ho cominciato a cercare una casa editrice. Mi sono scontrata subito col mondo delle EAP, che proponevano di pubblicare il mio libro anche solo uno o due giorni dopo l’invio dell’opera. Non riuscivo proprio a capire come mai un editore dovesse chiedere dei soldi per pubblicare. Se crede in un’opera, allora deve essere disposto a rischiare per pubblicarla. Se l’opera è valida, ci sarà sicuramente un tornaconto interessante. Per fortuna ho rifiutato tutte le proposte a pagamento che ho ricevuto, e ho accettato il contratto della Ekt – Edikit, casa editrice No EAP che rispetto davvero moltissimo per la sua politica e per la gentilezza del mio editor, che mi ha sempre sostenuta e rispettata quando invece molti non l’avevano fatto. Avevo ricevuto diversi rifiuti da CE che non avevano neanche letto il romanzo, ma l’avevano giudicato impubblicabile per la lunghezza che ritenevano eccessiva (circa seicento cartelle editoriali), invece la EKT non solo ha deciso di pubblicare il libro, ma mi ha anche fatto scrivere interi paragrafi per colmare momenti trattati con troppa fretta, di fatto allungandolo ancora di più, ma rendendolo più completo.

Come è nata l’idea di I Due Regni – La Città Intera? Cosa ti ha ispirato?
L’idea mi è nata da un sogno che ho avuto durante il marzo del 2011. Scrivevo già da diversi anni ma non avevo ancora trovato una storia che fosse meritevole ai miei occhi di diventare un romanzo. Ho cominciato a lavorare sullo spunto che il mio mondo onirico mi aveva suggerito, fino ad ottenere la saga che si legge oggi. È stato un percorso davvero lunghissimo, durante il quale ho cambiato idea molte volte sulla trama, ma sono soddisfatta del livello che ho raggiunto. Inoltre, sempre tornando all’argomento della domanda, gioco da quando facevo le elementari ai videogiochi, e sono sempre stata appassionata di giochi di ruolo. Le regole a volte ferree che regolano questi due mondi mi hanno ispirato per procedere con lo stesso rigore nel mio romanzo.
In un regno devastato dai conflitti fra maghi e guerrieri la Città Intera è sorta, baluardo nella lotta contro chiunque possieda sangue magico.
In questo scenario si muove Farwel, decisa a riportare pace ed equilibrio in un luogo dove imperversa solo timore e morte.
In un fantasy certamente non canonico si muove la sfera umana dell’interiorità e di ogni sua sfumatura, non trovando il malvagio o il corrotto in un mostro da debellare o in una antica maledizione che pende sul capo indistinto della razza umana, ma dentro quegli stessi personaggi che creano e distruggono.

A muoversi parallelamente alla vicenda altri filoni narrativi si intrecciano, mostrando eventi del passato privi del dolore della Città Intera, ma carichi già di un nefasto presagio.
Quanto c’è di te in questo testo?
Considero il mio romanzo come qualcosa che fa parte della mia anima. Questo romanzo sono io, e tutto quello che provo. Sarebbe inutile, forse ipocrita, dire che ho tentato di mantenere la protagonista e tutti gli altri personaggi principali lontani da me e dalla mia personalità. Questa storia significa così tanto per me che pensarci come due entità distinte è praticamente impossibile.

Hai mai affrontato il “blocco dello scrittore”? Come lo hai superato?
Non ho mai avuto un vero e proprio “blocco dello scrittore”, ma tutte le volte che inizio una nuova storia, o un nuovo libro, mi sento sempre un po’ spiazzata dalla vuotezza del documento Word. Mi piace lavorare su documenti che hanno centinaia di pagine e volare da una parte all’altra del libro per poter aggiustare un vecchio capitolo o continuare a scriverne uno nuovo. Fino a quel momento, è come se sentissi una sorta di “disagio”. In ogni caso, per poter scrivere in completa serenità, ho una serie di riti che mi piace rispettare. La pagina del documento deve essere di un certo colore (azzurro chiaro per la precisione), devo usare un font preciso e soprattutto ho bisogno di silenzio assoluto.

Cosa vuoi comunicare con il tuo I Due Regni – La Città Intera?
Il mio libro essenzialmente tratta dell’epopea che i maghi devono sostenere. Sono schiacciati da innumerevoli anni dai pregiudizi che li etichettano come inferiori e non degni di combattere al pari dei guerrieri. A un certo punto questi pregiudizi sono esplosi nella Città Intera, grande istituzione che stermina chiunque possieda sangue magico. Se c’è qualcosa che in questi tempi il libro avrebbe da dire, è che non si può giudicare o etichettare una persona per qualcosa con cui è nato.

Cosa pensi del Self-Publishing?
Come dicevo prima, ho fatto circa un anno di self, ma non sono stata molto soddisfatta dell’esperienza. Penso che per poter portare avanti un libro auto-pubblicato bisogna avere il giusto carattere e soprattutto moltissimo tempo a disposizione. Credo di non essere adatta per portare avanti una campagna del genere. Inoltre, mi piace avere il confronto con una casa editrice, poter andare alle fiere dell’editoria. Inoltre, quando ho affrontato una simile esperienza pensavo che sarebbero state le recensioni, e le case editrici, a venire da me. Forse adesso, abbandonata la mia ingenuità iniziale, e affrontato il mondo dei libri auto-pubblicati in maniera più seria, ne avrei un’opinione diversa.

Eventi a cui parteciperà l'autrice
Quali sono i tuoi progetti futuri?
Desidero continuare a scrivere per tutto il tempo che mi resta da vivere. Credo che dedicherò i prossimi anni a completare la saga “I Due Regni”, e una volta terminata, affronterò il genere distopico. Mi piacerebbe inoltre scrivere anche una raccolta di racconti, e partecipare a quanti più concorsi letterari possibili. Purtroppo il tempo a disposizione è davvero poco e mi sembra che gli anni mi scivolino via dalle dita.

Grazie a Alessia Palumbo per averci dedicato il suo tempo. In bocca al lupo e buona scrittura!
Per me è stato davvero un grande piacere avere occasione di rispondere a queste domande, utili anche a me per potermi confrontare con me stessa.
Ringrazio di cuore Ornella e tutti i lettori.

2 commenti:

  1. Grazie mille per lo spazio che mi hai concesso! E' stato davvero un piacere poter fare questa intervista con te!

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