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9 novembre 2017

RECENSIONE - Era il mio migliore amico di Gilly Macmillan | Newton Compton Editori

RECENSIONE - La ragazza perfetta di Gilly Macmillan
RECENSIONE - 9 Giorni di Gilly Macmillan
Salve peccatori! Il nuovo thriller di Gilly Macmillan, disponibile proprio da oggi in libreria, non è un testo che si basa essenzialmente su elementi come il terrore o violenza cruda, ma che indaga nelle vite dei personaggi portando a galla segreti e non detti.  

Era il mio migliore amico racchiude una storia nella storia, si parte seguendo un filone narrativo e si sfocia in un altro non abbandonando mai un legame con il primo. Un thriller che definirei a due step.

Il romanzo comincia cambiando repentinamente punto focale, poi si placa, ma questo passaggio di attenzione avviene per tutta l'opera e all'inizio, ammetto, mi ha destabilizzata... in seguito ci ho preso la mano. La narrazione avviene in prima e terza persona, la prima è riservata all'ispettore Clemo e a Noah Sadler.
Noah è un ragazzo di quindici anni con gravi problemi di salute, leggere dal suo POV è straziante, stringe il cuore e suscita tanta pena. Abdi Mahad sembra essere la sua unica gioia, l'amico che tutti vorremmo avere, la loro amicizia è tenera e mi ha commossa allontanandomi dall'idea di thriller. Durante la lettura ho tifato per loro.

Ci sono diversi personaggi interessanti, tra tutti Sofia, la sorella di Abdi grazie alla quale riusciamo a conoscere meglio la famiglia Mahad. Di contro ci sono anche personaggi che per me si sono rivelati quasi degli intrusi come la sorella dell'ispettore e la giornalista che davvero non ho sopportato.

Lo stile di Gilly Macmillan è fruibile ma talvolta si perde in descrizioni poco interessanti o  lunghe. Ad esempio descrivere un programma televisivo non è necessario, a mio parere. 
A parte questi piccoli eccessi, la lettura scorre tranquillamente.

Era il mio migliore amico  affronta diversi temi dalla diversità culturale, alla sofferenza dovuta alla malattia, al razzismo, etc. In questo mix di indagini e pezzi di vita emergono storie devastanti, sentimenti angoscianti. Sicuramente un romanzo interessante che non cattura tanto per la suspense, ma per il fattore umano e che alla fine lascia un senso di malinconia.

Un bella lettura che mi ha rubato anche qualche lacrima.

TRAMA

Noah Sadler e Abdi Mahad sono due amici inseparabili. Per questo motivo, quando il corpo di Noah viene trovato in un canale di Bristol, il silenzio di Abdi è inspiegabile. Perché non parla? Il detective Jim Clemo è appena tornato dopo un congedo forzato che l’ha allontanato dal suo ultimo caso e la morte di Noah sembra l’incidente perfetto con cui tenerlo occupato. Ma ben presto quello che sembrava un gioco tra ragazzi finito molto male si trasforma in un caso che accende il dibattito pubblico: Noah è inglese, Abdi un rifugiato somalo. La tensione sociale, la paura e la rabbia cieca degenerano velocemente a Bristol, mentre le due famiglie combattono per ottenere le risposte che cercano. Non sanno quanto sarà lunga la strada per capire che cosa è successo davvero, né sono preparate all’orrore che dovranno affrontare. Perché la verità spesso può fare molto male…

2 commenti:

  1. Mmm me lo aspettavo molto diverso sinceramente. Io dell'autore ho letto "9 Giorni" ma non aveva convinta al 100%, non so se leggerò anche questo.

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    Risposte
    1. 9 giorni non ha convinto neanche me, ma i due romanzi successivi (tra cui questo) mi sono piaciuti di più :)

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