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17 marzo 2014

INTERVISTA - “Fabio e Roby” e World Zapping

http://peccati-di-penna.blogspot.it/2014/03/segnalazione-world-zapping-racconti-di.html

Ringrazio gli autori, meglio conosciuti come “Fabio e Roby”, per aver contattato Peccati di Penna e aver condiviso la loro prima pubblicazione.


Roberta Melchiorre, dopo un’infanzia “nomade” tra Piemonte e Liguria, si stabilisce con la famiglia a Vignale Monferrato, paese noto per la danza e il vino. Si laurea in Lingue e letterature straniere con indirizzo slavistico e inizia a viaggiare negli anni dell’università, vivendo per lunghi periodi a Mosca e a San Pietroburgo. Quando incontra Fabio, inizia un sodalizio di vita e di viaggi che dura ancora oggi. Si occupa di progetti internazionali al Politecnico di Torino e, da qualche anno, è una felice insegnante volontaria di italiano per stranieri ad Alessandria.

 Fabio Bertino nasce a Torino, dove trascorre l’infanzia con continue fughe sulle colline di Montemagno d’Asti. Lavora come impiegato e, ottenuta la laurea in Economia e commercio, cerca di rimediare con quella in Antropologia culturale. Dopo alcuni viaggi in solitaria, incontra Roberta e insieme iniziano il loro personale giro del mondo.

Roberta e Fabio vivono fra Torino, Alessandria e il “loro” Monferrato. Condividono le passioni per la scoperta del mondo, la scrittura di viaggio e la fotografia. E la naturale conseguenza di queste passioni sono appunto questi racconti.

Ora bando alle ciance e passiamo alle domande.

 

Quando avete scoperto la passione per la scrittura?

In realtà alla scrittura pensata per essere letta da altri siamo arrivati solo di recente, negli ultimi due o tre anni. E’ stata la naturale evoluzione dei diari che abbiamo sempre scritto a quattro mani, fin dal nostro primo viaggio insieme in Perù, ormai un po’ di anni fa...


Com’è nata l’idea di World Zapping? Chi ha avuto l’idea e com’è la presa il compagno di avventure?


L’idea ci è venuta insieme, in un modo un po’ particolare. Quelli di “World Zapping”, infatti, in un certo senso sono dei “racconti in scatola”! Devi sapere che ogni nostro viaggio è racchiuso in una scatola, nel vero senso della parola… A casa abbiamo una pila (sempre più alta…) di scatole di cartone, che portano scritti i nomi che noi diamo ad ogni viaggio. Ad esempio “Transbalcanica” indica il percorso in treno da Venezia ad Istanbul attraverso Slovenia, Croazia, Serbia e Bulgaria, “Bielucraina” è il viaggio in Bielorussia e Ucraina, “Tanganyka” quello tra Tanzania e Zambia e così via. Queste scatole contengono biglietti di aerei, di treni e di bus, conti di alberghi e ristoranti, appunti, fotografie, registrazioni fatte sul posto di musiche e di suoni, souvenirs e piccoli oggetti, perfino sassi, conchiglie, foglie e fiori essiccati. Così un giorno, curiosando fra questi ricordi, ci siamo detti che ognuna di queste scatole conserva “fisicamente” il racconto di un viaggio. E allora, perché non farne un racconto vero e proprio? In questo modo i contenuti di alcune di quelle scatole sono diventati i capitoli di “World zapping”. Che infatti, oltre alla parte di scrittura, comprendono anche fotografie, biglietti, visti, conti e scontrini, immagini, registrazioni e così via.

Che cosa sperate di trasmettere con la vostra raccolta?

Come dice il titolo, leggendo il libro ci si trova in luoghi estremamente diversi e lontani fra loro, dal Burkina Faso, in Africa occidentale, al Laos, in estremo Oriente, dal cuore del deserto australiano al misterioso Turkmenistan nel centro dell’Asia, fino all’Armenia, al Mozambico o alla Sicilia. Questo proprio perché l’idea di fondo che ci piacerebbe riuscire a trasmettere è appunto la fantastica varietà del mondo, che rende ogni viaggio un’avventura unica e indimenticabile.

Come avete affrontato la stesura di coppia? Come vi siete divisi i compiti? È stata una collaborazione semplice?

Scrivere insieme per noi è più semplice di quanto forse si potrebbe pensare. Nella simpatica Prefazione, Claudio Visentin e Guido Bosticco della Scuola del Viaggio di Milano dicono di noi: “Ma chi è “Fabio e Roby”? Distinguerli non è facile. Capita che uno cominci una frase e l’altro la finisca, o che parlino all’unisono. Un viaggiatore con due teste, quasi un nuovo mostro mitologico “. E, come vedi, anche a te, in questa intervista, rispondiamo con una prima persona che parla per entrambi. Ci viene naturale, e allo stesso modo troviamo naturale scrivere insieme. Concretamente, poi, la trama del racconto nasce via via che, durante o dopo un viaggio, ci raccontiamo le reciproche impressioni. Per esempio, dopo le meravigliose settimane passate sui treni della Transiberiana, durante il volo di ritorno da Vladivostok abbiamo trascorso quasi tutte le 10 ore d’aereo a ricordare gli indimenticabili personaggi conosciuti sui vagoni, e all’arrivo a Mosca il racconto “Una vita in Transiberiana” era praticamente già scritto nella nostra testa. Dopodiché uno dei due, dipende dalle volte, abbozza una prima stesura, che l’altro poi man mano rilegge, integra, corregge. E così via, fino a quando siamo entrambi soddisfatti del risultato.

Quali sono stati i frammenti di testo più coinvolgenti da scrivere? Quali sono stati i più complicati? Avete trovato emozioni difficili da esprimere o scenari che a parole non riuscivate a descrivere?

Senza dubbio i passaggi più coinvolgenti ed emozionanti sono quelli in cui raccontiamo delle persone in cui ci siamo imbattuti. Questo perché secondo noi sono proprio gli incontri a rendere speciale ed irripetibile ogni itinerario. Donne e uomini nati e cresciuti magari a migliaia di chilometri di distanza, ciascuno con la propria vita, spesso estremamente diversa dalla nostra ma che, per volere del destino, a un certo momento si trovano ad incrociare il nostro cammino per un’ora o un giorno, per poi riprendere per sempre la loro strada. E’ proprio questa la sensazione che abbiamo provato, ad esempio, quando in Camerun ci siamo trovati a parlare con la Regina Ngamdobouo, protagonista de “La prima regina”, o quando, a Shanghai, abbiamo incontrato Fei Fei, l’anziana attrice dell’Opera di Pechino di cui parla “Una notte all’Opera”. Riguardo ad emozioni o scenari difficili da descrivere, invece, ad essere sinceri abbiamo l’imbarazzo della scelta! Ci sono anche posti dei quali, semplicemente, non siamo riusciti a scrivere… E’ il caso di Gerusalemme, un luogo che ci ha completamente stregato, al punto che ci alzavamo in piena notte per girare tra i vicoli deserti della Città Vecchia. Eppure, ogni volta che abbiamo provato a scriverne il risultato ci pareva sempre lontanissimo dalle sensazioni che avevamo provato, finché alla fine ci abbiamo rinunciato.

Qual è stato il vostro percorso verso la pubblicazione?

Dopo aver scritto i primi racconti abbiamo iniziato ad inviarli a premi e concorsi letterari che avessero come tema appunto il viaggio, come il “Premio Antonio Fogazzaro” o “Fogli di viaggio. Sulle orme di Tiziano Terzani giornalista e viaggiatore”, e i risultati ci hanno piacevolmente sorpreso! Così abbiamo deciso di contattare alcune case editrici, cercando di districarci nelle mille trappole dell’editoria a pagamento, e abbiamo avuto modo di imbatterci nell’editore goWare di Firenze, dove abbiamo trovate persone disponibili, preparate ed appassionate al loro lavoro. In questo modo abbiamo iniziato questo altro “viaggio”, nuovo ed entusiasmante.

Cos’è per voi la scrittura?

Come dicevamo all’inizio la scrittura è stata da subito un modo per fissare ricordi, sensazioni ed emozioni, ed ora è diventata anche uno strumento per cercare di condividerle con gli altri.


 

Ci sono autori che vi hanno influenzato?

Senza voler scomodare mostri sacri come Chatwin, Kapuściński o Terzani, ci sono alcuni scrittori di viaggio (e non solo) contemporanei che amiamo molto, come Andrea Semplici, Marco Aime, Andrea Bocconi o Monica Bulaj, anche se quest’ultima è in realtà soprattutto una fantastica fotografa.

 

Qual è la colonna sonora dei vostri viaggi e, perché no, anche di WorldZapping?

In generale la musica che amiamo da sempre, e cioè De André, Vinicio Capossela, Manu Chao, Modena City Ramblers, Goran Bregovic, e molti altri. Però cerchiamo anche di trovare la musica più adatta al luogo in cui ci troviamo. Ad esempio, nella Città Proibita di Pechino, sedersi in disparte su una panchina ad ascoltare la colonna sonora de “L’ultimo imperatore” ci ha regalato un momento indimenticabile, mentre la musica che ci ha accompagnato durante la lunga traversata australiana è stato un cd di Andrew Langford, suonatore di didgeridoo che avevamo conosciuto ad Alice Springs e che è diventato protagonista di uno dei racconti di “World Zapping”.



 

Quali sono i vostri progetti futuri? Altri romanzi? Altri viaggi? Altre collaborazioni?

Senza dubbio altri viaggi! Anzi, proprio a giorni ripartiremo per la Russia, un paese che amiamo molto e che stiamo “esplorando” poco per volta. In questa occasione ci dirigeremo decisamente verso nord, nella Penisola Yamal, oltre il circolo polare artico. Infatti stiamo preparando una nuova raccolta di racconti, dedicata questa volta appunto a Russia e dintorni. E, riguardo alle collaborazioni, quando uscirà saremo felici se ci permetterai di presentare il nuovo libro su “Peccati di Penna”!


Ringrazio questi “viaggiascrittori” per la loro disponibilità è la loro simpatia, si sente che le loro parole arrivano direttamente dal cuore e dalla voglia di condividere ciò che per loro è pura emozione. Peccati di Penna è sempre pronto ad accogliervi ragazzi, buon viaggio e buona scrittura.

 

 

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