20 novembre 2015

BLOGTOUR - Blue Dream: Gli Estratti (Tappa 5)

Benvenuti al fantastico mondo di Blue Dream, spin off di Alice from Wonderland... come potete notare dal banner. XD
In questa tappa, avrete modo di assaporare l'opera grazie ad alcuni estratti... pronti?




TITOLO: Blue Dream 
AUTORE: Alessia Coppola
GENERE: Young Adult/Fantasy
PREZZO: eBook 0,99 €
PAGINE: 81
A volte mi soffermavo a pensare a quanto labile fosse il confine tra amore e crudeltà. L’amore più grande poteva giustificare la bassezza più bieca? Non sapevo rispondere. Mi tornavano alla mente i versi di Machiavelli: Il fine giustifica i mezzi.
Mi avevano ritratto come un mostro dagli occhi di brace, quando i miei erano blu cobalto. Rabbrividivo io stesso alla vista dell’illustrazione che qualche artista con una fervida e anche macabra immaginazione aveva realizzato. Mi ero sul serio sentito un mostro. Ma avevo imparato che la gente snatu­ra la realtà per puro gusto e ama incutere terrore: è facile domare chi ha paura. Avevano iniziato a chia­marmi Mothman, l’Uomo Falena.

Il pensiero volò al misterioso ragaz­zo che avevo soccorso. Mi era dispiaciuto vederlo andare via avvolto nel mantello. Mi era sembrato un principe oscuro e bel­lissimo. Sembrava fosse sbucato da un’altra epoca, con i suoi modi e il suo aspetto da dandy. Mi aveva colpito la gradazione di blu dei suoi occhi, li avrei fissati a lungo se non fosse fuggi­to.  Mi addormentai e sognai quel principe di tenebra, consape­vole che non l’avrei mai rivisto.

Con le mani in tasca, il volume sottobraccio e la testa altrove, passeggiavo lungo le sponde del laghetto su cui scivolavano i corpi leggiadri dei cigni. Una far­falla mi si posò sulla spalla e mi sfuggì un sorriso. Mentre la seguivo librarsi incontro al vento, vidi svolazzare verso di me un foglio. Lo acciuffai e lo esaminai. Era un dise­gno tracciato con il tratto delicato di un carboncino. Alzai lo sguardo, scoprendo a chi era sfuggito. Una ragazza aveva la testa china su una risma di fogli. Era seduta a una panchina.
Mi av­vicinai verso di lei con il foglio proteso. «Buongiorno», dissi.
Quando lei alzò il volto, il cuore fece una capriola. Sudai freddo e credo che impallidii. Era…
«Alice», sussurrai.
«Ciao, è la seconda volta che mi chiami così. Ti ricordo qualcuno con questo nome?» fece lei, mentre sul suo volto sbocciava un sorriso che avrei riconosciuto tra mille. Sembrava proprio lei, ma non lo era. Almeno così diceva. «Sei il ragazzo della festa in maschera, vero? Ti ho riconosciuto.»
Spostò dalle ginocchia l’album e i fogli, e li posò. Stava di­segnando un’altra farfalla.
Non riuscii a parlare, le parole erano serrate dallo stupore generato dall’incredibile somiglianza. O forse ero io tanto ubriaco di Alice da vederla persino sul viso di altre.
«Ti sei ripreso da quella sera, vedo», continuò.
Uscii dalla trance. «Sì, sto bene. Grazie, Madame», risposi, sedendomi accanto a lei. Fissai il lago, mentre cercavo una ragione razionale per cui quella ragazza somigliasse tanto ad Alice. «Vi piacciono le far­falle?» domandai, per fugare l’imbarazzo indotto dal silen­zio.
«Le amo.» Accennai un sorriso e lei mi guardò. «Anche tu, vero?» mi chiese, portando su un lato i capelli biondi.
«Anche io, sì», ammisi, carezzando la copertina del libro. «Vi piace leggere, Aline?» continuai.
«È carino.»
«Cosa?»
Scrollò le spalle. «Il tuo fare cavalleresco. Voglio dire, nes­suno oggi…»
«Comprendo, anche io devo abituarmi ancora agli usi di Charleston. Ma immagino che sia ovunque così.»
«Che vuoi dire, scusa? Da dove vieni?»
Ero sciocco o cosa? Mi schiarii la voce e cercai di sembrare credibile. «Londra, Madame.»
«La mia famiglia è originaria di Londra, eppure non ho co­nosciuto nessun londinese come te.» Si lasciò sfuggire un riso­lino.
In effetti, non aveva torto. «Avete ragione, Aline. La mia fa­miglia è di nobili origini e…»
«Ah, ora è tutto chiaro.»
Tirai un sospiro di sollievo.
«Puoi chiamarmi semplicemente Aline.»
Mi tese la mano e gliela strinsi. «Va bene, Aline.»
«Viaggiamo come sogniamo, soli.»
Sbattei le palpebre. «Come?»
«È una frase del libro che stai leggendo, Cuore di Tenebra di Joseph Conrad. Scusa, ho sbirciato il titolo in copertina.»
Deglutii e serrai la mascella. In quel singolo istante era acca­duto esattamente ciò che era avvenuto molti anni prima. Solo che in quell’occasione ero stato io a decantare ad Alice una frase del volume che stava leggendo, Elogio della Follia. La cu­riosa coincidenza mi sembrò sul serio folle e non seppi se attri­buirla al fato o a un’allucinazione. Ma non avevo bevuto e non ero riuscito ancora a reperire i componenti per confezionare l’Oppio Blu.
Tornai su Aline, i suoi occhi mi confondevano. «Quindi ti piace leggere.»
Lei annuì. «I libri sono la mia casa.»
Mi aveva conquistato con una sola frase. Nella parola casa c’era un’esplosione silenziosa di milioni di stelle.

Mi resi conto che uomini come Rupert e Tesla avevano il cuore nel presente e la testa nel futuro, uno tanto più lontano di quello in cui mi trovavo. Gli uomini avevano perso la visione. E io stavo perdendo tutto. Ero imprigionato in quel tempo come una fiera tra le sbarre, inca­pace di fuggire. E ad aggravare la mia condanna c’era Aline. Lei era una tentazione che rendeva le mie fantasie proibite e i miei sonni stranieri. Ed ero bloccato nel futuro con lei.

Scrollò la testa e si alzò, camminando verso il lago con le mani in tasca. Lo affiancai e mi strinsi nelle spalle, infreddolita dalla brezza della sera.
Lui si tolse la giacca e me la posò sulle spalle. «Ho un segre­to da svelarti», mormorò.
Trasalii. Anche lui aveva qualcosa da confessare. Pensai che non potesse essere lontanamente paragonabile a ciò che na­scondevo. A meno che non avesse ucciso qualcuno, e lo esclusi subito.
«Anch’io ne ho uno», ammisi con la voce che mi tremava.
«Chi non ne ha?» Sollevò le spalle. Fece scivolare una mano nella mia e mi scoccò uno sguardo che mi ridusse il cuore in poltiglia. «Un segreto per un bacio», propose, incurvando il labbro verso l’alto.
Indietreggiai, fermando una mano sul petto che quasi si sol­levò quando il cuore sobbalzò. «È il secondo baratto che mi proponi oggi.»
«Mi sembra onesto, visto che tu mi hai rubato il cuore.»
E il sobbalzo divenne un salto alla corda. «Non voglio essere il pretesto per dimenticare un’altra», lo dissi con tono asciutto, mentre mi sentivo aggrovigliare lo stomaco.
«Sei invece la ragione che mi ha reso felice, dopo tanto tempo.»
E ora che avete assaggiato Blue Dream, cosa ne pensate? 
Non perdetevi le prossime tappe.

9 Novembre: Presentazione BlogTour
11 Novembre: Segnalazione doppia “Alice from Wonderland” e “Blue Dream”
14 Novembre: Curiosità sullo spin-off – 14 novembre
17 Novembre: Video lettura di un estratto
20 Novembre: Estratti
24 Novembre: Curiosità sulla cover
27 Novembre. Recensione a “due voci” (qui e qui) “Blue Dream”
1 Dicembre: Recensione “Alice from wonderland”
4 Dicembre: Intervista ad Algar
7 Dicembre: Tra film e libri, cos’ha in comune l’Alice di Alessia?
9 Dicembre: Curiosità sul sequel
12 Dicembre: Intervista all’autrice
14 Dicembre: Recensione
16 Dicembre: Intervista alla Dunwich Edizioni
18 Dicembre Giveaway dell’ebook

1 commento:

I vostri commenti sono la linfa vitale del blog, lasciate un segno ツ