6 marzo 2015

INTERVISTA - Yanez de La Carretera e Travolto da una insolita slavina mi sono messo a parlare con Dio

Oggi conosceremo meglio Yanez de La Carretera che ha esordito con Travolto da una insolita slavina mi sono messo a parlare con Dio edito da Lettere Animate .

Pare che non ci sia ancora una biografia di Yanez de La Carretera. Che non sia mai esistito?
È stato visto dentro un taxi intento a scrivere su un block­notes, si dice...







Benevenuto Yanez, quando hai scoperto la passione per la scrittura?

Sono più di venti anni che faccio scorrere la punta del lapis su fogli di carta durante le soste notturne a bordo del mio taxi. Asfalto, luci, ombre, rumori di motori roboanti accompagnano per mano questo dolce navigar. Il magico profumo della notte inebria l'essenza nel viaggio perpetuo. Sensazioni, emozioni, incontri si materializzano. Fluttuano dentro il nero inchiostro divenendo parte integrante e attiva dell'esistenza. Non posso più farne a meno. Scrivere è diventato nutrimento. Molto di più di una passione.

Qual è stato il tuo primo testo?

Il numero zero fu la trascrizione di un pensiero che mi venne chiesto di elaborare dal mio professore di filosofia quando ancora frequentavo il liceo. L'argomento sul quale si doveva ragionare era Essere o Avere? Consegnai un testo di sei pagine completamente bianche e una settima in cui scrissi a caratteri cubitali: Adesso basta! Mi sono rotto di scrivere...sono molto addolorato, ma giunto a questo punto, dopo tutta questa fatica, non sono riuscito ad avere nella testa la risposta alla domanda. Fui bocciato, in quarta liceo. Non per quel testo. Anzi, venne preso in analisi da tutta la classe per un intero quadrimestre come testo di studio. Capii che i libri e i quaderni non facevano per me. Io ero fatto per vivere all'aria aperta. Mollai il colpo. Incominciai a guidare il furgoncino della ditta di mio zio trasportando ortaggi e frutta fresca da una parte all'altra della città, e non solo.

Quale genere letterario ti è più affine? Quale invece non riesci a leggere e/o a scrivere?

Non vorrei sembrare scortese ma passiamo alla domanda successiva. Anche se devo ammettere che ho un debole per i rosa, i romanzi. E mi piacciono le rose.


Come è stato il tuo percorso verso la pubblicazione? 

Ricalca i tratti somatici di un vero viaggio. Un pellegrinaggio vero e proprio. Parti carico di fede e,
Perché no, di speranza. Sei forte, ti senti invincibile, spavaldo. Hai appena scritto La Storia. L'opera più bella e profonda sin dai tempi di Aristotele. Già ti vedi sgomitare tra gli scaffali lucidissimi della biblioteca di Alessandria. Inondi la rete di pagine e di estratti del tuo capolavoro. Sinossi a più non posso.
TXT, ODT, RR, P.P, e pure Excel. No, cazzo! Il PDF non lo accettiamo. E allora VFNC! Rasenti il turpiloquio. Trattieni la bestemmia. Vivi e vegeti in attesa del cenno di riscontro. Distinti saluti.
Ma a chi? Duecento e passa copie con tanto di fattura ivata tanto quanto un tennis di Cartier.
Controlli e ricontrolli la casella affannandoti il respiro. Nulla. Anche oggi non c'è rete. Giustifica il fanciullo.
Oh! Ecco. Sia lodato l'editore, sempre sia lodato. Benedetta chiocciolina...ma che dice questo?
L'opera non rientra nelle sua linea editoriale? E perché? Ma te lo sei letto il Mio Manoscritto con la doppia emme maiuscola? Sarà mica forse perché sono un esordiente? Via, via. Passiamo all'altro.
...ascolta gran Mogol. Come ti permetti di scrivere che io debba riscrivere il tutto sotto una altra chiave di lettura. Vabbè. Ho capito. Lasciamo stare. E così sia. Uno, due, quattro, nove, fante, regina e pure re. Ma il picche non si fermava solo al due?
Scruto Crono. Il viaggio si è fatto lungo e pregno di sudore. Le magiche virtù iniziano a dissolversi nel nulla. Strade nebbiose, bui sentieri. Ho bisogno di riposo. Ora mi fermo per un po' alla Locanda Belvedere. Vino e libagione aiutano a scacciare il timido spauracchio tenebroso. Mera illusione di povero incosciente. Le provo tutte. Amica dell'amica della moglie del mio amico. Solo tre mesi. Mille e novantasette giorni, e, finalmente, la risposta. 'Azz kebbotta! Lascia perdere, te lo dico da amica. Spiazzi troppo il lettore. Amica, io non mollo.
Ci credo e vado avanti. Il vento soffia forte. Come lama taglia il viso. Lacrime a fettine. Crediamo in ciò che hai scritto. Il tuo lavoro ci incuriosisce. Evvaiiii! Adesso si riparte. Il viaggio è ancora lungo.

Disponibile su amazon.
Come è nata l’idea di Travolto da una insolita slavina mi sono messo a parlare con Dio? Cosa ti ha ispirato?

Tutto è partito da una visione notturna mentre mi accingevo a raccogliere da terra un anello de cobre.
Como se llama in italiano? Rame? Non appena presi in mano il tondino di metallo vidi davanti a me uno strano uomo con un sacchetto di plastica gialla in mano e una bandana leopardata in testa.
Mi si avvicinò sorridente chiedendomi una sigaretta. Misi in tasca l'anello e cominciai a navigare dentro quegli occhi color azzurro del mare...-

Quanto c’è di te in questo testo?

Non bevo te.



Hai mai affrontato il “blocco dello scrittore”? Come lo hai superato?

Si ho affrontato il blocco. L'ho superato sbloccandolo.



Cosa vuoi comunicare con il tuo Travolto da una insolita slavina mi sono messo a parlare con Dio? 

Ma che ne so? Non l'ho mai letto.



Cosa pensi del Self-Publishing? 

Grazie ma uso un altro sistema per pulire le orecchie

hd_computer_guy_meme_by_zapgod16-d4t2jh3.png (1600×930)
hum...
Quali sono i tuoi progetti futuri? 

Santo Santillana. Per ora solo un nome. Anche un cognome, ovvio.



Grazie a Yanez de La Carretera per averci dedicato il suo tempo. In bocca al lupo e buona scrittura! 

Grazie a Voi per avermi concesso questa possibilità. Buena Suerte a todos e ai lettori di  Travolto da una insolita slavina mi sono messo a parlare con Dio.


Un'intervista decisamente particolare, miei cari lettori e peccatori! Alla prossima...


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