Con La memoria che resta di Chiara Panzuti è arrivata la fine di Absence, serie che mi ha suscitato diverse emozioni.
Confermo l'originalità dell'opera e l'abilità dell'autrice nello scrivere e descrivere gli eventi, non cadendo mai in passaggi difficili da assimilare. La narrazione è in prima persona e si alterano i punti di vista, elemento che dona dinamismo al testo.
La storia, di romanzo in romanzo, ci mostra la crescita e il cambiamento dei personaggi, palesando sempre più forza e dramma nei contenuti. Faith è il personaggio che attraversa, forse, il cambiamento più rilevante. Dopotutto è la protagonista.
Confermo l'originalità dell'opera e l'abilità dell'autrice nello scrivere e descrivere gli eventi, non cadendo mai in passaggi difficili da assimilare. La narrazione è in prima persona e si alterano i punti di vista, elemento che dona dinamismo al testo.
La storia, di romanzo in romanzo, ci mostra la crescita e il cambiamento dei personaggi, palesando sempre più forza e dramma nei contenuti. Faith è il personaggio che attraversa, forse, il cambiamento più rilevante. Dopotutto è la protagonista.





