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Mi presento, sono Ornella: scrittrice, lettrice e blogger. In questo spazio troverai le mie pubblicazioni, le mie letture e qualche "chiacchiera" sulla scrittura.

«Leggere e scrivere sono i miei più grandi vizi.»

1 ottobre 2026

RECENSIONE - Il trono del lupo di Gea Petrini

Il trono del lupo di Gea Petrini è un romantasy che punta più sul fantasy che sulla storia d’amore. Un romanzo intricato e ben costruito con tanti dettagli forgiati alla perfezione, ma...
⭐️⭐️⭐️⭐️☆ Romantasy Slow burn Enemies to lovers

Sinossi

La Muraglia d’Argento imprigiona il Regno di Varros da mille anni. Nessuno entra. Nessuno esce. Le streghe vivono in clandestinità e i lupi governano con il pugno di ferro. Opal Asharyn crea candele in un villaggio di montagna, ma custodisce un segreto che può sconvolgere il destino di tutti: è l’ultima Mercante di Anime, nata dalla stirpe perduta delle Spine Nere. Può negoziare con la morte, chiedendo un prezzo per la pace… o per la dannazione. Quando il re lupo muore, una profezia scuote la Corte: solo il matrimonio tra l’erede al trono e una Mercante di Anime spezzerà la maledizione e farà crollare la Muraglia. Opal non intende piegarsi. Trascinata a Palazzo, impone una condizione per guadagnare tempo: sceglierà lei chi sposare tra i tre pretendenti al trono. Quaranta giorni ai Vargan per farla innamorare. Quaranta giorni a lei per sabotare la profezia. Thorne Vargan è un principe, capo dei Lupi d’Argento, cacciatore di streghe. Non ha mai desiderato la corona. Ma Varros ha fame e solo un guerriero disposto a tutto può salvare il regno, anche se questo significa legarsi alla sua nemica più pericolosa. Il potere ha un prezzo. E l’amore potrebbe essere il più alto di tutti.

Cosa ne penso

Il romanzo si sviluppa su una faida tra lupi e streghe, una profezia e una maledizione da abbattere. 

La protagonista, Opal, mi è piaciuta molto: è una strega particolare, caratterizzata alla perfezione. Ha le sue abitudini, i rituali con le candele e con gli oggetti, e un ruolo ben preciso che trovo affascinante. La controparte maschile, Thorne, invece, per me non regge il confronto: non mi ha trasmesso granché. 

In generale, i personaggi non sono riusciti a comunicarmi calore; ho percepito una certa freddezza, come se fossero travolti dalla trama. Dinamiche e intrighi di corte, corteggiamento, profezie e celebrazioni, patti e menzogne: è tutto intenso. Il personaggio che forse mi ha colpito di più, oltre alla protagonista per il suo ruolo, è lo zio di Thorne, Verek: un’anima davvero nera! Ma non la sola… 

 L’ambientazione è quella di un regno isolato dove streghe e lupi non vanno d’accordo: le streghe sono perseguitate dai lupi, che operano anche come cacciatori di streghe. 

 La storia d’amore è uno slow burn, ma non ho provato trasporto né ho mai dubitato della scelta finale della protagonista. 

 La vicenda procede lentamente, non per vezzo, ma per la necessità di far capire le sue dinamiche e permettere al lettore di ambientarsi. Non mi è piaciuto il finale per una questione di gusto personale, oltre al fatto che mi è parso un po’ veloce rispetto al resto, che ha avuto uno scorrere placido. 

La scrittura non è diretta come piace a me, però è comunque consona al tipo di romanzo e comunque facile da assimilare.

Passiamo alle conclusioni.

Punti forti

  • Trama
  • Protagonista
  • Promessa dello slow burn

Punti deboli

  • Finale

Verdetto finale

Consiglio il romanzo a chi ama i fantasy con questioni di corte, corteggiamento e uno slow burn che mantiene le promesse.

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