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7 luglio 2017

PAGINA69 #100 - Ulfhednar war. La guerra dei lupi di Alessio Del Debbio | Il Ciliegio Edizioni

 
Secondo Marshall Mc Luhan per decidere se comprare un libro bisogna affidarsi alla pagina 69. Se quella pagina ci catturerà, allora, molto probabilmente ci piacerà il libro.
Pagina 69 da Ulfhednar war. La guerra dei lupi di Alessio Del Debbio.

Ascanio uscì fuori. Il sole stava tramontando al di là delle Apuane, rischiarando il giardino con gli ultimi raggi, e sulla terrazza panoramica, sotto le fronde di alberi secolari, la Dottoressa era seduta. Ascanio conosceva quei momenti, ne era invaso anche lui ogni volta in cui sentiva la necessità di stare con se stesso, per radunare le idee e pensare alla prossima mossa. In questo, entrambi erano simili, pianificavano e agivano, sebbene il passaggio dall’una all’altra fase potesse richiedere tempo. Quanto ce n’era voluto, in fondo, prima di arrivare a quella confessione? “Dieci anni e l’attacco di un gruppo di lupi scatenati.” Ironizzò, sedendo accanto alla ragazza, con la schiena al muro e lo sguardo perso oltre le cime degli alberi. A parte le chiacchiere degli amici in taverna, il mondo era scivolato nel silenzio.
«Come ci difendiamo?»
«Uh?» balbettò Ascanio, preso alla sprovvista dalla frase della Dottoressa.
«Se fossimo attaccati, di nuovo, come ci difenderemmo? Possiamo fabbricare delle molotov. Io so come si fa. L’ho visto in un video su Youtube e credo che nel magazzino tu abbia il necessario.»
«Non dubito che anche Gianni-pedia l’abbia visto» rise l’amico.
«I licantropi possono entrare in casa? O devono essere invitati, come i vampiri?»
«Guardi troppi telefilm trash» disse il ragazzo, poi allungò una mano e sfiorò il terreno. «Dùisg! Currac-sagairt!» mormorò, mentre un suono leggero risuonava per l’intero giardino. La ragazza si tirò su e vide un oceano di fiori violacei spuntare ovunque, attorno alla casa, invadendo ogni angolo di terra.
«Aconitum napellus» disse, riconoscendone l’odore e la conformazione, con quegli alti fusti svettanti ricoperti di fiori viola.
«Azzurre son l’ombre sul mare, come sparti fiori d'aconito. Il lor tremolio fa tremare l'infinito al mio sguardo attonito.» Quindi, vedendo che l’amica non aveva colto la citazione, Ascanio si affrettò a chiarire: «È D’Annunzio.»
«Chi?»
«Lascia stare. Sappi comunque che i fiori di questa pianta sono nocivi per i lupi. Non basterebbero a ucciderli ma li farebbero strillare dal dolore se dovessero piombarci in mezzo.»
«E Daniel?»
«Lui… conosce le mie difese. Se la caverà. Inoltre, spero che mi chiami a breve.» Si mosse per rientrare in casa, ma venne richiamato dall’amica.
«Qualunque cosa accada, la mia opinione su di te non cambierà. Ti ammiro ora come prima, forse anche di più. Col tempo lo faranno anche gli altri.» Ascanio sorrise, ringraziando la Dottoressa per quell’ennesima dimostrazione d’affetto, poi raggiunse gli altri in taverna.

2 commenti:

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