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8 aprile 2017

FOCUS ON #12 - Solo un desiderio di Veronica Pigozzo | Estratti

Nuovo appuntamento con la rubrica Focus On, card ed estratti per conoscere meglio Solo un desiderio di  Veronica Pigozzo.

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Un giorno ripenserò a questo momento e sono sicura che maledirò me stessa per quello che sto per fare perché, per quanto i segnali siano chiari, li sto ignorando di proposito. Sì, forse un giorno me ne pentirò ma adesso… … adesso mi sembra solo la cosa più giusta del mondo. Gli stringo le dita intorno al polso e lo tiro piano verso di me, poi gli incrocio le braccia dietro al collo e lo bacio. Lui rimane rigido per alcuni secondi fino a quando le sue labbra si tendono, sorridendo sulle mie, e le sue braccia toniche e decise si allacciano alla base della mia schiena. Risponde al mio bacio con lentezza, come se avessimo tutto il tempo del mondo. Mi stringe con più forza e inspira profondamente. Il suo fiato caldo mi solletica le narici mentre inclina la testa per approfondire la sua esplorazione. Sfrega le labbra sulle mie per poi catturare quello inferiore, succhiandolo, inviandomi scosse ovunque. Gli afferro il viso con entrambe le mani e lo attiro più vicino. Mi sento una tossica, non voglio smettere di sfamarmi con il suo veleno. La sua lingua esaudisce la mia preghiera tracciando il contorno del mio labbro superiore e sparendo nella mia bocca per reclamarne il possesso. Sento le sue mani eleganti e forti risalire dalla base della mia schiena e intrecciarsi alle ciocche schiarite dal sole, imitate a ruota dalle mie. I suoi capelli scuri sono morbidi come le sue labbra; chiudo le dita e li tiro piano, facendo gemere entrambi e, se possibile, i nostri corpi si fanno più vicini, richiamati da quel suono irrazionale. Dopo questo, mi rendo conto di non avere mai baciato veramente qualcuno.

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«Posso farti una domanda?» «Credo di sì.» «Perché io? Perché adesso?» Da questa posizione riesco a vedergli solo le spalle. Fanno su e giù lentamente, seguendo il ritmo del suo respiro. Mi ricorda il modo in cui Connie oggi mi ha chiesto se ero felice. «Perché sei stato l’unico che mi abbia mai fatto pensare che ne valesse realmente la pena.» Distolgo lo sguardo per l’imbarazzo di quello che sono appena riuscita a confessare, quando lo sento accanto a me. Cerca la mia mano e io gliela stringo forte, dedicando la mia attenzione al cielo, nell’esatto istante in cui una stella cadente disegna una scia luminosa per poi spegnersi nella notte. «L’hai vista anche tu?» mi chiede lasciando trapelare, per la prima volta da quando lo conosco, un moto di eccitazione. Annuisco decisa e chiudo subito gli occhi. Dio, quanto vorrei che… «C’è solo un desiderio che potrei esprimere» dichiara all’improvviso, interrompendo il mio rito. Mi fissa sentitamente, intrecciando le dita alle mie. «So che sei allergica alle cose dolci e che questa ti sembrerà una frase da ragazzini, ma… vorrei che quest’estate non finisse mai.» 

 :

«Senti, lasciamo perdere tutto, tanto non può funzionare. Ormai è più che evidente.» Lascio ricadere le braccia lungo i fianchi, sconfitta, e faccio un passo verso la strada, ma in un attimo lui mi afferra i polsi, tenendoli stretti. Mi abbraccia con un impeto tale da togliermi il fiato e preme con forza le labbra sulla mia testa. Resto immobile per alcuni secondi, cercando di resistere a questo gesto disperato ma alla fine mi lascio andare, avvolgendogli le braccia attorno al torace e chiudendo gli occhi. La mia coerenza cola a picco insieme alle mie convinzioni. Sono stufa marcia di non avere più un briciolo di padronanza delle mie azioni, ma ogni volta che mi tiene stretta al petto in questo modo, mi sento viva e completa. Credo si chiami Amore.

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