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3 aprile 2017

Chi ben comincia #9 - Raffaello di Cinzia Giorgio | Edizioni Pink Lux in Arcana

È una rubrica ideata dal blog Il profumo dei libri. Consiste nel postare l'incipit di un  libro in lettura o di uno qualsiasi che abbia catturato il nostro interesse.
Salve peccatori! Edizioni Pink in contemporanea con il film evento "Raffaello in 3D",  con la sua nuova collana Lux in Arcana, propone il suo contributo al grande genio urbinate con il romanzo Raffaello di Cinzia Giorgio e io sono qui a offrirvi il suo incipit. Buona lettura.

La luce nei suoi occhi si era spenta per sempre. Aveva un sorriso stanco sulle labbra, come quello del Cristo che aveva dipinto sul monte Tabor. Era nato in una piovosa giornata d’inizio aprile, lo stesso giorno in cui il destino lo aveva portato via. Solo qualche ora dopo la sua dipartita si seppero i dettagli riguardanti la sua morte. L’agonia era stata rapida e straziante. Per giorni aveva avuto una febbre altissima. La fine del suo soggiorno terreno era arrivata dopo giorni di delirio. Accanto al capezzale gli era stata posta l’immensa tela della Trasfigurazione non ancora conclusa. L’immagine era rimasta a lungo impressa negli sguardi di chi era accorso al suo letto di morte: il giovane e martoriato corpo senza vita di Raffaello Sanzio, principe tra gli artisti, vicino alla tela, viva e vibrante, che rappresentava il momento in cui Cristo vedeva il Padre. La visione era stata così straziante che tutti avevano cominciato a piangere e Margherita era stata allontanata da lui con la forza. Era morto la sera del 6 aprile 1520, il giorno del suo compleanno, un Venerdì Santo. Il conte Pandolfo Pico della Mirandola era appena uscito dalla camera ardente, allestita da Giulio Romano e dal padre di Margherita. Era turbato e commosso e nei suoi occhi era ancora impresso il volto bluastro del Sanzio. Era bellissimo, nonostante il pallore della morte. I lunghi capelli sparsi sul cuscino immacolato, l’espressione serena di chi ha finito finalmente di patire: tutto era superbo nel giovane maestro d’Urbino, persino la morte.

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