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2 dicembre 2016

PAGINA69 #75 - Cala il sipario di Roberta Trischitta | Self

 
Secondo Marshall Mc Luhan, per decidere se comprare un libro, bisogna affidarsi alla pagina 69. Se quella pagina ci catturerà, allora, molto probabilmente ci piacerà il libro.

Pagina 69 da Cala il sipario di Roberta Trischitta.

Si fermò a guardare l’insegna e l’indirizzo che aveva segnato su un pezzetto di carta e sospirò rimettendo il biglietto in tasca. Poggiò la mano sulla maniglia della porta ed indugiò per un lungo minuto. Realizzò che, se avesse finito con l’entrare, sarebbe stato principalmente per la forte curiosità che nutriva nei confronti di questa misteriosa Alexis. Si voltò nuovamente verso la strada e sorrise ad un passante con un cane. 
Per un attimo gli tornò in mente la donna triste a cui aveva tenuto il cane fuori dal teatro. Chissà che fine aveva fatto. Gli era sembrata turbata quando era uscita dall’ACT Theatre. Si chiese se stesse bene e soprattutto si domandò, ancora una volta, perché stesse piangendo. 
Forse, pensò, era un’attrice delusa per non aver ottenuto una parte, o forse era semplicemente una donna bella e triste all’uscita di un teatro. Ne aveva viste tante durante il corso degli anni. Donne bellissime chiuse dentro abiti troppo stretti e troppo eleganti, dall’aria triste accanto ai loro uomini facoltosi in giacca e cravatta. 
Si era chiesto tante volte se la tristezza sui loro volti era collegata alle loro vite da signore per bene o se semplicemente l’aspetto depresso e un po’ imbronciato era, secondo loro, parte del fascino che credevano di emanare. 
Sebastian non le aveva mai trovate affascinanti, né interessanti. Belle senza dubbio, ma prive di ogni calore; a volte fredde, distaccate, con l’aria di chi si offende scoprendo che l’universo non gira intorno a loro. Si rese conto che stava temporeggiando. Il pensiero di quella bella sconosciuta che lo aveva eletto dogsitter per circa un quarto d’ora era una piacevole distrazione, ma era lì per entrare in quel dannato ristorante e fare un fottutissimo favore ad Ian. Era il caso di farlo… aspettare ancora gli avrebbe semplicemente fatto venire voglia di andarsene da lì il più in fretta possibile.

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