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6 ottobre 2016

FOCUS ON #9 - La Terza Galassia di Cassandra GREEN, Self | Protagonista

Salve Peccatori, il focus on di oggi è dedicato al protagonista di La Terza Galassia di Cassandra GREEN. Il nome del nostro personaggio è Jess...
Jess è bellissimo ragazzo newyorkese che si ritrova a dover combattere contro persone senza scrupoli, pronti a tutto per distruggere non solo lui ma anche la razza umana. L'autrice
 
Nome:  Jess
Cognome:  Jefferson
Età: 21
Segni Particolari: un grande dragone tatuato dietro la schiena.
Caratteristiche: Altruista, con una profondo morale, insomma un personaggio d'altri tempi trasportato nel futuro.
Biografia personaggio: nato a New York in un futuro lontano, Jess orfano di padre vive con sua madre Gina e passa le sue giornate in compagnia dei suoi amici David e Hayden.

Era un tranquillo sabato mattina e, come si ripeteva da qualche anno, Gina dopo aver accolto a casa gli amici del figlio, si recò in camera di quest’ultimo.
«Sveglia!» disse, raccogliendo alcuni indumenti abbandonati in terra da chissà quanto tempo. «Dai Jess, alzati» incalzò, annusando un paio di calzini trovati sulla scrivania che le fecero storcere la bocca disgustata dal cattivo odore.
Guardò il figlio che a stento entrava nel piccolo letto nella stanzetta. Accanto ad esso, un banale comodino era ricoperto da diversi tubetti e bustine trasparenti.
«Sai Jess…» proseguì la madre vedendo il giovane aprire un occhio gonfio per le poche ore di sonno «…dovresti smettere di fumare questa roba che ti prepari da solo» gli consigliò, sicura che lui avrebbe dimenticato in fretta la raccomandazione fattagli. «Dai, tesoro, alzati! Hayden è di là che ti aspetta con David».
«Arrivo subito» bofonchiò Jess, strofinandosi gli occhi blu scuro.
Alto quasi un metro e ottanta, con lunghi capelli neri tinti che spiccavano sulla carnagione chiarissima, Jess si stiracchiò sbadigliando rumorosamente. Poi si accasciò nuovamente sul letto dove il cuscino, inzuppato di saliva, gli fece presumere di aver dormito nuovamente con la bocca aperta.
«E che schifo!» sbottò, infastidito da quell’antipatica abitudine.
Si costrinse a mettersi nuovamente a sedere, pulì le labbra carnose dalle crosticine di saliva secca, poi afferrò il telecomando del suo stereo, premette play e lo lasciò cadere sul letto.
L’hi-fi, collegato al computer, inviò il segnale a quest’ultimo che, in risposta, aprì la cartella contenente i file-audio scaricati da Internet.

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