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30 giugno 2016

FOCUS ON #4 - OVER 2 di Sabrynex | Estratto

 
In occasione dell'uscita di Over 2 Camminiamo nel vento, eccovi un gustoso estratto del romanzo fresco fresco di uscita... consideratelo un antipasto prima di avere il libro tra le mani.

Buona lettura.




Gira tutto intorno ad un amore che viene nascosto dietro la dipendenza e alla paura di non essere abbastanza. A persone orribili che cercano di portarti via da chi ami, e a chi invece cerca semplicemente di proteggerti dalla stessa persona.
                                                              Sabrynex
ESTRATTO 

davina e kol - Cerca con Google«Non tentarmi, sai cosa penso a proposito del dolore.» Mi afferra entrambi i polsi, portando i palmi delle mie mani contro il suo addome, coperto da una maglia a maniche lunghe.

«Se ti chiedessi di ricordarmelo?» Hunter ha una forte luce negli occhi, come se volesse farlo davvero. No, non ricordarmi cosa pensi del dolore, ma qualcosa di più feroce. Vuole farlo, vuole buttarsi e poi piangere nella disperazione il giorno dopo. Come quando bevi più di cinque bicchieri a una festa: vuoi farlo, vuoi il sesto e fanculo il mal di testa con cui ti sveglierai domattina. Hunter mi stringe i fianchi in una presa troppo possessiva, spinge il suo corpo contro il mio e mi solleva da terra con molta facilità. Stringo i pugni contro il suo petto, contro la sua maglia, lo scollo si abbassa e mostra alcuni dei suoi tatuaggi. Mi mancava il suo profumo, da troppo tempo. I suoi occhi si posano con delicatezza, una delicatezza che non gli appartiene, sul mio viso, scivolando fino alle labbra socchiuse e desiderose di un contatto. Giuro che potrei fermare il tempo. Così è molto peggio di quanto mi sarei aspettata, gli sono letteralmente tra le braccia, non l’ho ancora baciato eppure mi sento come su un altro pianeta. La cosa più assurda è che Hunter è naturale. È naturale che io mi senta così con lui, perché ha sempre avuto questo potere su di me. Quando la sua bocca si posa sulla mia, non lo fa con malizia o senso di possesso, lo fa come se mi stesse baciando per la prima volta. È il bacio più nuovo che mi abbia mai dato. Sa di nostro, ed è speciale. Muove le labbra con lentezza, come se potessi scappargli dalle braccia da un secondo all’altro. Socchiudo la bocca e trovo il coraggio di ricambiare, sollevando le mani contro le sue spalle e poi contro il collo. Hunter mi stringe più forte, mi leva quasi il fiato. A cosa serve respirare, adesso? La sua lingua mi accarezza, mi reclama silenziosamente. Lo accetto, lo voglio, sempre di più. Questo suo andarci piano adesso non ha senso, voglio baciarlo fino a pentirmene. So già che mi odierò per questo, quindi è meglio farlo per bene. Gli passo una mano sui capelli, liberandolo da quell’elastico fastidioso. I capelli gli scivolano lungo il viso, dietro le orecchie e qualche ciocca mi solletica la guancia. Non può essere così bello baciarlo. Non posso sentirmi così viva. È come se avesse acceso qualcosa dentro di me, qualcosa che era morto da troppo tempo. Il calore del suo corpo mi riporta a un pomeriggio d’agosto, non a una sera di novembre. Voglio ballare con il suo corpo, voglio danzare nei suoi occhi, voglio perdermi in Hunter finché sarà impossibile ritrovarmi. Il bacio diventa più passionale, sento la sua lingua scivolare contro la mia con più fame. È ruvida, calda, mi brama. Non è come alla festa, è qualcosa di più vero. Gli stringo i capelli tra i pugni, forse gli faccio male, ma so che gli piace. La sua bocca mi trasporta, mi bacia intensamente e con rabbia. So perché è arrabbiato: un po’ per la foto, un po’ perché si trova in questa casa e un po’ perché non sono più la sua metà. Non sono più la metà di Hunter?
«Cazzo, Chee... Siamo punto e a capo» mormora tra un bacio e l’altro, camminando verso il divano, fino a farmici crollare sopra. Ha gli occhi assetati, ne vuole di più. Quando mi guarda così, mi fa sentire davvero importante. So che non guarda chiunque con quegli occhi. L’ho imparato con il tempo: quando entri in Hunter, non ne esci senza una parte di lui. Io ho i suoi occhi, e forse, un tempo, ho avuto anche il suo cuore. «Vuoi fermarti proprio adesso?» gli chiedo, quando le sue labbra sono di nuovo vicine alle mie e stanno per baciarmi ancora.
«Cazzo, no.»

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