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29 gennaio 2016

Pagina69 #39 Lezioni private

Secondo Marshall Mc Luhan, per decidere se comprare un libro, bisogna affidarsi alla pagina 69.

Se quella pagina ci catturerà, allora, molto probabilmente ci piacerà il libro.

Oggi abbiamo la pagina 69 del romanzo autoconclusivo Lezioni private, romance m\m, di Red Rose.


«Inconsapevole destino»
Fuori la tempesta di neve impediva persino agli spazzaneve di muoversi. Le strade e le macchine erano come state inghiottite da un manto bianco implacabile. La temperatura era scesa nella notte a meno quindici gradi. Quell'inverno,  gli abitanti di  New York,  non l'avrebbero scordato più.
Steve e Paul grazie al buon liquore avevano recuperato parecchio calore in corpo. Con il padre di Matt Steve parlò del più e del meno per un bel po’. Si raccontarono delle rispettive carriere e Paul scoprì un Steve Patterson con   un buon  carattere calmo e riservato,  come lo era lui e il suo ultimo genito Mattew. Risero molto sul fatto che le donne presenti in quella casa quella sera fossero davvero micidiali. E che in mezzo a loro nessun essere umano di sesso maschile avrebbe avuto la meglio. Paul invece  si ricredette. Aveva avuto l'impressione che Paul Bennet fosse un tipo freddo e scostante, per niente interessato alla famiglia, invece scoprì che era una persona cordiale, semplicemente tranquilla. L'opposto della moglie che sembrava attaccarsi ai minimi particolari. Paul non fece domande troppo intime su di lui e Fanny,  non  era nel suo carattere ma inevitabilmente si andò al discorso protezione verso i familiari.
«... io potrei passare sopra ad ogni cosa, tranne al fatto che si possa danneggiare la vita dei miei figli. Loro solo la cosa più bella e preziosa che Dio mi ha dato,  e nessuno ... niente dovrà rovinare la loro vita. Qualsiasi sia il problema, la soluzione deve essere  ottimale e non peggiorare la situazione...»
Chissà perché quelle parole restarono impresse nella mente di Steve per tutto il tempo. E si capiva che Paul parlava serenamente, senza lanciare sottili minacce. Era un uomo tranquillo,  giusto ed  equilibrato.
Doreen  era nervosa e, coordinata da una raggiante Fanny, stava predisponendo la camera degli ospiti per Steve. Paul aveva ufficialmente invitato lui  e Valery a casa loro, uscire con quel tempo era improponibile.  Lei non aveva potuto obiettate, sua figlia era saltata su come una molla felice come non mai e Valery anche. Matt e Steve invece si sbirciavano ma non fecero una piega.
Fanny era al settimo cielo,  era felicissima per il fatto  che avrebbe avuto il suo fidanzato in casa quella notte. La signora Bennet volle ribadire il concetto.
«Ovviamente ... Fanny  tu starai  buona in camera tua, ok? Terrai compagnia a Valery ... sarebbe sconveniente che Matt e lei dormissero insieme una volta appurato che non stanno insieme!»
La ragazza la guardò storta. Le madre le sembrava assurda. Era rimasta con idee antiquate e retrograde. Ma era troppo felice per litigare.
«Ti ho già lasciata decidere come organizzare le cose, mi pare no? E ... comunque, mamma,  ti ho già detto che sotto questo tetto farò la brava bambina ... ma credi che con Steve l'altra sera a casa sua ci siamo raccontati le favole?»
Doreen la fissò avvilita.
«Tesoro resta il fatto che lui sembra ... no, anzi,  è meno legato a te ... come invece lo sei tu nei suoi confronti!» Doreen non riuscì a trattenersi.
Fanny scosse la testa e  mise le mani avanti.

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