26 settembre 2015

In un libro #1 Il Ritratto di Irene Milani (Romance)

"In un libro" è una rubrica che consente agli autori di presentare la propria opera tramite estratti accompagnati da immagini, e al lettore di saggiare il testo dello scrittore.
Gli autori interessati mi contattino scrivendo a peccatidipenna @ gmail.com (senza spazi) indicando come oggetto la rubrica "In un libro": occorrono cover, trama (In breve), 5 estatti/citazioni e 5 immagini prive di scritte. Per un bel post si consiglia di inviare immagini dello stesso formato e che seguano lo stesso orientamento (orizzontale, che consiglio; o verticale). I libri devono essere self o editi da case editrici non a pagamento (NOEAP).

L'autrice che oggi ci permette un viaggio nel suo mondo è Irene Milani con Il Ritratto.

Cosa può nascondersi dietro un disegno apparentemente inspiegabile? Quali segreti e bugie può far scoprire l’incontro con un ragazzo misterioso quanto affascinante? È quello che dovrà scoprire Isolde, diciottenne trentina alle prese con le conseguenze della separazione dei genitori, con il trasferimento in una nuova città e in una nuova scuola alla vigilia della maturità, lontana dalle amiche del cuore, e con la prima delusione d’amore. Nonostante il momento difficile saprà reagire e affermare la propria personalità, a dispetto di quanto gli altri vorrebbero imporle, per vivere una vita non schiava dei fantasmi del passato.

Mi avvicinai al torrente e individuai immediatamente la posizione ideale per mettermi a disegnare: una grande pietra levigata rivolta verso valle. Mi sedetti e posai lo zaino accanto a me. Presi l’occorrente e iniziai a fare qualche schizzo: il paesaggio lontano, con il paese e l’Avisio, la radura, un albero che mostrava i primi segni della primavera…





D’un tratto, davanti ad un foglio bianco, cominciai a fare un disegno: il sasso su cui ero seduta, il torrente, gli alberi intorno. Con pochi tratti decisi disegnai il viso dello sconosciuto. Era un ragazzo, con due grandi occhi e i capelli chiari… il suo viso però mi era completamente estraneo, non mi ricordava nessuno che conoscevo.





 : “Non credo che sia il caso… è meglio che io e te limitiamo i nostri contatti all’ambito scolastico.”
Rimasi di sasso, sia per quello che aveva detto che per la freddezza con cui lo aveva fatto. Senza volerlo, gli occhi mi si riempirono di lacrime, così voltai la testa per non dargli la soddisfazione di vedermi piangere, di avermi ferita.
“Continuo a non capire cosa ti ho fatto di male. A scuola mi rivolgi a malapena la parola, evidentemente sopporti questi incontri solo perché sono un obbligo…credevo che potessimo diventare almeno amici…” – bisbigliai quasi senza accorgermene, sempre dandogli le spalle. La mia voce non lasciava dubbi sul fatto che fossi prossima al pianto, nonostante i miei sforzi per controllarmi.


“Sbaglio o è il tuo compleanno?” – rispose lui porgendomi una busta azzurrina, come se il semplice fatto che compissi gli anni servisse per giustificare il fatto che aveva rinunciato all’abituale passaggio di suo fratello, solamente per incontrarmi da sola.
Lo fissai per alcuni istanti, prima di decidermi a prendere quello che aveva in mano. La aprii e vidi una splendida stampa su carta lucida del bacio di Hayez e, per un attimo, gli occhi mi si velarono di lacrime e il cuore perse un colpo. Quando ebbi ripreso il controllo delle mie reazioni, sollevai lo sguardo verso di lui che, a causa dell’affollamento del treno, era ormai vicinissimo al mio viso.
“Cosa significa?” – chiesi, rendendomi conto della stupidità della domanda, ma non potei farne a meno.


Dimentichi solo che le nostre famiglie sono nemiche mortali, nel vero senso della parola” – ribattei. Non avevo nessuna intenzione di parlare di Tristan, il ricordo del sogno del bacio era ancora troppo vivo in me perché riuscissi a farlo serenamente, con distacco.
“Come Giulietta e Romeo! – esclamò lei di rimando – è estremamente romantico!”
“Ti devo ricordare come finisce la storia? – replicai – non ho intenzione di uccidermi con il suo pugnale…”
“Se è per questo ti sfido anche a trovare uno speziale – disse lei ridendo di gusto, seguita a ruota da Alice e Cecilia. Si stavano letteralmente sbellicando dalle risate, mentre io non ci trovavo assolutamente niente di divertente.
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