29 maggio 2015

Pagina 69 #12 Die in Paine

Secondo Marshall Mc Luhan, per decidere se comprare un libro, bisogna affidarsi alla pagina 69. 
Se quella pagina ci catturerà, allora, molto probabilmente piacerà anche tutto il libro.
Con questa rubrica, Pagina 69, darò spazio alla pagina 69 degli autori che si proporranno.
 

Cari peccatori in tema di peccati ecco un romanzo combattuto tra angeli e demoni, vi lascio alla pagina 69 di Die in Paine di Jessica Gelmotto.
Disponibile su amazon.
Lui mi affiancò e mi fermò la mano. «Non questa volta, Paine. Se fosse una trappola ci prenderebbero entrambi. Tu resta qui e continua le ricerche sull’ospedale psichiatrico. Io vado e torno con Emma. Qui sarà al sicuro, poi andremo a prendere quei bastardi e scopriremo perché ci vogliono morti.» «È un’idea pessima e un piano di merda, Riot. Sei consapevole che è una trappola, vero?» «Lo so benissimo, ma non posso lasciare Emma e il nostro bambino da soli. È il mio compito come marito e padre.» Mi grattai gli occhi e lasciai cadere le braccia. Questa volta aveva vinto lui, non sapevo come fermarlo o aiutarlo. Forse sarebbe andato tutto bene, forse ero solo paranoica. Oppure stavo per perdere il mio collega. «Ok, vai prima che cambi idea. Se hai bisogno fai un fischio e ti raggiungo con la moto.» Mi avvicinai a lui e gli diedi un leggero bacio sulla guancia. Lui si staccò e me lo restituii sulla fronte. «Andrà tutto bene, abbiamo visto situazioni peggiori». Era un bugiardo, ma avevo bisogno di sentirmelo dire. Gli diedi una delle mie pistole di riserva e un paio di caricatori, lo spinsi verso l’uscita e lo guardai andarsene. «Stai attento» sussurrai alla porta ormai richiusa. Pregai di vederlo tornare con Emma. A mezzanotte mi alzai dal divano e mi sgranchii le gambe. Avevo trovato una possibile corrispondenza con il luogo in cui tenevano le ragazze: un vecchio ospedale psichiatrico chiuso alla fine degli anni Cinquanta. Fondato nel 1888, il County Poor Farm aveva un reparto psichiatrico che fu abbandonato senza un motivo ufficiale, mentre l’ospedale, ribattezzato “Rancho Los Amigos Hospital”, fu spostato. Da quel momento iniziarono a girare voci di fantasmi e strane creature viste nelle stanze. Questo mito si alimentò nel 2006, quando dei marines trovarono delle parti umane congelate in un freezer all’interno della struttura.

1 commento:

  1. Ho letto molto, di Mac Luhan... mi ricordo la sua riflessione sul libro come estensione corporea, ma questa me la sono persa. La domanda però sorge spontanea: perché??? :-D

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