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13 marzo 2015

Pagina 69 #1 I colori del male

Secondo Marshall Mc Luhan, per decidere se comprare un libro, bisogna affidarsi alla pagina 69. 
Se quella pagina ci catturerà, allora, molto probabilmente piacerà anche tutto il libro.
Con questa rubrica, Pagina 69, darò spazio alla pagina 69 degli autori che si proporranno.
 
“Per decidere se comprare un libro, aprilo a pagina 69”
(McLuhan)


Lidia del Gaudio ci offre la sua pagina dal thriller: I colori del Male, edito da Lettere Animate.

Disponibile su amazon.
La voce è la stessa del sogno che si è appena concluso, è forte, precisa, ma anche dolce e rassicurante. Mi parla dentro e ormai non scompare neppure al risveglio.

Che stai facendo?

Ma chi sei... Coquin?

Resto col piede in aria, incapace di fare un altro passo. L’uccellino sta per terra davanti a me, sembra morto, pronto per essere calpestato. Come ho fatto a non vederlo?
Un sogno é un sogno, si può sognare e spaventarsi, tremare, urlare, trovarsi tra le fiamme, questo lo so, ma so anche che poi ci si sveglia e tutto finisce. Invece, il mio sogno non finisce e non sembra più nemmeno un sogno, la realtà si sta mischiando con la fantasia. Mi chiedo se si può sognare anche da svegli.

Ti sto aspettando, Milo.
Perché?

Tra poco il quadro sarà finito, te lo voglio mostrare.
In realtà non m’importa niente del quadro, ma penso di dover dire grazie a Coquin per avermi salvato dall’uomo del garage.
Ritorna il silenzio e ricomincio da quello che posso. Prendo l’uccellino per la coda, lo butto nel water e tiro lo sciacquone. Poi la porta si apre ed entra il nonno, c’è anche papà, dietro di lui.

“Finalmente ti sei svegliato, Milo, come ti senti?”

Mi sembrano più preoccupati che arrabbiati, meno male. Rispondo che sto bene, ma che ho trovato un uccellino morto. Loro si guardano, poi papà mi mostra il quaderno con la copertina rossa, mi torna in mente che il nonno l’ha scoperto e che non posso più nascondermi. E non saprei che bugie inventare, così su due piedi.

“Allora, vuoi spiegarci da dove viene questa roba e che avete combinato, tu e Daniela?”

Adesso la realtà si stacca nitida, mi cade sugli occhi, penso sia meglio raccontare quello che so, anche se mi sembra tutto così difficile e complicato. Inizio dal garage, la mia voce sembra un sussurro, mi vergogno.

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