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28 giugno 2018

RECENSIONE - L'unico ricordo di Flora Banks di Emily Barr | Salani Editore

L'unico ricordo di Flora Banks di Emily Barr  è un romanzo che ha come protagonista Flora, una adolescente convinta di avere ancora 10 anni; la sua memoria si resetta sempre dopo alcune ore tornando al momento dell’incidente che le ha provocato il trauma, ma questo evento porta anche a molti segreti e problematiche e a una famiglia divisa, compromessa dal nefasto evento. 
La protagonista come preannunciato è convinta di essere una bambina anche se ha 17 anni, ma quando il ragazzo della sua migliore amica la bacia e le dice frasi importanti  quel ricordo, al contrario del resto, si fissa nella sua mente portandola a comportamenti talvolta insani, talvolta estremamente intrepidi, nonostante la chiara disabilità. Chiamiamola forza dell'amore.

Difficoltà o meno, Flora riesce a superare ogni cosa e a fare ciò che anche una ragazzina normale avrebbe difficoltà a compiere: un viaggio da soli ad esempio. 

Il personaggio di Flora fa tenerezza e a tratti spaventa perché lontana dalla sua quotidianità diventa mentalmente instabile è sempre più confusa, ma per fortuna sul suo cammino trova persone gentili che l’aiutano nel suo percorso di crescita e consapevolezza. Qualcosa che forse realmente non accadrebbe.
Flora non è l’unica della sua famiglia a star male ma c’era che suo fratello ad avere seri problemi e in fondo anche uno dei suoi genitori che, inconsapevolmente, tende a danneggiare la figlia. 
L'unico ricordo di Flora Banks ha un registro semplice ed è veloce da leggere, intriso di pena e di dolcezza. L’incipit, devo ammettere, mi aveva fatto pensare al peggio, ma fortunatamente niente di tragico o irreparabile, mi sono trovata davanti situazioni intricate ma non drammatiche.
  
Il testo a volte appare ridondante perché la protagonista tendendo a riformulare gli stessi pensieri ci costringe a rileggere gli stessi passaggi, una nota che può sembrare negativa ma che in realtà contribuisce alla caratterizzazione del personaggio del quale seguiamo le vicende tramite la narrazione in prima persona. Il personaggio di Flora è unico ed è il principale, un elemento totalizzante, non esistono co-protagonisti.
L'unico ricordo di Flora Banks mi è piaciuto, una lettura particolare.

TRAMA

Flora Banks, diciassette anni, non ha la memoria a breve termine. I suoi ricordi si sono fermati a quando aveva dieci anni: da allora, dopo che una malattia le ha colpito il cervello, deve continuamente fissare i momenti che vive, scrivendoli su un quaderno, su post-it, oppure direttamente sulle mani e sulle braccia. Quello che sa di sé è che mamma e papà le vogliono bene, così come Jacob, il suo adorato fratello maggiore, e che Paige è la sua migliore amica, quella che si prende cura di lei nel difficile mondo esterno. Ma una sera, durante una festa, Drake, il ragazzo di Paige, la bacia sulla spiaggia e stranamente questo ricordo non svanisce come gli altri. Flora ricorda il bacio, ricorda le parole di Drake, ricorda ogni singolo istante di quell'episodio. Possibile che Drake sia l'artefice del miracolo? Peccato però che il ragazzo sia partito per studiare in Norvegia. Flora non ha dubbi: deve raggiungerlo, solo così potrà capire veramente chi è e cominciare a vivere davvero. Ma come può fidarsi degli altri se non può fidarsi nemmeno di se stessa?

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