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19 aprile 2018

INTERVISTA - Simona Cremaschi e Alla sorgente del tempio

Cari peccatori, oggi vi presento Simona Cremaschi. Conosciamola meglio...

Simona Cremaschi nasce a Bergamo nel 1978. I suoi studi l’hanno condotta verso il mondo della moda, ma la passione per la scrittura è sempre stata presente. Leggere e scrivere sono l’ossigeno della sua esistenza. È durante i viaggi che trova l’ispirazione necessaria, per creare i personaggi e le ambientazioni per le sue storie. Appassionata alle popolazioni antiche, cerca nel passato le risposte al presente.



Benvenuta su Peccati di Penna, Simona! Quando hai scoperto la passione per la scrittura?
Ciao, grazie per avermi accolto nel tuo blog. La passione per la scrittura è iniziata quando da bambina cominciai a scrivere il mio primo diario segreto, purtroppo disperso nella nebbia del tempo; ma ne ho ancora uno del periodo della scuola media e uno delle superiori. Ero una bambina timida e riservata, quasi invisibile, e scoprii presto che la migliore arma per esprimermi era la penna, oggi direi la tastiera del portatile. Un giorno il mio professore di italiano in terza media lesse in classe alcuni estratti di un mio tema e davanti a tutta la classe e disse: “Se lo vorrai, da grande potrai fare la scrittrice!” Questa frase torna a risuonare spesso nella mia mente, come incoraggiamento, quando le cose sembrano non decollare. Per mancanza di tempo però la scrittura negli anni si è trasformata in un’istintività trattenuta. Questa necessità di esprimermi ha trovato libero sfogo solo negli ultimi 7 anni.

Quale è stato il tuo primo testo?
Il mio primo romanzo edito, dal titolo “Sentieri di luce”, ambientato in Messico, un paese in cui sono stata e che amo alla follia. La trama ruota intorno alla profezia dei Maya, un popolo per cui nutro una forte attrazione e la cui storia mi affascina da sempre. Si tratta però di un romanzo su cui desidero apportare migliorie e cercare di ripubblicare.

Quale genere letterario ti è più affine? Quale invece non riesci a leggere e/o a scrivere?
Adoro i romanzi d’avventura dell’autore americano Clive Cussler, la saga dell’Egitto di Wilbur Smith, alcuni libri di Dan Brown. Sono questi autori che hanno influenzato maggiormente la mia scrittura. Non riesco assolutamente a leggere i saggi di filosofia, ma per il resto le mie letture spaziano dalla letteratura giapponese di cui sono ghiotta e che adoro, a quella americana, inglese e sudamericana. Per via dei contenuti che si scostano troppo dalla realtà, credo mi sia precluso scrivere i fantasy. Ma chi lo sa, nella vita tutto può succedere!

Quale è stato il tuo percorso verso la pubblicazione?
Ho stilato una lista di case editrici e ho spedito il manoscritto. Mi sono armata di tanta pazienza e, come altri colleghi, sono rimasta sospesa nel limbo della speranza di ricevere un riscontro positivo, nel mio caso per 13 lunghi mesi, controllando spesso, anche più di una volta al giorno, la posta elettronica. Quando ormai non ci speravo più, è arrivata la tanto agognata proposta da parte della casa editrice Lettere Animate, che ringrazio per aver creduto nel potenziale del romanzo.

Come è nata l’idea di “Alla sorgente del tempio”? Cosa ti ha ispirato?mio primo viaggio nella capitale francese. Amo definire la mia scrittura di tipo impressionista. Infatti mi sono ritrovata di fronte alla fontana Stravinskij in un momento particolare del giorno, con una certa luce, ed è venuta a crearsi una sorta di alchimia fra me e quel luogo, che mi ha suscitato particolari emozioni che, una volta a casa, ho trasferito su carta. Successivamente ho visto un servizio che parlava delle prodezze di questi Catafili che, infischiandosene della legge, scendono nel sottosuolo parigino correndo molti rischi. Ero rimasta così affascinata da promuovere i miei personaggi maschili a quel ruolo. La storia è rimasta ferma per anni, finché 7 anni fa ho avuto l’occasione di frequentare un corso per principianti di scrittura geroglifica egizia, al Civico Museo Archeologico di Bergamo e qui mi si è aperto un mondo di nozioni, frutto di ritrovamenti archeologici che non conoscevo. A quel punto non mi rimaneva che assemblare la storia. È un testo contestuale, nato in un luogo tenendo conto della sua storia.
Conosciamo veramente la natura di ciò che osserviamo o ci limitiamo all'apparenza senza andare in profondità? Denise è una giovane provinciale nata e cresciuta nella tediosa campagna francese, a due settimane dal matrimonio decide di partire per schiarirsi le idee. Sceglie Parigi per un viaggio spensierato ma, travolta dalla tempestività degli eventi, s'imbatterà in Alan. Lui fa parte di uno dei tanti gruppi di Catafili che la notte sfidano le autorità, andando alla ricerca di tesori seppelliti in passato e mai trovati. Denise riuscirà a entrare nel gruppo, abbandonando l'opulenta superficie per strisciare nelle sue interiora, scoprendo un mondo a sé che inizia dove la città sembra finire.
Quanto c’è di te in questo testo?
Sono presenti alcune sfumature del mio carattere, prima fra tutte la medesima voglia della protagonista femminile di cimentarsi in nuove avventure.

Hai mai affrontato il “blocco dello scrittore”? Come lo hai superato?
Sì, a volte capita e, quando si presenta, abbandono l’incedere della storia e mi dedico a migliorarne lo stile, finché l’ispirazione non ritorna. Scrivo per emozioni, l’umore influenza spesso il mio avanzare. Però il blocco non è un vincolo invalicabile e non mi è mai capitato di non riuscire a terminare un’opera.

Cosa vuoi comunicare con il tuo romanzo “Alla sorgente del tempio”?
Desidero lanciare un messaggio preciso, ovvero di non fidarsi mai del colpo d’occhio, perché prima di guardare bisogna sapere, per essere consapevoli di ciò che stiamo guardando. Spesso siamo frettolosi nel giudicare, limitandoci all’apparenza senza andare in profondità. Questo atteggiamento ci preclude di attribuire il giusto significato a ciò che ci circonda.

Cosa pensi del Self- Publishing?
In realtà non l’ho mai preso in considerazione. Mi piacciono le sfide e considero questo tipo di pubblicazione una facile scorciatoia. Preferisco proporre le mie opere alle case editrici, perché ricevere un sì è una grande vittoria.

Quali sono i tuoi progetti futuri?
Dopo due storie avventurose, ora sto scrivendo un romanzo rosa. Non è il genere con cui mi piace esprimermi, sono più portata per l’azione, ma del resto anche in una storia d’amore può esserci un po’ di trambusto.

Grazie a Simona per averci dedicato il suo tempo. In bocca al lupo e buona scrittura!

3 commenti:

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