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15 gennaio 2018

FILM - Voldemort: Origins of the Heir

Arriva il mio commentino su Voldemort: Origins of the Heir un fan film a basso budget (quindicimila dollari) di produzione italiana non associato alla Warner Bros e al loro capitale, o alla Rowling.
La Tryangle films si è decisamente lanciata in un progetto ambizioso.

Fonte immagini pagina Facebook Voldemort: Origins of the Heir
Voldemort: Origins of the Heir è un film che (come da titolo) parla della nascita di Voldemort aprendo una parentesi sugli eredi delle casate: Grifondoro, Tassorosso, Corvonero, Serpeverde.

Molti, come me, si aspettavano qualcosa di più sul percorso di Voldemort ma, ovviamente, il film non essendo  la trasposizione di un testo già scritto avrebbe necessitato di una storia inventata di sana pianta con molti più elementi, situazioni, personaggi, e nella pratica si sarebbero dovuti ricostruire luoghi e ambientazioni molto più complesse (ricordiamoci che il film non ha i finanziamenti della WB). Quindi, prima di rimanere delusi e criticare aspramente quanto visto, bisogna anche pensare che con poco la Tryangle films è riuscita a creare tanto. Io, a dire la verità, di fantasy in Italia così ben fatti non ne ho visti fino a ora, al massimo erano caricature del fantasy (per esempio la serie SIRENE della Rai).

Il film è impostato con l'espediente del racconto e si avvale dei flashback, un'ottima soluzione per godere di certe libertà in fase di produzione. La trama unisce elementi conosciuti (inseriti nei libri della Rowlig) ed elementi inventati che risultano credibili e si fondono con la storia madre.

I personaggi inventati li ho trovati ben scelti e delineati ed è stato facile affezionarsi a loro. I giovani ragazzi che hanno interpretato gli studenti di Hogwarts li ho visti perfetti per il ruolo. Per dirla in modo grezzo: hanno azzeccato le facce. 


Forse proprio per questo sarei voluta rimanere nella scuola e seguire passo passo Tom e i suoi compagni...  che poi non erano davvero amici, Tom in loro vedeva solo dei mezzi per arrivare a un fine: i cimeli delle casate. Fateci caso, nel film quando Tom era con loro, in qualche modo era sempre distante sia fisicamente che mentalmente.

Pesonaggio al centro del film è Grisha erede Grifondoro con una mezza cotta per Tom. la ragazza cerca in tutti i modi di spingerlo nella direzione giusta e penso fosse l'unica ad avere una sorta di legame con lui che, anche se asociale e anafettivo, subisce in qualche modo l'influenza di alcuni rapporti. Infatti, lo vediamo in due scene a tu per tu con Grisha e in seguito ha una reazione forte davanti al medaglione della sua casata.
Grisha è emotiva, combattiva, solare, è un bel personaggio femminile.

 Wiglaf, l'erede di Corvonero ha la parte del capo saggio, il mediatore del gruppo, di lui vediamo poco, ma si comprende immediatamente quale sia la sua indole.

Lazarus Smith è quello che nel racconto è ben presente ma che nei fatti si vede poco, infatti non c'è la sua versione adulta come invece succede per gli altri tre eredi. Il giovane Lazarus è il classico esaltato ma sfigato, vuole dire e fare ma trova di mezzo il mare. L'erede di Tassorosso è l'elemento divertente del gruppo e, poverello, ha una cotta per Grisha. Ma come può competere con Tom Marvolo Riddle?
Tom Riddle è il personaggio più carismatico, emana sicurezza, presunzione, potere. Ha già tutto un piano in mente e nessuno se lo aspetta... nessuno degli eredi, noi oltre lo schermo aspettavamo solo lo mettese in atto.
Gli attori sono stati bravissimi. Stefano Rossi e Aurora Moroni li ho amati.
Questi quattro interpreti vorrei proprio rivederli nelle uniformi di Hogwarts. Senza nulla togliere agli adulti del film, dalla Grisha adulta al General Makarov, ma i giovani quattro eredi mi hanno conquistata.

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Passiamo alle ambientazioni: fantastiche, curate, credibilissime, richiamavano bene quelle già viste nei film. La scelta di girare delle scene nella stanza delle necessità mi è piaciuta tantissimo, hanno sfruttato bene un elemento a loro disposizione e ogni dettaglio, ogni elemento, esprimeva ricerca e cura. Complimentoni alla scenografa. Bella anche la fotografia e da profana  posso dire di aver apprezzato anche le riprese, i movimenti e il focalizzarsi sugli occhi (gli occhi sono lo specchio dell'anima, no?).

Gli effetti speciali li ho trovati davvero ben fatti, ovviamente sono solo una spettatrice ma chi li critica forse dovrebbe andare prima a guardarsi Shadowhunters su Netflix (lì i capitali non mancano eppure gli attori, i dialoghi e gli effetti sono pessimi).  Le scene d'azione sono state fantastiche e gli incantesimi ben realizzati. I movimenti, le luci, i colori, non ho trovato nulla di stonato. 

La storia è forse povera di contenuti, si è preso il conosciuto, si è trovato un collante e si è messo insieme. A fine film mi sono sentita insoddisfatta, ma non delusa. Un'insoddisfazione nata dalla voglia di vedere di più. Sono rimasta affascinata, mi sono appassionata, innamorata di alcuni elementi e tutto si è concluso troppo presto. Una serie TV con gli eredi la vedrei volentieri.

La nota dolente è il doppiaggio. Nonostante mi sia piaciuto vedere il film in inglese con i sottotitoli in italiano, le voci sembravano quasi un elemento a parte rispetto alle immagini, come un copia e incolla imperfetto. 

Il finale? Personalmente non è stato totalmente un colpo di scena, ci sono stati degli indizi. Grisha adulta con le sue parole e alcune espressioni mi ha portato verso una quasi giusta previsione. Comunque, un bel finale che lascia un po' di malinconia.  

Detto ciò, guardatelo e fatevi un'idea. Il fantasy è fattibile con buoni risultati anche per noi italiani. Voldemort: Origins of the Heir anche se con qualche difetto lo vedo come un passo in avanti verso un cinema più vicino a quello americano e più internazionale.
In conclusione, film promosso con tutto il cuore.

2 commenti:

  1. Anche se ho letto altrove che non rispetta totalmente quello che ha scritto J.K Rowling, questo film mi sembra interessante. Grazie per la segnalazione!

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    Risposte
    1. C'è una scena che non rispetta quanto scritto dalla Rowling... una "licenza poetica", non ricordo ora il motivo del suo inserimento ma è voluto e consapevole :)

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