30 giugno 2017

PAGINA69 #99 - L’anatema dei sette peccati di Davide Fresi | Self

 
Secondo Marshall Mc Luhan per decidere se comprare un libro bisogna affidarsi alla pagina 69. Se quella pagina ci catturerà, allora, molto probabilmente ci piacerà il libro.
Pagina 69 da L’anatema dei sette peccati di Davide Fresi.

Qualche giorno dopo l’altisonante presentazione di Polibio e Fedro al cospetto della corte, avvenne nuovamente ciò che essi avevano preannunciato. Era quella una mattina in cui il sole, promettendo ogni bene, splendeva in un cielo all’apparenza privo di confini. Ma la tragica realtà che allora prese vita tradì senza alcun riguardo ciò che l’astro, con il suo carico di luce, sembrava voler assicurare. I roghi si perdevano a vista d’occhio. Una moltitudine di corpi era straziata da fiamme inarrestabili. All’alba, intere famiglie furono sorprese dal sanguinario flagello, mentre ancora indugiavano nelle proprie abitazioni. Quelle dimore, che avrebbero dovuto essere per loro dei rifugi dalle quotidiane tribolazioni, si trasformarono in trappole mortali dalle quali non poterono in alcun modo sfuggire. A tal punto fu beffarda la sorte. I morti si contarono a migliaia. Molti di più furono coloro i quali persero tutti i loro beni, ritrovandosi in una desolante miseria. Certo, Polibio si chiese perché Tiberio, che sapeva ciò che era prossimo ad accadere, non avesse impedito, per quanto era possibile, una simile catastrofe. Anzi l’aveva attesa ardentemente apprezzandone i successivi risvolti. L’imperatore non era stato capace di vedere al di là dei propri frivoli interessi. E infatti, quando sopraggiunse presso il palazzo imperiale l’infausta notizia, un fremito ne pervase le membra al pensiero di ciò che ne sarebbe seguito. Neanche quando assistette alle drammatiche testimonianze dei sopravvissuti, si rese conto del grave delitto di cui si era macchiato, obbedendo a un scellerato egoismo. Subito Tiberio fece convocare i mercanti per informarli dell’avvenimento. Quando furono alla sua presenza, non esitò a manifestare la trepidazione che lo animava per l’avveramento della seconda profezia: - Sono veramente ammirato del carisma che manifestate di possedere. È avvenuto nuovamente ciò che avevate predetto. Infatti all’alba si è sviluppato presso il monte Celio un devastante incendio che ha seminato ovunque morte e distruzione. Mi inchino davanti a voi. Mi domando ancora una volta da dove attingiate simili precognizioni… Cosa ci riserva ora il futuro?

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