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29 giugno 2017

FOCUS ON #13 - Ulfhednar war. La guerra dei lupi di Alessio Del Debbio | Personaggi

Nuovo appuntamento con la rubrica Focus On, oggi approfondiremo i personaggi di Ulfhednar war. La guerra dei lupi di Alessio Del Debbio edito Il Ciliegio Edizioni, ovvero: Ascanio e Daniel (i due protagonisti) e l’Ombra (uno degli antagonisti), pronti?

 Nome: Ascanio (Ax, per gli amici).
Età: 29 anni all’epoca di “La guerra dei lupi”.
Segni Particolari: discende da una stirpe di officianti della Madre Terra.

Ruolo: protagonista principale del romanzo “La guerra dei lupi”.

Caratteristiche: introverso, non ama il contatto umano, preferendo quello con la natura, che ha imparato ad ascoltare e a comprendere nel corso degli anni. Ha pochi amici, ma buoni, validi, che cerca di proteggere dalla cattiveria del mondo, e anche dalla verità. Per loro, per difendere coloro che ama, è disposto a tutto, anche a dare la vita. La scoperta del baule del suo antenato e l’incontro con Daniel gli aprono le porte della sua nuova vita.

Biografia personaggio: Ascanio nasce a Viareggio il 1 febbraio 1982, dopo un parto difficile e prematuro. La madre muore dandolo alla luce e Ascanio continua a tormentarsi per averla uccisa. Cresce assieme a Gigi e Gianni, suoi amici storici di infanzia, si iscrive a Sociologia all’Università di Pisa, scontrandosi con l’ottusità dell’ambiente accademico che lo deride per la sua tesi sullo Sciamanesimo nelle comunità della Garfagnana e dell’Appennino. A vent’anni scopre il baule di Aristide, padre di sua nonna, contenente tutti i suoi diari e i suoi grimori e inizia a praticare il seidhr (la magia) da solo, con scarsi risultati all’inizio. Sarà l’incontro con Daniel e la scoperta del mondo celato nell’ombra a dare una svolta alla sua vita, a dargli finalmente un motivo per cui andare avanti.

Curiosità non espressa nel testo: la scelta del nome non è casuale. Ascanio è il figlio di Enea, sopravvissuto alla caduta di Troia, sopravvissuto all’incendio che ha raso al suolo l’epica città.
“Gli eroi non esistono. Sono dei martiri, dei bugiardi, dei mentitori del cuore. Sono dei fanatici, disposti a rinunciare a tutto pur di proteggere coloro che amano. Persino a rinunciare a loro.”
Era pronto lui a fare altrettanto?
Commento dell’autore sul personaggio: Ascanio è un eroe recalcitrante, uno di quelli che non vuole essere un eroe, non vorrebbe neppure essere al centro dell’attenzione. Sta bene da solo, sta bene con se stesso (e con i pochi amici che ha) e vorrebbe che quell’equilibrio non cambiasse. Eppure, quando il nuovo Alfa del Vello d’Argento e l’ombra minacciano i propri cari, non esita a combattere, a tirar fuori i denti, a sporcarsi le mani e a lottare in prima linea, disposto a tutto, convinto che quello sia il suo compito, il motivo della sua esistenza. Apprezzo la sua determinazione, anche se dovrebbe evitare di immolarsi con troppa facilità.

Nome: Daniel.
Cognome: Rivieri.
Età: in termini umani sono 111. Ma a 26 anni è diventato un ulfhedinn, per cui l’invecchiamento del suo corpo si è ridotto. Ogni mese umano per lui è come un giorno, per cui è come se avesse trent’anni.
Segni Particolari: ulfhedinn di Odino, ossia è un guerriero lupo, in grado di mutare da uomo a lupo.

Ruolo: secondo protagonista maschile del romanzo “La guerra dei lupi”, compagno di Ax.

Caratteristiche: ulfhedinn di Odino. Nel branco del Vello d’Argento è l’ultimo arrivato, è l’Omega, colui sul quale si sfoga il resto del branco. Per anni sopporta soprusi e angherie, perché sa di avere una casa, una famiglia, un posto sicuro dove tornare sempre e perché i suoi compagni sono fratelli a cui è legato da un patto di sangue. Dopo lo sfaldamento del branco sarà perso, allo sbando, in fuga con la sorella in un’Italia ostile, costretti a nascondersi dai cacciatori e a ricominciare. Di nuovo. Imparerà col tempo che non si può sempre fuggire.

Biografia personaggio: nasce nel 1890 in un paesino dell’Appennino Emiliano. Durante la Prima Guerra Mondiale viene arruolato, ma diserta e fugge, inseguito dai militari e dall’odio e dal disprezzo del padre, cercando riparo tra le boscose montagne dell’Appennino. Là incontra il branco del Vello d’Argento e decide di restare con loro, trovando finalmente una famiglia che lo sostenga. Tornerà indietro soltanto una volta, per recuperare sua sorella e portarla con sé. Lui e Marina rimarranno insieme per tutto il Novecento, anche dopo la morte dell’Alfa e lo scioglimento del branco. Agli inizi del nuovo secolo si imbatte in Ascanio, che lo salva da due cacciatori di frodo, innamorandosi di lui e dando inizio a una nuova fase della sua vita.

Curiosità non espressa nel testo: il suo vero nome è Daniele, ma decide di cambiarlo durante il rito che lo muta in ulfhedinn, per dire addio alla sua vecchia vita, che non gli aveva dato altro che dolore, per dare un taglio al passato e iniziare una nuova e più completa esistenza.
«Se Marina non fosse rimasta al mio fianco e se non ti avessi incontrato, anch’io sarei uno di loro. Una vita solitaria, senza affetti né certezze, una vita in fuga, nessuno la merita.» (Daniel)
Commento dell’autore sul personaggio: Daniel è un personaggio particolare, perché per buona parte della sua vita è fuggito. Dalla guerra, dalla sua famiglia, dai cacciatori, dalla violenza del branco e del mondo. Eppure, come Ascanio, anche lui è un sopravvissuto, anche lui sa tirar fuori gli artigli quando è necessario.
In lui convivono due nature, umana e bestiale, uomo e lupo, eppure non è forse così per tutti noi? Non siamo tutti bestie che attendono di risvegliarsi e mostrarsi per quello che sono? Mi è piaciuto riflettere su questo tema, servendomi di questo personaggio.


... infine

Nome: ne ha avuti tanti e nessuno. Del resto, i nomi servono per distinguere le cose, lui è unico e non ne ha bisogno. Per comodità, chiamiamolo l’Ombra.
Età: indefinita. È apparso in Italia nella seconda metà del Sedicesimo Secolo, sui Monti Sabini.
Segni Particolari: officiante molto potente, allievo di Giordano Bruno, negromante.

Ruolo: antagonista e nemesi di Ascanio in “La guerra dei lupi”.

Caratteristiche: potente negromante, in grado di piegare a sé le forze della natura, di servirsene e violentarle. Non guarda in faccia a nessuno pur di raggiungere i propri obiettivi, neppure ai sentimenti, che ha abbandonato secoli addietro. È abile a nascondersi, a non farsi trovare, ed è sostenuto da una poderosa forza di volontà e di rivalsa che gli ha permesso di sopravvivere persino alla morte.

Biografia personaggio: la storia dell’Ombra inizia nella seconda metà del Sedicesimo Secolo quando, ancora bambino, viene trovato e salvato da una vita di stenti da un uomo, un officiante girovago che tutti consideravano un ciarlatano. Da lui apprende i primi rudimenti del seidhr, ma ben più impegnative e interessanti lezioni saranno quelle che riceverà da Giordano Bruno. Dopo la morte del suo mentore, il suo animo si oscura e scivola verso gli abissi abietti dell’Ombra. Poi la sua storia si confonde con la leggenda e il suo nome riesce ad attraversare i secoli, provocando ansie e timori in chi lo udiva.

Curiosità non espressa nel testo: l’Ombra assume varie identità nel corso dei secoli. Ogni nome è stato scelto con attenzione, in riferimento a qualche mito, leggenda o figura locale. Ad esempio, nel Settecento francese si faceva chiamare Renart, come la volpe burlona delle leggende francesi.
«Luce e ombra si affrontano ciclicamente, poiché nessuna può esistere senza l’altra. Cosa sarebbe l’ombra senza la luce a generarla? E come può apprezzare la luce chi non ha mai navigato negli oscuri abissi della notte? In tutte le culture, lo scontro si ripresenta a cicli alterni. Per i tuoi antenati norreni, il sole e la luna erano inseguiti da due giganteschi lupi, Skoll e Hati, destinati a rincorrerne i carri fino al giorno di Ragnarök, quando se ne sarebbero nutriti, precipitando il mondo nelle tenebre. Ma dopo il crepuscolo degli Dei un nuovo mondo sarebbe sorto e la vita ricominciata. Diversa ma ugualmente pulsante. Per gli Egizi lo scontro tra luce e ombra si consumava nell’eterna lotta tra Amon Ra, Dio del Sole, e il serpente Apopi, simbolo del caos. Per i greci nel passaggio da una generazione cosmica all’altra, dagli Dei ancestrali ai Titani, da Crono a Zeus e agli Olimpi, in una concezione ciclica dell’esistenza tesa a garantire l’equilibrio del mondo. A te, Ascanio, ultimo degli officianti, spetta il compito di fronteggiare il caos in questo scorcio del tempo cosmico. Compito arduo e impegnativo, poiché sei giovane e inesperto mentre il tuo avversario è potente e deciso a non farsi sconfiggere. Non stavolta. Posso assicurartelo, ragazzo, Faust darà fondo a ogni stilla di energia pur di conseguire ciò che si è prefissato.» (Johanna parla dell’Ombra)
Commento dell’autore sul personaggio: l’Ombra è un personaggio interessante, non il solito cattivo che vuole distruggere il mondo. Lui persegue obiettivi squisitamente personali, non necessariamente “malvagi”, sebbene, nel perseguirli, si ritrovi a pestare i piedi ad Ascanio e ai suoi amici, incontrando la sua ostilità. Ammiro la sua perseveranza, la forza di volontà che gli ha permesso di resistere per tanto tempo, anche nell’oscura prigione di solitudine che si è creato. Lo ammiro e al tempo stesso lo compiango, perché tutto ciò che ha, o non ha, è soltanto frutto delle sue scelte.

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