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26 maggio 2017

INTERVISTA - Silvia Brindisi e Chi parla poco ha gli occhi che fanno rumore

Nuova intervista! Su Peccati di Penna: Silvia Brindisi e il suo romanzo: Chi parla poco ha gli occhi che fanno rumore.

Sono nata a Roma il 26 settembre 1980. Amo la mia città. Ho diverse passioni tra cui scrivere, leggere e viaggiare. Nel marzo del 2010 mi sono laureata in educatore professionale di comunità presso l’Università di Roma Tre. Ho svolto diverse esperienze lavorative e vari tirocini formativi in molti settori del sociale e tuttora lavoro con minori disabili all’interno delle scuole. Nel 2009 ho pubblicato un saggio di carattere scientifico all’interno del libro “Prevenzione e qualità della vita. Il ruolo degli educatori nel lavoro con i minori” edito Kappa edizioni. Mentre a fine 2015 ho pubblicato il mio primo libro per bambini “amicizie magiche”, con poche ed intense favole, unite tutte dal valore dell’amicizia. A luglio 2016 ho un vinto un diploma di merito, al Concorso Internazionale Letterario di Sarzana con il libro “Chi parla poco, ha gli occhi che fanno rumore” edito LFA Publisher di Napoli. A marzo 2017 è stato pubblicato un libro a fumetto “Wedding in love”, che è stato anche al Comicon di Napoli.
Quando hai scoperto la passione per la scrittura?
Ho sempre scritto sin da adolescente e ho coltivato negli anni questa mia passione e sono stata felice di averlo fatto fino ad oggi.

Qual è stato il tuo primo testo?
Il primo testo è stato un saggio scritto legato al mio lavoro, ovvero educatrice professionale di comunità. Dove ha parlato della vita del carcere, della comunità e di quanto sia anche possibile riprendersi in mano la propria vita.

www.SilviaBrindisi.it.
È contenuto all'interno di un libro , scritto con altri colleghi chiamato “ Prevenzione e qualità della vita. Il ruolo degli educatori nel lavoro con i minori “ nel 2009.

Quale genere letterario ti è più affine? Quale invece non riesci a leggere e/o a scrivere?
I generi letterari a me affini sono diversi, dai romanzi che raccontano tematiche attuali, storici a quelli introspettivi.
Non riuscirei mai a scrivere o leggere dei libri horror, romantici.

Come è stato il tuo percorso verso la pubblicazione?
Dopo quel saggio ho pubblicato nel 2015 un libro di favole per bambini, chiamato “ Amicizie magiche” mentre a settembre del 2016 ho pubblicato un altro libro che si chiama Chi parla poco ha gli occhi che fanno rumore con la casa editrice LFA Publisher no profit di Napoli.
Questi due libri li ho pubblicati con due case editrici diverse, soprattutto il secondo libro sono stata felice che sia stato pubblicato senza avermi chiesto nessun tipo di contributo.

Come è nata l’idea di Chi parla poco ha gli occhi che fanno rumore? Cosa ti ha ispirato?
Questo libro è nato mentre giravo per la mia città e vedevo persone in difficoltà come i senza fissa dimora vivere per strada.
È una realtà che c'è sempre stata ho voluto parlare e raccontare cosa si possa vivere e quanto sia difficile vivere quelle situazioni.
Ho voluto scrivere questo libro per ricordare a tutti che nessuno in più se in difficoltà deve restare solo, che bisogna ricordarsi i valori veri e semplici che ci sono, come l'aiutare gli altri, superare i pregiudizi e a volte anche un semplice incontro può cambiare la vita delle persone con poco.

Quanto c’è di te in questo testo?
C' è un bel po' di me in questo testo e ne sono felice, spero di aver trasmesso le emozioni che ho provato nello scriverlo e che sia piaciuto.

Hai mai affrontato il “blocco dello scrittore”? Come lo hai superato?
Non mi è mai capitato il “ blocco dello scrittore ”, mi è successo di prendermi del tempo per decidere cosa e quando scrivere. Tutto dev'essere fatto seguendo le proprie emozioni, le proprie idee e sensazioni, senza forzarsi ad ogni costo e soprattutto scrivere senza avere fretta.

Cosa vuoi comunicare con il tuo Chi parla poco ha gli occhi che fanno rumore ?
Voglio comunicare che un incontro nella nostra vita come capita nella nostra quotidianità può cambiare la vita. Bisognerebbe essere più empatici verso gli altri senza pregiudizi e che è molto importante confrontarsi e ascoltare le persone ancora di più se in difficoltà.

Cosa pensi del Self-Publishing?
Penso che possa essere utile l'importante che sia gratuito anche se per me è meglio essere seguiti da una casa editrice seria e professionale che possa aiutare di più a far conoscere lo scrittore.

Quali sono i tuoi progetti futuri?
Ho diversi progetti tra cui continuare a far conoscere il mio libro tramite vari eventi, ospitate in radio e con interviste, anche fuori Roma ma sto lavorando anche ad un nuovo libro.
Mi piacerebbe molto riuscire ad affermai come scrittrice di successo, ma non è facile, ma con tempo e pazienza tutto può succedere.

Grazie a Silvia Brindisi per averci dedicato il suo tempo. In bocca al lupo e buona scrittura!

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