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12 aprile 2017

INTERVISTA - Stefano Labbia e I Giardini Incantati | Talos Edizioni

Salve lettori, nuova intervista sul blog. Ospite di oggi: Stefano Labbia.

Stefano Labbia, classe 1984, è un giovane autore italiano di origine brasiliana. Nato nella Capitale, ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie, “Gli Orari del Cuore” nel 2016 per Casa Editrice Leonida. Al lavoro sulla sua prima serie televisiva originale inglese di stampo teen drama, dal titolo “Fear”, di cui è unico ideatore e sceneggiatore, vive attualmente a Londra. Nel 2017 vedrà alla luce la sua seconda silloge poetica dal titolo "I Giardini Incantati" (Talos Edizioni). Collabora dal 2016 con i portali 2duerighe.com sezione spettacolo (cinema e teatro), MyReviews.it (cinema e libri) e The Freak (autore). Scrive, dal 2017, per "Il Nostro", free press magazine mensile. Ha condotto e curato un programma radio dedicato a cultura, poesia, teatro e musica sulla radio indipendente Deliradio.it. Ha inoltre collaborato alla stesura e all'ideazione di “Rivka” (Serie Italiana - 2016), “Boh” (Sitcom – Distribuita da Extra Tv – Idea, regia e sceneggiatura - 2016), “Butterfly Lies” (2015 / 2016 - UK – idea, soggetto e sceneggiatura), “Safe” (Idea, soggetto e sceneggiatura – Tv Show - USA – 2015), “Life Goes On” (Idea, soggetto e sceneggiatura – Film – 2015), "American Inn" (Idea, soggetto e sceneggiatura - Sitcom - USA - 2015), “(R)Evolution” (Idea, soggetto e sceneggiatura – 2015), “Police Assault” (Idea, soggetto e sceneggiatura - Tv Show – USA - 2014), "WMW – What Men Wants" (dramedy – UK – 2015 / 2016 – Idea, soggetto e sceneggiatura) e "Strings" (co-autore con Agnese Pagliarani – Sitcom - 2016).


Benvenuto su Peccati di Penna, Stefano! Quando hai scoperto la passione per la scrittura?
Innanzitutto, grazie! Ricordo di aver sempre scritto e disegnato, sin da tenera età. Per me la scrittura è sempre stato un mezzo di espressione potente, vero, forte e delicato al tempo stesso.

Qual è stato il tuo primo testo? 
Della mia prima composizione poetica non ho memoria. Se invece ci si riferisce, come credo, al mio primo testo in generale credo sia stata una fiaba. Credo parlasse di un gatto e che vi fossero più animali in scena...

Quale genere letterario ti è più affine? Quale invece non riesci a leggere e/o a scrivere?
La poesia è uno dei modi di comunicare più potenti ed espressivi, a mio avviso. In un contesto "ridotto", si possono veicolare sensazioni, emozioni e narrare storie con forza e grande impatto che altrimenti non avrebbero voce. Non ho mai provato a scrivere un noir...

Come è stato il tuo percorso verso la pubblicazione? 
"I Giardini Incantati" è la mia seconda silloge poetica, quindi avevo già avuto un'altra esperienza in tal senso. Forte della precedente e con sempre più voglia di continuare questo percorso, ho avuto la fortuna di trovare un editore paziente, capace e garbato. Il libro che vedete, curato sin nei minimi dettagli, ne è il risultato.

Come è nata l’idea de I Giardini Incantati? Cosa ti ha ispirato?
I Giardini Incantati sono un luogo, uno stato mentale. Un rifugio in penombra che ingloba peccati e  piaceri, gioie e dolori in una full immersion di coscienza. Secondo me è importante capire. Nel senso ampio del termine, voglio dire... Capire dove si è sbagliato. Capire quando si è stati bene. E come provare o non provare certe sensazioni che provocano in noi felicità o infelicità. Sono magici, incantati, questi giardini, non perché fiabeschi... ma perché risiedono nella nostra testa, dove la magia della nostra anima, del nostro spirito abbraccia i ricordi, le situazioni che ci hanno segnato, che hanno fatto di noi quello che siamo. Capire è importante. Dovrebbe essere alla base di tutto.

Quanto c’è di te in questo testo? 
Tutto. E niente al tempo stesso... Intendo, scrivo di getto, cavalcando emozioni vere, reali che ho provato oppure che ho carpito in un dato istante. Ma quando qualcuno le legge... beh, ecco che diventano sue. E non più mie. La magia della scrittura... e della poesia, aggiungo io.

Hai mai affrontato il “blocco dello scrittore”? Come lo hai superato?
Sì, mi è capitato. Quando si è sotto pressione e "pungolati" da una scadenza può succedere... Ovviamente non parlo di poesie ma di sceneggiature con cui mi cimento da un po' di tempo a questa parte... L'ho superato perché quando credi in quello che fai, quando senti tua la storia che stai narrando... e quando sai che puoi farlo... tutto torna a scorrere ed il blocco è solo un infausto ricordo, un attimo di panico sciagurato.

Cosa vuoi comunicare con I Giardini Incantati?
Speranza. Amore. La gioia ed i dubbi che ci accompagnano in questa vita. Verità. E che capire è - o dovrebbe essere - la prima cosa da fare.

Cosa pensi del Self-Publishing?
Può essere un'opportunità per gli autori emergenti. Di questi tempi come non mai, è molto difficile che qualcuno rischi e creda in te o in un progetto anche se valido, purtroppo. Si preferisce andare "sul sicuro". Almeno sino a quando il pubblico non l'avrà a noia. Del resto per gli altri... è facile salire sul carro del vincitore. Spingerlo prima che parta un po' meno...

Quali sono i tuoi progetti futuri?
Tantissimi... Un progetto in Inghilterra (una serie fantastica di stampo teen drama da me ideata) ed uno in Italia (il mio primo lungometraggio per cui stiamo tentando di trovare fondi anche se alcune produzioni sembrano essere interessate) per quanto riguarda l'audiovisivo. Poi un romanzo, il mio primo, dal titolo "Piccole vite infelici" e una raccolta di racconti che a breve vedrà la luce. C'è anche Kremisi, una graphic novel che ho firmato e su cui sto lavorando assieme ad un team di giovani disegnatori. Senza trascurare, ovviamente, la mia terza raccolta di poesie...

Grazie a Stefano per averci dedicato il suo tempo. In bocca al lupo e buona scrittura!

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