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9 marzo 2017

RECENSIONE - Tutta colpa della mia impazienza (e di un fiore appena sbocciato) (Le ragazze di Verate #1) di Virginia Bramati | Giunti

TITOLO: Tutta colpa della mia impazienza (e di un fiore appena sbocciato) 
(Le ragazze di Verate #1)
AUTORE: Virginia Bramati
EDITORE: Giunti

Salve peccatori, oggi vi parlerò di Tutta colpa della mia impazienza (e di un fiore appena sbocciato) (Le ragazze di Verate 1) e del suo titolo lunghissimo.

la protagonista, Agnese, è nota per essere impaziente, fin troppo propositiva e attiva, e il suo trasferirsi in campagna è un duro colpo per la sua vita.
Prima la perdita della madre, poi di ogni quotidianità e infine delle amicizie che tendono a isolarla in quanto fuori dal "giro" di città.

Agnese è certamente un bel tipino e si fa subito notare per la sua impertinenza. A volte è infantile, altre volte più matura della sua età. Una ragazza determinata, molto acuta ed emancipata, che non ha paura di ribellarsi e di mettersi in gioco non solo con le parole ma anche con i fatti.
Possiede una personalità esplosiva compensata dalla presenza del miglior amico pacato e secchione, un amico che è anche una sorta di "fidanzatino", ma che personalmente dal primo momento io non ho affatto visto come tale. Non ho mai percepito la coppia.
Tutt'altra storia invece è con il terzo cardine del romanzo: Marco, il medico di paese. Ho capito subito dove si sarebbe andati  a parare inserendo l'affascinante giovane dottore  e il suo passato.

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In questo romanzo emerge il controllo che hanno le donne, il loro peso e la loro influenza nonostante l'ambiente maschilista, che sia una ragazzina o una signora attempata. Insomma, questo gioco lo giocano soprattutto figure femminili, in primis Agnese.
Tra storie di paese e di tradizioni, di innovazioni e segreti, esami e tornei, emerge nella trama una nota di giallo che all'inizio non si immagina e che rappresenta la scintilla che mi conquista.

Virginia Bramati scrive e descrive in modo chiaro e travolgente, il romanzo si legge che è un piacere e i vari elementi sono ben gestiti, soprattutto il rapporto tra i personaggi principali: Agnese, Ade (miglior amico di Agnese) e Marco (giovane medico).

Una lettura molto piacevole, non il solito Young Adult ingenuo dove tutto è basato su un triangolo e la ragazzina è in balia di amori e ormoni. Quindi... semplicemente, ve la consiglio.

❤❤❤❤

AUTORE

«Sono nata con due mesi di anticipo, odio i tempi morti, sono fisicamente allergica ai giochi di pazienza e adoro il tasto fast forward»: Agnese è così, una ragazza esuberante, autonoma, insofferente verso il principio dell’«ogni cosa a suo tempo»…

Ma improvvisamente, ecco che la vita prende una piega terribilmente dolorosa e la scaraventa dal centro di una metropoli che non dorme mai a una grande casa lungo un fiume, lontana quanto basta per essere immersa nei ritmi lenti e immutabili della campagna. Non solo: quando l’inverno finalmente è alle spalle e tutto sta per sbocciare, si ritrova sola, con un esame importante da preparare e solo il ronzio delle api a farle compagnia.

Impulsiva come sempre, Agnese non si arrende e riesce ugualmente a riempirsi le giornate con tutto ciò che non dovrebbe fare… fino a che dalle pagine di un libro non spunta un piccolo dono prezioso: una bustina di semi di Impatiens, la pianta i cui fiori rosa hanno il potere di curare le ferite dell’anima e insegnare l’ascolto e l’armonia.

Sullo sfondo di una campagna lombarda sorprendente e rigogliosa, non lontano dal magico borgo di Verate che le sue lettrici hanno imparato ad amare, Virginia Bramati ci regala ancora una volta una protagonista adorabile, piena di vita, alle prese con un mistero da risolvere, un esame da superare e soprattutto con il compito più difficile: scoprire che la felicità è molto più vicina di quanto pensiamo, se solo sappiamo rallentare e guardarla negli occhi.

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