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27 gennaio 2017

PAGINA69 #81 - Il condominio della signora Lia di Emma Lee Bennett | Self

 
Secondo Marshall Mc Luhan, per decidere se comprare un libro, bisogna affidarsi alla pagina 69. Se quella pagina ci catturerà, allora, molto probabilmente ci piacerà il libro.

Pagina 69 da Il condominio della signora Lia di Emma Lee Bennett. Una storia diversa, un’ambientazione inusuale, un'intensità potente per un romanzo che invade il cuore e non lo lascerà più.

l’altra sul bracciolo, bucandole l'anima con quegli occhi azzurri, scuri e profondi come l’oceano. «Adoro parlare con te. Sei… nuova. Sì, ecco. Sei nuova».
Stella si chiese se lui volesse darle l'illusione di essere al sicuro per poi saltarle addosso, oppure se volesse davvero solo un’amicizia.
Il silenzio fu interrotto dall'arrivo di un messaggio sul telefono di Luca. «È il mio. Scusa. Potrebbero esserci novità per l’altro cameriere» disse alzandosi per andare a vedere. Rimase di spalle, accanto al tavolo da pranzo, leggendo e poi rispondendo al messaggio.
Stella lo osservava. Luca le piaceva molto, forse troppo; aveva iniziato ad apprezzarlo da quando era arrivata lì, nel condominio, e giorno dopo giorno, sempre di più, guardandolo lavorare, gestire dipendenti, rassicurare persone amiche e conoscenti. Stava scoprendo che dietro la corazza di uomo giocoso, superficiale, seduttore, c’era una persona seria, capace di sentimenti nobili. Si rattristò all'idea che non la considerasse più di un'amica.
Timorosa di ciò che sentiva nascere per lui, ragionò con il buon senso e la concretezza che la caratterizzavano: non sarebbe mai riuscita a essere solo un amica, perché avrebbe significato soffrire nel vano tentativo di gestire un amore non corrisposto. Prospettiva che la terrorizzava.
Perché non poteva essere tutto più semplice? Perché doveva interessarsi a uomini che non la volevano?
Quel rapporto strano, a cui lei stessa aveva difficoltà a dare un nome, doveva finire prima che il semplice interesse diventasse amore grande e vero. E l'unico modo era andarsene subito, evitando di incontrarlo ancora al di fuori dell'orario di lavoro.
Ma forse fu per quel bicchiere di crema di whisky, a cui non era abituata, o forse perché la sua parte femminile quella sera era emersa un poco di più a ogni complimento fattole, che si convinse di potersi permettere la superficialità di una notte speciale: gettarsi fra le sue braccia, fare l'amore con lui, senza pensarci, senza inibizioni, certa che tanto, una volta fatto, Luca non l'avrebbe più cercata, troppo avvezzo a trovare svago in altre donne.
A Stella batteva fortissimo il cuore per quella decisione audace e sconsiderata. Si alzò dal divano, allisciò con mani tremanti l'abito e si diresse verso di lui. Ebbe il tempo di ammirare i capelli neri, lunghi il tanto giusto da farlo apparire irresistibilmente disordinato. Allungò una mano e la posò a metà schiena. Percepì i muscoli tesi sotto le dita e un brivido le corse lungo il collo.
Luca si girò di scatto, una ciocca cadde sulla fronte spaziosa, e la guardò. Comprese all'istante ciò che stava accadendo. Ma non ebbe il tempo di parlare.
Stella lo baciò sulle labbra, abbracciandolo, in attesa che reagisse.
«Perché fai così?» domandò lui con un filo di voce, allontanando la testa. Per la prima volta in vita sua, provò una gran paura e il petto prese a martellare.
«È meglio chiudere questa cosa stasera, Luca. Togliamoci entrambi lo sfizio, e poi tu sarai libero come sempre».
«Io non voglio togliermi lo sfizio, Stella!» fece lui sconvolto.
Lei ci rimase male. «Credevo di piacerti…».
«Mi piaci! E tanto, anche! Forse troppo… Ma tu non sei così» disse lui in tono disperato.

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