11 novembre 2016

PAGINA69 #72 - Prima di noi di Aida Dumond | Self

 
Secondo Marshall Mc Luhan, per decidere se comprare un libro, bisogna affidarsi alla pagina 69. Se quella pagina ci catturerà, allora, molto probabilmente ci piacerà il libro.

Pagina 69 da Prima di noi di Aida Dumond... Certi segreti devono restare tali.


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Si avvicinarono al bancone passando in mezzo ai tavolini già occupati, Thomas le chiese cosa desiderasse. «Un caffè macchiato e una fetta di torta al cioccolato fondente» rispose lei guardando il cassiere. Thomas la guardò con un sorriso e ordinò le stesse cose. Pagò senza darle nemmeno il tempo di provare a farlo lei e una vol­ta serviti si diressero verso un tavolino che si era appena libera­to e che sembrava aspettarli.
Era il posto migliore dell’intero locale, accanto alla finestra a mez­­zo arco incastrata nel muro di mattoni, un posto molto sug­ge­sti­vo e quasi romantico. Si sedettero sulle sedie di legno imbottite di pelle marrone e poggiarono la loro colazione sul tavolino di mar­­mo rosa. Thomas attese che Jacqueline si sedesse prima di ac­co­mo­darsi anche lui, un gesto di galanteria tanto raffinato quanto dis­creto. Seduti uno di fronte all'altra, si guardarono per alcuni istan­ti senza parlare. Jacqueline ebbe di nuovo l'impressione di aver­lo davvero già incontrato e le sembrò impossibile che si trat­tas­­se solo di una sensazione. Dove si erano già visti? E se fosse sta­to per lavoro? Se quell'uomo fosse stato in mezzo agli invitati di qual­che festa a cui aveva partecipato anche lei? Quella possibilità le fa­ceva paura, magari Thomas si stava solo divertendo alle sue spal­le.
«Mi sembri tesa, ti sei pentita di avermi telefonato?»
La calda voce dell'uomo scacciò quel pensiero dalla sua testa. Lei gli sorrise e scosse il capo. «No affatto, però è vero sono un po' tesa» confessò bevendo un piccolo sorso di caffè. Era bollente ma molto buono.
Thomas non aveva ancora toccato niente della sua colazione e la osservava incuriosito. Il suo sguardo non abbandonava quello di Jacqueline, sembrava che volesse scoprire qualcosa. «Mi dispiace sapere che non ti senti a tuo agio» disse dopo un attimo, «forse ho sbagliato a insistere ieri notte.»
«Non è questo, è che davvero non sono abituata a situazioni del genere. So che sembrerà strano ma è così» si affrettò a dire lei, interrompendolo.
Lui la guardò perplesso. «Onestamente non riesco a crederlo» ammise, «una donna come te non può che avere molti ammiratori da tenere a bada.»
Jacqueline mimò un sorriso e si sistemò una ciocca di capelli dietro l'orecchio. «Può darsi, ma non tutti si comportano come te. È stato insolito e… interessante.»

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