19 novembre 2016

INTERVISTA - Fernando Camilleri e Zucchero Filato Volante

 Salve peccatori, oggi eccomi con una nuova intervista!
Ospite di Peccati di Penna, un autore esordiente: Fernando Camilleri. Conosciamolo meglio insieme al suo primo romanzo...

Fernando Camilleri vive a Cefalù, in Sicilia, da quando è nato. Amante del soprannaturale e dei viaggi di fantasia, trova nel blu del mare, che ha quotidianamente davanti agli occhi, la sua principale fonte di ispirazione. Ogni onda crea nella sua mente nuove storie, nuovi luoghi e nuovi personaggi. Zucchero Filato Volante è il suo primo romanzo.

Quando hai scoperto la passione per la scrittura?
Mi è sempre piaciuto scrivere. A sette anni avevo già scritto la prima di una lunga serie di poesie. Alcune tra queste, talvolta, venivano pubblicate su cartelloni scolastici, altre sul giornalino della scuola. La maestra delle elementari, affascinata dalle mie descrizioni, cercava di convincermi a intraprendere la strada del giornalismo. Però, a me non è mai piaciuto scrivere di cose già accadute, di cose che esistono nel mondo. A me piace inventare. Così, a dieci anni inventai un personaggio di nome Diablo che era il protagonista di una storia fantastica a fumetti. Volevo creare io le storie, volevo scriverle e voglio farlo ancora.

Qual è stato il tuo primo testo?
Il titolo del mio primo romanzo era “Troll”. Si trattava di un’avventura fantasy di draghi e spade magiche il cui tema dominante era l’amicizia. Lo scrissi in terza media, quando l’insegnante di italiano chiese a tutti gli alunni della classe di scrivere un libro durante l’anno scolastico e di consegnarlo prima degli esami. La mia penna non smetteva mai di riempire i fogli bianchi del quaderno che doveva contenere l’intera storia. Al professore piacque molto il mio “Troll” e ne fece leggere alcuni brani in classe. Purtroppo il prezioso quaderno è andato perduto durante un trasloco.

Quale genere letterario ti è più affine? Quale invece non riesci a leggere e/o a scrivere?
Adoro il genere horror, ma mi piacciono anche la fantascienza e il fantasy. L’importante è che in un romanzo ci sia qualcosa di misterioso, di soprannaturale. Se volessi sapere di personaggi che vivono una vita “semplice” o “normale”, allora mi basterebbe affacciarmi alla finestra. Mi piace includere nel genere fantastico anche il romance, perché, secondo me, l’amore non è altro che la più grande invenzione di poeti e scrittori. Ragion per cui, nelle mie storie ci saranno sempre dei personaggi “innamorati” (ma mai sdolcinati). Invece, il genere che non riesco proprio a scrivere è quello storico. E se mi costringessero a leggere un altro romanzo storico, dopo tutti quelli che sono stato costretto a leggere durante gli anni di scuola, credo proprio che prenderei seriamente in considerazione l’idea di impiccarmi.

Come è stato il tuo percorso verso la pubblicazione?
TITOLO: Zucchero Filato Volante AUTORE: Fernando Camilleri
EDITORE
: Eretica Edizioni GENERE: Fantascienza/Fantasy/Horror.

PREZZO: cartaceo 14 € PAGINE: 140
Terminato il mio romanzo, fui assalito dai dubbi. Ci avevo lavorato duramente, giorno e notte, e l’avevo riletto un centinaio di volte, analizzandone ogni frase, ogni parola. Nella mia mente, però, risuonavano frasi del tipo “non ce la farai mai”, “non è buono”, “non sarai mai uno scrittore”. Poi, uno degli strani esseri ombrosi che appaiono di notte nel corridoio di casa mia (io li chiamo “bambini”) scacciò via dalla mia testa quei pensieri negativi. Fu proprio lui (o lei, non so se siano maschi o femmine e non ho nessuna voglia di controllare!) a convincermi a stilare una lista di case editrici alle quali inviare il mio manoscritto. Dopo qualche mese, ricevetti alcune proposte di pubblicazione.

Come è nata l’idea di Zucchero Filato Volante? Cosa ti ha ispirato?
L’idea è nata dal fatto che nessun uomo ha mai posato il suo piede sulla faccia nascosta della Luna. “Come mai?” mi sono chiesto. Dicono che ai veicoli spaziali che passano dietro la Luna risulti impedita la comunicazione diretta con la Terra finché la loro orbita non li riporta in zone dello spazio circumlunare da cui è consentita la trasmissione. Ma dicono anche di non credere a tutto ciò che si dice. Che cosa c’è in realtà su quell’altro emisfero? Ho quindi deciso di dare una spiegazione fantastica alla domanda. Anche se poi la storia si è diramata in tante vie diverse.
Felice ha undici anni e un sogno: vuole diventare astronauta a ogni costo. Quasi sempre, però, i sognatori trovano degli ostacoli durante il loro cammino e quando Felice si imbatterà in un magico e bizzarro personaggio, sarà costretto a dover prendere la decisione più importante della propria vita. Attorno all’avventura del giovane undicenne, storia centrale del romanzo, orbitano le vicende di altre persone afflitte da problemi “terrestri”, in una coinvolgente spirale di mistero e suspense, nella quale la fantascienza si mescola con la drammaticità della vita.
Quanto c’è di te in questo testo?
Nel mio testo non c’è nulla di me, a parte la mia fantasia. Io non sono un avventuriero, ma mi avventuro ovunque con la mente. Se poteste guardare dentro la mia testa, vedreste dei fuochi d’artificio di idee, colori accecanti, bombe e mortai. Se invece vi raccontassi della mia vita, fatta di routine, credo proprio che prendereste seriamente in considerazione l’idea di impiccarvi.

Hai mai affrontato il “blocco dello scrittore”? Come lo hai superato?
Non so che cosa sia il blocco dello scrittore. Io scrivo ogni giorno, Natale, Capodanno e Pasqua inclusi. Le luci delle idee mi abbagliano anche mentre mangio, il rumore della fantasia mi sveglia anche più di dieci volte ogni notte per suggerirmi qualcosa di nuovo da scrivere.

Cosa vuoi comunicare con il tuo Zucchero Filato Volante?
Col mio libro, voglio sottolineare la cocciutaggine e la stupidità che contraddistinguono la maggior parte degli uomini. A volte penso che il mondo sarebbe un posto migliore se non fosse abitato, ma poi mi rendo conto che scavando in profondità ancora qualcosa di buono si possa trovare. Tra gli elementi fantastici di Zucchero Filato Volante è possibile scorgere le vite tribolate di persone che lottano. Di persone che giorno per giorno si trovano ad affrontare il dolore causato dalla perdita di un caro scomparso, l’oppressione dovuta a una dipendenza e altre problematiche, comuni e meno comuni, che spesso risultano invisibili agli occhi di chi è troppo preso dalla frenesia del nostro pianeta.
 Nella minuta mano sinistra, dita tozze e robuste stringevano il flauto. «Cosa stavi suonando?» chiese il giovane, simulando un tono amichevole. Il nano non rispose alla domanda. Felice realizzò che non era stata una buona idea quella di spingersi fin lì. Si guardò attorno e vide che non c’era alcun vialetto per giungere in quel punto del bosco, né tantomeno per fuggirne via. 
Cosa pensi del Self-Publishing?
Non mi piace. Io sono un tradizionalista, quindi continuerò a proporre le mie opere alle case editrici. L’importante è che si tratti sempre di case editrici non a pagamento. La soddisfazione sta proprio lì: sapere che qualcuno vuole investire il proprio tempo e il proprio denaro sul tuo lavoro. Chiunque può diventare scrittore col self-publishing…

Quali sono i tuoi progetti futuri?
Voglio riuscire a pubblicare quanti più romanzi possibili. Mentre termino di revisionare la mia seconda opera, già comincio a scriverne una terza. E la quarta, la quinta e le sesta sono già delle bozze che aspettano soltanto di essere sviluppate. Ho milioni di idee su storie sempre diverse e originali. Leggo tanto per venire a conoscenza di quel che è stato già scritto e di quel che invece può essere una novità. Mi servono soltanto tempo e silenzio. Poi, il frullatore pieno di fuochi artificiali che è la mia mente farà il resto.

Grazie a Fernando Camilleri per averci dedicato il suo tempo. In bocca al lupo e buona scrittura!

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