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27 settembre 2016

FOCUS ON #8 - Donnissima di Daniela Farnese, Rizzoli | Protagonista

Salve Peccatori, il focus on di oggi è dedicato alla protagonista di un romanzo che mi ha molto incuriosita: Donnissima di Daniela Farnese, meglio conosciuta come Dania, da dieci anni una delle più note blogger italiane. Ha esordito nella narrativa con Via Chanel n.5 (2012), cui sono seguiti altri quattro romanzi.
Daniela Farnese ci regala una prima donna, spassosa e genuina: la portinaia napoletana Enza Caruso, custode dei segreti che nasconde un elegante condominio milanese.
Un romanzo di sicuro divertimento per tutte le lettrici della narrativa femminile leggera ma in grado di raccontare la nostra quotidianità e per tutti coloro che hanno voglia di un piccolo mistero e una dose di risate a denti stretti.


TITOLO: Donnissima AUTORE: Daniela Farnese EDITORE: Rizzoli
GENERE: Narrativa rosa PREZZO: ebook 7,99 € cartaceo 18 € PAGINE: 290
"Mi chiamo Enza Caruso, ho trentaquattro anni e dell'amore non ho mai capito niente": così si descrive la protagonista di questo libro, che a un punto cruciale della propria vita si ritrova a dover gestire un matrimonio agli sgoccioli, una madre con la fobia delle zitelle, e un gruppo di amiche ansiose di sistemarla con altri uomini. Lei però non è pronta a voltare pagina e preferisce dedicarsi anima e corpo al lavoro dei suoi sogni, quello che desiderava quando, ancora "criaturella", viveva a Napoli: fare le pulizie in un elegante condominio Liberty di Milano. Per lei è più di un mestiere o di una vocazione: combattere lo sporco è il suo modo per ristabilire l'armonia nel mondo e per prendersi cura degli altri. Il "Palazzo" di via Sabina 42, con le sue cinque scale e i cinquantaquattro appartamenti, si regge tutto sulle sue spalle larghe e sulle sue zeppe alte. È a lei che si rivolgono gli inquilini il giorno in cui si verifica uno strano, inquietante fatto: Augusto, il carlino dell'anziana signora Galli, è scomparso nel nulla, forse rapito dal temibile Cartello delle colf sudamericane che si sta prendendo il quartiere. Ma niente può mettere paura a una come Enza.

Ho posto un paio di domande all'autrice, che gentilmente mi ha dedicato il suo tempo per soddisfare, appunto, qualche piccola curiosità. Spero che Enza Caruso colpisca anche voi come ha colpito me.


gentilissima Daniela, hai mai conosciuto una persona come Enza? Ti sei ispirata a qualcuno per delinearla?
Non ho mai conosciuto una persona come lei. Magari! Sarebbe diventata subito una delle mie migliori amiche. Enza Caruso è in realtà l’insieme di tante donne che ho incontrato e amato della vita, con in più l’ironia sprezzante che ho ereditato dalla mia famiglia (e che mi ha aiutato a sopravvivere). Ho messo insieme i pregi e i difetti delle mie femmine preferite e ho poi lasciato che il personaggio avesse vita propria. Spero che i lettori lo apprezzeranno.
 
https://s-media-cache-ak0.pinimg.com/originals/6a/69/1b/6a691be45a04f314ad7454e358639377.jpgDovessi attribuire il volto di un personaggio televisivo, come vedresti la tua paladina dello sporco?
È una domanda alla quale non so mai rispondere, perché quando scrivo non osservo mai le mie protagoniste da fuori, ma è come se guardassi il mondo attraverso i loro occhi, in soggettiva. Così non ho mai un’idea precisa del loro volto. Diciamo che me la immagino come le donne di un tempo, more, morbide, carnali, femminili. Una Pampanini dell’epoca d’oro, per fare un esempio, con qualche chilo in più (la mia Enza ne pesa 80 e ne va fiera!).

Anche Enza è napoletana come te, avete qualcosa in comune? C'è un pizzico di te in lei?
Oltre all’ironia e allo humor noir, tipico di noi partenopei, Enza è anche lei cresciuta come me in un gran gineceo: una famiglia in cui gli uomini erano attenti e presenti, ma a comandare sono sempre state “le femmine”.
Ho inoltre ambientato le scene napoletane nel quartiere dove sono vissuta, perché mi piaceva raccontare un pezzo della mia memoria. Quanto al resto… la mia protagonista è molto più simpatica e forte di me.

C'è un passaggio del romanzo che ti sta particolarmente a cuore? Ti andrebbe di condividerlo?
Ho accennato prima alle sue forme e alla fierezza con cui mostra e vive il suo corpo. Uno dei pezzi che amo di più è infatti proprio quello in cui racconta, nel secondo capitolo, che, nonostante gli sguardi degli altri e i modelli irraggiungibili proposti dalla moda e dalla pubblicità, lei è soddisfatta e felice di essere se stessa.
[Pag.41-42]
«È da quando ero una criaturella di undici-dodici anni che mi dànno consigli sul mio aspetto fisico. Non ne ho mai chiesti, nemmeno una volta, a nessuno, però la gente non si fa fermare da questo particolare, pensa sia solo la timidezza, e decide comunque di farmi avere la sua opinione sulle mie cosce, la pancia, il culo. Mi spiegano come devo masticare, come devo respirare, quanto devo correre e quanto devo camminare. Qualcuno dice che devo farmi degli esami, altri che devo togliere il glutine o il sale o mangiare solo carne o niente carne o bere solo cose gialle o solo acqua bollita. Nessuno, mai una volta, manco per sbaglio, mi ha chiesto: «Enzu’, ma tu come ti vedi?».
Io mi sono sempre piaciuta moltissimo. E sono piaciuta anche a tutti i miei maschi. Non sono stati tanti, è vero, ma erano appassionati e carnali, innamorati, attratti da questo corpo che io trovo perfetto, perché mi somiglia, è esattamente il corpo di Enza Caruso e non ha proprio niente da migliorare. Vorrei spiegarlo alla bionda, dirle che deve smetterla di cercare difetti in se stessa e negli altri, perché rischia di avere un’esistenza infelice. Vorrei ricordarle che non tutte le donne hanno voglia di diventare la fotocopia di qualche modella secca vista su un giornale, non tutte si sentono a disagio nelle forme che la natura ha dato loro. Alcune sono semplicemente le donne che devono essere.
E con queste stupende parole di "Enza", ringrazio l'ufficio stampa Rizzoli per avermi messo in contatto con Daniela e la stesa autrice per questo graditissimo approfondimento. 

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