social



http://peccati-di-penna.blogspot.it/    http://peccati-di-penna.blogspot.it/p/le-recensioni-di-peccati-di-penna.html          http://peccati-di-penna.blogspot.it/search/label/Segnalazioni           http://peccati-di-penna.blogspot.it/p/elenco-interviste.html          http://peccati-di-penna.blogspot.it/search/label/Blog%20Tour           http://peccati-di-penna.blogspot.it/p/info.html

Post recenti

TENTATE LA FORTUNA! Questo Natale potreste avere regali extra! 3 giveaway con cartacei ed ebook!

1 luglio 2016

Pagina69 #59 Mille giorni d'inverno

Secondo Marshall Mc Luhan, per decidere se comprare un libro, bisogna affidarsi alla pagina 69.

Se quella pagina ci catturerà, allora, molto probabilmente ci piacerà il libro.

Pagina 69 di Mille giorni d'inverno di Daniela Nardi, un romanzo di narrativa storica edito Lettere Animate.
Raccontato in uno stile evocativo e con i toni della favola, questo romanzo breve narra le vicende di Mari Serrano e della sua famiglia durante le ultime fasi della seconda guerra mondiale.



Disponibile su amazon
Ancora qualche minuto, pensa Eduardo, ancora qualche minuto che potrebbe fare la differenza, sperare nel miracolo.
Nell’aria, squadriglie di velivoli Alleati sfrecciano improvvise e veloci sulla piazza. Il soldato di scorta punta il binocolo contro gli aerei, lanciando imprecazioni.
Ne passano numerose di queste formazioni durante tutto il giorno, volano dritte verso le linee oltre le colline, sfiorando il paese con il rombo dei motori.
Un secondo autocarro passa e si ferma. Poche parole, come frecce saettanti tra il soldato a terra e quelli sul camion, fanno capire che anche lì non c’è posto; il sollievo dura pochi secondi, perché subito arriva un terzo veicolo, quasi vuoto. Prima che lo stridore lugubre dei freni lo fermi, Eduardo Serrano pensa, un’ultima volta, alla possibilità di ribellarsi, di cogliere di sorpresa il loro guardiano e disarmarlo, ma non fa in tempo a muoversi, che torna anche il soldato con la cartucciera e con forza vengono caricati sul camion.
Da un angolo della piazza s’intravede un lato della casa dell’esilio; c’è appena il tempo per un ultimo sguardo, un fugace e struggente pensiero a chi sta dentro e muore d’angoscia.
È tutto quello che rimane.
Il camion riprende la marcia con un sobbalzo. Pochi metri, ancora il rombo degli aerei. Eduardo Serrano guarda verso il cielo: alcuni velivoli diretti verso la città si sono staccati dalla formazione, scendono giù, in meravigliosa picchiata.
Si sente, netto e tagliente, un sibilo di bomba. Quante volte l’ha sentito? È in grado in un secondo d’indovinarne provenienza, direzione, deflagrazione.
Whraang!
Una granata scoppia nelle vicinanze dei camion, poi un susseguirsi frenetico di colpi di mitragliatrice.
Questo basta a gettare scompiglio e terrore tra la scorta armata. I tedeschi urlano ordini, si sparpagliano, mirano in alto nel patetico tentativo di contrastare l’attacco.
È un attimo: Eduardo salta giù seguito da Luigi. Una gragnola di colpi li investe, cercano di fermarli, ma Eduardo è un veterano, corre sulla piazza zigzagando, proteggendo Luigi col suo corpo.
Proiettili sfiorano le teste, sibilano vicino le orecchie, esplodono sul selciato lanciando nuvole di polvere e terra. Un’ondata improvvisa di calore li investe alle spalle, facendoli precipitare al di là della piazza. Luigi stordito si ritrova a terra, incapace di muoversi.
È così che si muore? pensa.

Nessun commento:

Posta un commento

I vostri commenti sono la linfa vitale del blog, lasciate un segno ツ