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29 luglio 2016

Pagina 69 #63 Vado, ma poi torno

Secondo Marshall Mc Luhan, per decidere se comprare un libro, bisogna affidarsi alla pagina 69.

Se quella pagina ci catturerà, allora, molto probabilmente ci piacerà il libro.

Oggi vi offro Vado, ma poi torno di Davide Barigelli, edito Lettere Animate.






La Feltrinelli; Mondadori Store; Amazon
I primi giorni furono difficili, già solo giustificarmi a scuola con gli amici per la scarsa partecipazione ad ogni cosa che andasse oltre la frequentazione mattutina non fu semplice, ma ancora più complicato fu convincere mia madre quando uscivo di pomeriggio con la pioggia, “ma dove vai? Non vedi che piove? Prendi l’ombrello, ma ti sembra il caso di andare a correre, ti bagnerai tutto! Nick, ma mi ascolti?!?”; lo sapevo che mi vedeva strano e faceva di tutto per provare a capirmi, ma non ci riusciva, alla fine ero passato dallo sballo totale e dal “tirar tardi” ogni week-end all’isolamento più totale con la necessità di uscire ogni pomeriggio, il tutto ovviamente condito dal “non-dialogo” quotidiano, perché sapevo che se le avessi appena accennato un qualsiasi bisogno personale di chiarirmi con “me stesso”, lei avrebbe subito trovato qualche sua amica pseudo-psicologa da cui andare in analisi e mi ci avrebbe portato di forza, ma io non avevo bisogno di quello, avevo solo bisogno di ascoltare il mio cuore.
La mia prima settimana, l’ultima di Febbraio, fu un autentico disastro, presi veramente tanta acqua, come se qualcuno volesse farmi recedere dall’idea di scavarmi dentro, ma io sapevo che l’inizio sarebbe stato duro; nonostante ciò non avevo alcuna intenzione di lasciar perdere, anzi mi piaceva il mare d’inverno, la sabbia bagnata conservava gelosamente intatte le mie impronte, incastonandole nel suo essere, nell’attesa che la forza delle onde le sciogliesse a poco a poco e le portasse via con la sua bianca schiuma, le gocce di pioggia, briciole sull’immensità del mare, erano acqua che nutriva altra acqua nel più classico e perfetto ciclo della vita. Con me portavo sempre quel bigliettino che aveva segnato la mia anima, quello che avevo pescato in chiesa quella sera, dopo aver dialogato, per chissà quanto tempo, con quel religioso:

“Quando si agitava il mio cuore
e nell'intimo mi tormentavo,
io ero stolto e non capivo,
davanti a te stavo come una bestia.
Ma io sono con te sempre:
tu mi hai preso per la mano destra.
Mi guiderai con il tuo consiglio
e poi mi accoglierai nella gloria.” 
(Salmo 73)

1 commento:

  1. Ciao! Devo dire che non mi dispiace per niente :D
    Sembra molto interessante, e cupo come piace a me ^^ Non lo conoscevo in realtà, me lo segno subito!
    -G

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