social



http://peccati-di-penna.blogspot.it/    http://peccati-di-penna.blogspot.it/p/le-recensioni-di-peccati-di-penna.html          http://peccati-di-penna.blogspot.it/search/label/Segnalazioni           http://peccati-di-penna.blogspot.it/p/elenco-interviste.html          http://peccati-di-penna.blogspot.it/search/label/Blog%20Tour           http://peccati-di-penna.blogspot.it/p/info.html

Post recenti

22 aprile 2016

Pagina69 #50 La Guerra Degli Elementi #1 #2 #3

Secondo Marshall Mc Luhan, per decidere se comprare un libro, bisogna affidarsi alla pagina 69.

Se quella pagina ci catturerà, allora, molto probabilmente ci piacerà il libro.


Oggi ben 3 Pagine 69 da  La Guerra Degli Elementi #1 #2 #3 di Veronika Santiago.
... un’altra persona; come stabilito, salì sul sedile posteriore e si nascose sotto una coperta mentre l’uomo si mise al volante. «Sbaglio o abbiamo appena rapito un malato da una clinica psichiatrica?» chiese allarmato il ragazzo seduto accanto al posto di guida. «Far uscire pazzi dal manicomio, lo chiami fare delle commissioni?» «Stai calmo, Dean, non è come sembra! Duncan è pazzo come lo siamo tu e io.» «Non mi stai tranquillizzando! Se è come te, è un matto di sicuro! Cosa ti passa per la testa? Abbiamo appena commesso un reato!» «Sarà un piacere fare il viaggio con te, amico» commentò sarcastico il diretto interessato da sotto la coperta. «Dean, ascoltami bene. Duncan si trovava lì senza motivo e ora verrà con noi sull’isola. È un problema per te?» «No, signore.» Non era per niente soddisfatto, ma il tono era di quelli che non ammettevano repliche. «Mister X, mi spieghi come hai fatto a...» provò a chiedere Duncan. «Non ora. Sull’isola avrai tutte le risposte che desideri» tagliò corto. Proseguirono il viaggio in silenzio, ognuno perso nei propri pensieri. Mister X apparentemente concentrato sulla guida, Dean chiaramente innervosito dalla sua presenza mentre Duncan continuava a chiedersi come aveva fatto quell’uomo a imbambolare così gli addetti alla sicurezza: alla faccia della persona persuasiva.

Blog; Pagina Facebook; Twitter;
Booktrailer; Amazon
... parti; le parve anche di sentire il rumore secco della rottura e avvertì la nausea soffocarla mentre le ginocchia si piegavano sotto il peso di un dubbio diventato certezza. Dean vide la tristezza sfregiare l'aerea bellezza di Aurora; intuì il suo cedimento e le cinse la vita per sostenerla. Il suo corpo, fragile stelo di fiore abbandonato su di lui; il capo, corolla reclinata sulla sua spalla; le sue braccia, petali mollemente appassiti sui fianchi. Rinvigorito da un malsano piacere, Dean afferrò la ragazza per le spalle, costringendola ad alzare la testa dal suo confortante nascondiglio e, animato da un desiderio che sapeva suo ma ancora non riconosceva, la baciò. Fu un gesto istintivo, senza amore né passione: i sentimenti non avevano importanza perché la vendetta gli stava regalando un piacere talmente sconfinato da diventare fisico. Per Aurora ormai niente aveva più significato. La scoperta del tradimento la stava soffocando, e un rinnovato senso di solitudine stava strisciando tra le macerie che aveva nel petto. Eppure sapeva. Sapeva che qualcosa non andava, che tra lei e Duncan c'erano dei problemi, che un muro li divideva. Sapeva. Aurora si abbandonò tra le braccia di Dean senza opporre resistenza perché quel bacio, per quanto squallido e senza senso, leniva la sua infelicità.

Blog; Pagina Facebook; Twitter;
Booktrailer
; Amazon
... corrette a discrezione dello stato d'animo del tiranno, e nulla ormai aveva più un senso. Forse finirla lì sarebbe stata una benedizione. Nella penombra di quello spazio desolato, Aurora alzò gli occhi verso una piccola finestrella munita di sbarre a pochi centimetri dal basso soffitto e scorse il cielo scuro della notte senza neanche una stella a farle compagnia: era da quella apertura senza vetro che arrivava lo spiffero feroce che la intirizziva. Poi giunse anche qualcos'altro: un biglietto planò a un palmo da lei. Inizialmente pensò a un'allucinazione provocata da paura e stanchezza, ciò nonostante si fece coraggio, allungò la mano e quasi con stupore ne constatò la consistenza. Nulla era svanito al suo tocco: quel foglio era reale. 

Perdona la mia codardia e non disperare. La paura mi ha indotto a mentire ma non permetterò che tu paghi per un peccato che non hai commesso. Tra cinquantacinque minuti c'è il cambio della guardia davanti alla tua cella. Avremo poco tempo, fatti trovare pronta. 

Nonostante Aurora temesse che quel biglietto fosse solo uno scherzo cinico, quella fu comunque l'ora più lunga della sua vita. A un tratto sentì la fredda pietra alle sue spalle fare strani rumori e si mise a singhiozzare disperata per coprirne il suono. Non le riuscì difficile piangere in quella situazione: quel biglietto aveva acceso una luce nel tunnel del suo futuro, e tornare a bramare la salvezza scosse in lei paure e desideri che fuoriuscirono in lacrime amare e dolorose.

Nessun commento:

Posta un commento

I vostri commenti sono la linfa vitale del blog, lasciate un segno ツ