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22 marzo 2016

Teaser Tuesday #38

Approfittiamo della pausa pranzo per un assaggio "libroso"?

Vi lascio a un'estratto di una delle due letture che sto portando avanti. In alcuni passaggi c'è molta contemporaneità e ci si sente nella protagonista, trentenne, con una certa sfiducia verso la società, ma con un lavoro che non si aspettava e sembra fare al caso suo... ecco... forse quest'ultimo passo per alcuni è un sogno.


Regole del Teaser Tuesday:
  • Prendi il libro che stai leggendo in una pagina a caso;
  • Condividi un breve spezzone di quella pagina (Teaser);
  • Attento a non fare spoiler;
  • Riporta anche il titolo e l'autore così che i tuoi lettori possano aggiungere il libro alla loro wishlist se sono rimasti colpiti dall'estratto;
  • Ovviamente si posta il martedì (Tuesday).  

L'estratto di oggi...
Nella prima pagina ammetteva di essere malata. La calligrafia era cambiata ancora, adesso le parole erano piccole e poco leggibili. Il suo male era una condanna, e le era stato imposto di non scendere da sola in paese. I dottori erano gentili, diceva, ma la sua solitudine era assoluta. Aveva chiesto di poter vedere la bambina, almeno una volta, ma persone autorevoli le raccomandavano di non affaticarsi. Non doveva provare emozioni forti. Lei tentava di fidarsi, ma era ormai certa che tutto fosse per tenerla buona. Il nuovo diario era una richiesta di aiuto, e sperava che qualcuno prima o poi lo leggesse e la liberasse da quella prigione elegante. Mi domandai perché non avesse provato a chiamare la polizia, o anche solo la sua stessa famiglia. Non ne aveva mai parlato. Non aveva una madre, un padre? Come potevano tutti assistere alla tortura di quella povera ragazza e non far niente? A che serviva? Se davvero la notizia era diventata di dominio pubblico, avrebbero potuto liberarla. Guardavo le fotografie in cui sorrideva e mi sentivo parte di quel complotto. Non potevo più aiutarla, in ogni caso. Forse avrei dovuto almeno indignarmi per bene, quindi ci provavo. Andai in paese, mi liberai di altra spazzatura e presi un altro cappuccino, sigarette, cibo. La camminata sembrò un po' più leggera, e la vecchina con lo scialle rosa mi accolse con un abbraccio. Rimase accanto a me al bar, guardandomi come se fossi una cosa bella che sta per scomparire. Stavo benissimo, ed iniziavo a temere febbraio. Se fossi stata ricca avrei comprato la casa, invece non avevo un soldo e parte della mia futura paga era già destinata all'affitto del monolocale per i mesi in cui sarebbe rimasto vuoto. La nostalgia mi coglieva nei momenti più strani, anche se ero ancora lì. Novembre stava finendo.
da...

TITOLO: Un certo tipo di tristezza
AUTORE: Sara Gavioli
EDITORE: Inspired Digital Publishing





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