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19 febbraio 2016

Pagina69 #42 Il mistero del maniero illuminato

Secondo Marshall Mc Luhan, per decidere se comprare un libro, bisogna affidarsi alla pagina 69.

Se quella pagina ci catturerà, allora, molto probabilmente ci piacerà il libro.

La Pagina 69 di oggi appartiene a Il mistero del maniero illuminato di Manu Luce


Cosa dirle, esattamente? Lei non era neppure di quel luogo, di quel mondo. «Mi… Mi chiamo Ellie», ripeté, deglutendo, «Ho diciassette anni… E sono straniera», chiuse il discorso, rialzando lo sguardo. Sorrise, pensando di cavarsela.
«Straniera, ma dai?», sbottò con stupore, arrossendo. «In effetti», storse il naso, «penso di averlo già intuito dal tuo abbigliamento… diciamo… inusuale», la osservò da capo a piedi. «Non è certamente quello del popolo», rise.
Ellie si guardò, tastando con un gesto automatico il coniglio disegnato sulla sua felpa. Da lontano, forse, qualcuno avrebbe anche potuto scambiarla per una cittadina qualsiasi ma, da vicino, lei e le sue converse nere non ingannavano nessuno. Dopotutto, non aveva neppure pensato all’eventualità di doversi travestire e fingere di essere una di loro. Se quel nuovo mondo che aveva scoperto era il passato di Rose come la stessa sosteneva, si trovava lì apposta per cambiarlo.
«E da dove vieni?», chiese poco dopo ed Ellie strinse le labbra: sperava che non le avrebbe posto quella domanda. «È molto lontano?».
Lei si guardò attorno con un solo movimento svelto degli occhi, tentando di pensare in fretta. Era sempre stata brava a inventare bugie, eppure in quel momento si sentiva un’inetta qualsiasi. «Molto lontano, in effetti…». 
«Ah sì? Ma è un regno?».
«No», scosse la testa, evitando di guardarla negli occhi, «Non è assolutamente un regno, è… è…».
La Principessa sorrise. «Stai tranquilla», le poggiò le mani sulle sue, sperando di rassicurarla, «Non mangio nessuno… Mai incontrato un cannibale, anche se mi hanno accertato della loro esistenza! E anche se sei una spia», sottolineò a voce più bassa, «non lo dirò ai miei genitori, puoi starne certa», le fece l’occhiolino.
Ellie strabuzzò gli occhi. Spia? E perché la Principessa Anja ammiccava come una ragazza del suo mondo?
«Avevo ragione, allora», continuò, prendendo un grosso respiro, osservando lo sguardo impietrito della ragazza. «Il silenzio parla per te: sei una spia, venuta a confonderci con la tua bellezza… Spero solo che tu non sia venuta a uccidermi».
Ellie arrossì involontariamente, arretrando con le natiche sulla poltrona. Aveva quel presentimento addosso da quando si accorse che gli occhi verdi della Principessa non le lasciavano respiro, ma non lo credeva possibile. Quello sguardo Ellie lo conosceva bene, poiché si era ritrovata a farlo più...

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