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5 settembre 2015

IN UN LIBRO - Il tocco dell'aldilà di Ornella Calcagnile (Urban Fantasy/Horror/Paranormale)

"In un libro" è una rubrica che consente agli autori di presentare la propria opera tramite estratti accompagnati da immagini, e al lettore di saggiare il testo dello scrittore.

Gli autori interessati mi contattino scrivendo a peccatidipenna @ gmail.com (senza spazi) indicando come oggetto la rubrica "In un libro": occorrono cover, trama (In breve), 5 estatti/citazioni e 5 immagini prive di scritte, siccome saranno già accompagnate da testo. In caso vogliate promuovere un racconto, allora gli estratti e le immagini possono passare a 3.
Le foto possono rappresentare una scena, un contesto, un personaggio, etc... ovviamente immagini realtive all'estratto, altrimenti si perde l'efficacia della combinazione cit+img. Per un bel post si consiglia di inviare immagini dello stesso formato e che seguano lo stesso orientamento (orizzontale, che consiglio; o verticale).
I libri devono essere self o editi da case editrici non a pagamento (NOEAP).


Questo è un post d'esempio... utilizzerò un mio racconto.



Imma e David sono solo amici virtuali, uniti dai social e la passione per i film, almeno fino a quando non deci­dono di incontrarsi. David ha tutte le qualità possibili e immagina­bili che un ventiquattrenne possa desiderare: è bello, intel­ligente e prestante. Tuttavia si impone un isolamento in­spiegabile agli occhi di chi lo circonda. Nessuno conosce l’inquietan­te segreto che fin da bambino, quando il suo cuore ha smesso di battere per qualche istante, affligge il giovane. Imma, spi­gliata e solare, rappresenta una boccata d’aria fresca nella sua vita grigia e solitaria ma la serenità non durerà a lungo. La ra­gazza scoprirà nel modo più cruento cosa si cela nei trascorsi del suo sventurato amico, affrontandone i fantasmi del passato e avvicinandosi a un mondo che mai l’aveva sfiorata.


Mi apprestai ad asciugarlo e mi trovai a frizionare il suo addome appena arrossato, non pensando a quanto potesse essere imbarazzante ed erotico quel gesto. Mi incantai a seguire le linee del suo corpo. Ero sempre stata con ragazzi nella media, carini e con un fisico morbido, non così scolpito e snello, quindi mi agitai un po’. Mi sembrava di commettere peccato solo a guardarlo. Respirai profondamente cercando di non dare a vedere il mio disagio, ma il rossore del mio viso mi tradiva.


Alzai lo guardo e tra le lacrime vidi delle figure nascoste tra le lapidi. Alcune chine sui sepolcri, altre che vagavano, silen­ziose. Erano persone, ma qualcosa in loro le rendeva sinistre. I loro sussurri e i loro lamenti erano percepibili come a un passo da me. Erano inquietanti e mi stavano spaventando, anche per­ché ero l’unica che sembrava accorgersi di loro.

 :  Mi spaventa vedere queste persone. Loro non si accorgo­no di me, ma io li vedo. Li sento. La loro tristezza, la loro dispe­razione, quello che dicono fa male. Sono impotente e spaventa­to.
C’era qualcosa di sbagliato, forse di malvagio, in quello che stava accadendo. Per superare tutto avrei dovuto cal­marmi e ri­cordare ogni parola di David.

Il giorno dopo tornai a Napoli. La sensazione di essere osser­vata, di udire voci ovattate e intravedere ombre sospette non mi abbandonò. Attraversai un tratto del centro storico e capii per­fettamente il malore di David. Feci una lunga corsa alla metro­politana per il Vomero, scorgendo di tanto in tanto figure eva­nescenti, scure e inquietanti, prive di un corpo ben delineato ma quasi compatto, una massa unica sulla quale si riusciva a distinguere solo la sagoma della testa. Quando si voltavano, esibivano occhi privi di orbita e una bocca inesistente, nient’altro che immensi buchi neri. La tenebra di alcune visioni era quasi da bloccare il respi­ro.


Era incredibile ciò che avevo fatto e lo era tutta la vicenda. Mi sentii come appena risvegliata da un incubo. Il sollievo durò un battito. Scossi Bartolomeo. «Dobbiamo andarcene, pri­ma che qualcuno noti il fumo e venga a controllare. Non pos­siamo farci cogliere in flagrante in una proprietà privata e non con questo spettacolo in atto», dissi, rivolgendo uno sguar­do alle fiamme.

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